Rassegne- Maria Monti a “Per chi suona la campana” (Roma, 6 febbraio)

 

Rassegne

 


MARIA MONTI

Maria Monti, la cantautrice dimenticata

A “PER CHI SUONA LA CAMPANA”

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Maria Monti, cantautrice, poliedrica attrice dal dono cabarettistico insieme a Marco Persichetti, singolare compositore-pianista, sono gli ospiti d’eccezione lunedì 6 febbraio alle ore 21,30, nell’ambito della rassegna “Per chi suona la campana”, che avrà luogo presso il teatro Arciliuto in Piazza Montevecchio 5, alle spalle di piazza Navona, a Roma.

Anima della rassegna un prestigioso team di organizzatori da Giovanni Samaritani del teatro Arciliuto a Ernesto Bassignano di Radio Città Futura, da Massimiliano Artibani esperto in web a Leopoldo Lombardi qualificato musicultore, a Fabrizio Emigli responsabiledella grafica ed Alfredo Saitto del coordinamento.

Conversando con Maria Monti e Marco Persichetti, si riportanole motivazioni del ritorno in scena di Maria e il percorso musicale affrontato da Marco, autore della messa in musica di sette testi di Maria, che faranno parte del prossimo CD in uscita.

Maria  Monti

«… in questi ultimi anni, solo discograficamente improduttivi, oltre a numerosi e spiritualmente arricchenti viaggi in India, ho recitato nel ruolo di YAMA, il DIO della morte, in Savitri, la scoperta dell’Anima e la vittoria sulla Morte, dal poema “SAVITRI” di SriAurobindo. La strada che ho battuto, grazie all’esperienza indiana, è la medesima che vivo tuttora e propongo discograficamente in“Sprazzi di pace”.Con questo disconon intendo essere GURU ma solamente dare luce a quegli spazi interiori, in genere ignoti e invalicabili a tutti noi».

Marco Persichetti

l’incontro con Maria Monti, Artista di cifra così elevata, è stato per me uno stimolo a ricercare in diversi campi dell’invenzione musicale. Ogni suo testo richiedeva una particolare forma e uno specifico linguaggio anche in direzioni molto eterogenee fra loro.Due sono le canzoni di mia composizione musicale che presenteremo all’Arciliuto:

«Una volta soltanto”, ironica rievocazione di un matrimonio mancato, in cui la citazione iniziale della Marcia nuziale di Mendelssohn si rompe e si sfalda in un valzer ostentatamente raffinato, come le raffinate intenzioni descritte dal testo, per poi interrompersi bruscamente in modo sospeso ed interrogativo.

E “Il taxi piange” dove si racconta l’infanzia maltrattata, non tanto in senso fisico, ma psicologico, a causa della negazione del fondamentale bisogno di certezze affettive proprio di qualunque bambino: ne è scaturita una sorta diincrocio fra un blues ed un spiritual, molto nel solco della soul music, che istintivamente mi erasembrato il mezzo più adatto per veicolare il dolore di un’affettività frustrata.

La serata proseguirà con “No signori, non ho più vent’anni” in cui il tema della giovinezza è affrontato fuori di ogniretorica: vent’anni come un’età dura, estrema, di grandi contrasti e battaglie, di tormenti ma anchedi momenti magici ed esaltanti, quelli che costituiscono l’alimento della poesia.

L’ironia è invece la cifra alla base di “Se fosse”e “Spogliami così”.

Il primo è un rap nel qualesono snocciolati tutta una serie di luoghi comuni e di immagini ‘poetiche’ dell’amore, per arrivaread una domanda provocatoria che smonta bruscamente tutto il castello;

in“Spogliami così” l’ironiacolpisce l’erotismo visto dal lato femminile; anche qui si va costruendo un castello diimmagini e di auto-suggestioni, destinato a crollare per la sua assoluta unilateralità; l’uomo èassente, o per nulla coinvolto.

A chiusura, ancora ironia, garbata ma non meno pungente, che caratterizza l’assunto paradossale di “Dovel’ho messa”, una pièce del teatro di Giorgio Gaber; partendo da un fatto banale, lo smarrimento di unamacchina, si accumulano via via una serie di “smarrimenti” sempre più catastrofici e totali; ma dallaperdita di tutti i riferimenti sembra scaturire alla fine un senso di liberazione, come suggeriscel’abbinamento con “La leggerezza”, anch’esso gaberiano».

UNA VOLTA SOLTANTO

Maria Monti – Marco Persichetti

IL TAXI PIANGE

Maria Monti – Marco Persichetti

NO SIGNORI NON HO PIU’ VENT’ANNI

Henri Gougaud – Gérard Jouannest- ed. Alleluia

SE FOSSE

Maria Monti – Costantino M. Albini

SPOGLIAMI COSI’

Robert Niel – Gaby Verlor – ed. Legrand

DOVE L’HO MESSA

Monologo di Giorgio Gaber e Sandro Luporini

tratto   dallo spettacolo “Quasi allegramente la dolce illusione”

LA LEGGEREZZA

Canzone di Giorgio Gaber e Sandro Luporini

tratta   dallo spettacolo “Quasi allegramente la dolce illusione”

Autore: admin

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