Francesco NICOLOSI FAZIO- Jalta addio. L’Italia al tempo di Trump

 

Agorà

JALTA, ADDIO!

The Yalta Conference, February 1945 NAM234.jpgChurchill, Roosevelt e Stalin a Jalta

Italia e Trump: emancipazione e risorgimento.

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Forse non sapremo mai cosa ha minacciato Hollande a Gentiloni, per fargli venire un (quasi) infarto. Di lasciare mano libera ai francesi nella (residuale) finanza italiana? Di non mettersi di traverso su Mediaset e/o Generali? Come possibile ritorsione Françoise magari ha “pronosticato” un assalto di tipo terroristico…. Quello che certamente possiamo sapere è il perché delle più o meno velate minacce che qualunque governo, congrega o società di rating si permettono di fare all’Italia: siamo ancora un paese a sovranità limitata. Senza autodeterminazione, incredibile ma vero!

Oggi alla condizione di nostra totale sottomissione a chiunque, la difesa dell’italianità è in mano a realtà extra-governative; il Vaticano, ad esempio, ha fatto scendere in campo Banca  Intesa, per salvare l’ultima realtà economica in mano all’Italia: Le Generali. Nel dopoguerra la politica estera era in mano all’ENI, poi uccisero Mattei….Oggi tutto è in mano straniera, in particolare tutta la finanza italiana è di proprietà d’oltralpe,  per il solo motivo che loro hanno un governo che ha la bomba atomica e può difendere gli interessi francesi. I nostri governi invece ci vendono per trenta denari, senza mai chiedere nulla, per noi cittadini….. Un esempio recente: la “politica” europea sui migranti.

Uno più antico: la svendita della nostra agricoltura. Un’altro ormai decennale: la distruzione dell’intero settore italiano delle costruzioni.
In questi giorni l’olocausto ha bisogno di “giornate della memoria”, per tenere in vita un ricordo di oltre 70 anni fa; per la sconfitta dell’Italia, conclusasi politicamente l’otto settembre 1943, tutto è come se fosse accaduto ieri. Scontiamo, e per sempre, l’errore di avere fatto la guerra agli USA. In questo estremo prolungarsi del nostro “debito” politico con l’occidente, abbiamo pure perso il treno del crollo del muro di Berlino. Difatti tutta l’Europa dell’est (o dell’ex) si è affrancata dalla Russia, mentre noi continuiamo a subire il peso della sconfitta di  (molto oltre) 70 anni fa.

In un documentario di oltre 40 anni fa si commentava la figura di Togliatti. Parlavano Pietro Ingrao, Giancarlo Pajetta e Giorgio Napolitano. Ingrao aveva un accento laziale, che copriva le antiche origini siciliane. Gli altri due avevano una dizione perfetta, forse perché parlavano fluentemente l’uno il russo, l’altro l’inglese. Il patto di Jalta era ben  rappresentato all’interno dell’allora PCI: Italia, Russia e USA. Ciò al punto che uno dei tre affermava di essere intoccabile, lui assieme ad un pluripresidente del Consiglio ed ad un grande giornalista, tuttora vivente.

Nessun futuro potrà mai avere la nostra nazione, se non si emanciperà politicamente da tutti i suoi padrini stranieri: USA, Europa, Germania, Francia….. Nessuna riforma, nessuna politica, nessuna lotta alla criminalità (mafiosa e/o finanziaria) potrà mai essere portata avanti, da un paese che aspetta sempre gli ordini da fuori. La prova evidente di questa totale dipendenza è l’attuale governo, che non sa che pesci pigliare, in quanto la canna è passata ad altre mani, forse decise, ma aliene.

Ecco che l’occasione storica si ripresenta, per un futuro decoroso per la nostra nazione. Un presidente isolazionista come Trump, che non vuole più pagare il conto NATO e delle ingerenze mondiali USA (conto che si fa carico anche delle ruberie dei governi amici), potrebbe capire che è anche nell’interesse degli USA avere un’Italia forte e libera, al centro del Mediterraneo, un vero alleato, non un servo sciocco e pertanto molto pericoloso, per lui stesso e per il mondo intero. Storicamente possiamo rifarci al nostro risorgimento, quando l’Inghilterra consentì la nascita dello stato italiano, con una lungimiranza che alla fine, attraverso cambi di casacca tipicamente italiani, la portò ad essere nostra alleata nelle due guerre mondiali. Necessita un nuovo risorgimento.

Il nostro risorgimento può realizzarsi anche oggi, partendo dalla lealtà alla più forte democrazia al mondo, cercando una base di legalità internazionale che sia fondamento della grande e vera riforma della nostra  nazione, in ambito costituzionale. Poi verranno anche proposte innovative, anche in politica estera, una su tutte: l’ingresso di Israele nell’UE; credendo nella pace ed anche nella stessa UE, ma che sia quella dei popoli. Un semplice programma che potrà aggregare tanti italiani, un programma che poggi sulla indifferibile richiesta di onestà. Onestà intellettuale, politica e morale.
Un vero programma dell’Utopia.

Autore: admin

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