Teatro Ambasciatori, Catania- Dal 3 febbraio, “Agata, amor omnia vincit”, un musical della Compagnia Artesia

 

 

Cartellone

AGATA, AMOR OMNIA VINCIT

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Teatro Ambasciatori, Catania

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Nell’ambito dei festeggiamenti in onore della Santa Patrona di Catania, senerdì 3 (ore 21), sabato 4 (ore 21) e domenica 5 febbraio (ore 18),  al Teatro Ambasciatori di Catania,  va in scena  “Agata, Amor omnia vincit”,  un musical di Chiara Allegra, Paolo Filippini, Mirko Spinsanti. Musiche: Mirko Spinsanti Coreografie: Lorena Amico, Regia:  Paolo Filippini
Realizzato e prodotto dalla compagnia “Artesia”

Con
Ornella Brunetto (Agata) ed Emanuele Puglia (Quinziano)

Raffaella Bella (Apolla)
Santi Consoli (Rao)

e con
Massimo Giustolisi (Asposio), Gaetano Naselli (Falconio), Mario Rocca (Silvano),
Federica Amore (Tacita), Franco Colaiemma (Parmenio), Alessia Consoli (Livia), Salvo Di Bella (Marco), Santo Fragalà (Vescovo), Salvo Lombardo (Sergio),
Andrea Luca (Giovanni), Elisabeth Navarra (Semplice), Maria Piana (Tiresia), Giovanni Pulvirenti (Costantino), Mario Pulvirenti (Bambino),
Ludovica Raciti (Agata bambina), Rita Re (Lucrezia), Egle Santonocito (Julia), Andrea Schillirò (Cipriano), Pippo Tomaselli (San Pietro),
Martina Torrisi (Afrodisia), Francesca Trovato (Tullia),
Andrea Zappalà (Antonio), Luigi Zappalà (Giovanni bambino)

Ballerini: Giulio Interlandi, Alessia Leonardi, Aurora Magrì, Vincenzo Privitera, Giulia Scuderi, Daiana Stimolo, Martina Vella

Note di regia

Ad un anno esatto di distanza dal suo debutto assoluto, torna in scena, a grande richiesta, il musical “Agata, Amor omnia vincit” realizzato dalla compagnia “Artesia”, ispirato alla vita della santa Patrona di Catania, Agata.
Il musical è stato scritto e sceneggiato da Chiara Allegra, Paolo Filippini (che firma la regia) e Mirko Spinsanti (quest’ultimo autore anche delle musiche).
Sul palco, una quarantina di artisti (tra attori-cantanti e ballerini), tra i quali, nei ruoli principali, Ornella Brunetto (la martire Agata), Emanuele Puglia (il proconsole Quinziano), Raffaella Bella (Apolla, madre di Agata), Santi Consoli (Rao, il padre) .

Lo spettacolo, nella sua prima edizione, ha già riscosso un eccezionale consenso tra il  pubblico e gli addetti ai lavori.
La storia della “Santuzza”, rivisitata in chiave musicale, ha saputo affascinare gli spettatori di ogni età sin dai primi minuti dello spettacolo che vedono in scena  l’infanzia di Agata con deliziosi momenti di vita domestica. Man mano poi che la storia si dipana, la tensione drammatica cresce (grande peso, a tal fine, hanno i brani musicali) e i personaggi assurgono al ruolo di eroi tragici (e sono tanti, ognuno con la sua “micro-storia” che si intreccia con quella di Agata: Il giovane pagano convertito, l’etèra illuminata dalla purezza di Agata, il cinico carcerato testimone d’un prodigio, la compagna di cella dalla follia lungimirante e, su tutti, la madre che nella disperazione arriva a dubitare della sua fede, lo storico carnefice innamorato che si tormenta nel rimorso, la fanciulla tenace davanti al martirio e, infine, nell’estasi della morte) in un susseguirsi di “quadri” che compongono un  climax di emozioni che lasciano lo spettatore felicemente attonito.

Un musical “bello da gustare” in cui la vita della Santa è ripercorsa e rivista in chiave moderna così da garantire una più facile fruizione della storia anche da parte dei più giovani.
“Agata il Musical” è stato concepito con l’intento di realizzare un evento artistico mirato all’arricchimento del patrimonio culturale e sociale di Catania e della sua provincia (ma, perché no, della Sicilia tutta), sul solco della tradizione e della devozione alla “Santuzza” (un sentire comune col quale identificarsi e che abbiamo il dovere di conservare, tutelare e tramandare ai posteri nei suoi aspetti più “nobili”) ma con elementi innovativi che ne fanno uno spettacolo godibile in assoluto, a prescindere dai propri convincimenti di fede.
Musiche e coreografie originali ed inedite, un testo dal linguaggio contemporaneo (pur con echi di “parlata colta”), il tutto frutto di un lungo percorso di ricerca affrontato anche con la collaborazione di esperti e studiosi della vita di Sant’Agata.

Durante l’allestimento e la messinscena, gli interpreti  (attori, ballerini, musicisti) e le maestranze hanno saputo aderire con slancio ad un “sogno” (dapprima, solo nella mente degli ideatori… infine, in quelle dell’intero cast) e si sono prodigati nel raggiungere un unico obiettivo: “condividere con amore un progetto d’amore”,  come animati e tenuti insieme – alla stregua del cordone del Fercolo che unisce i devoti di Sant’Agata gli uni agli altri –  dalla passione per il teatro che racconta e si fa vita… in questo caso, la vita di Agata, una fanciula che dopo tanti secoli ancora sa sfiorare il cuore di chi “nell’infinito crede, in quell’Amor che non si vede”.

Autore: admin

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