R. Ma.- Partirà dalla Nuova Zelanda la tournée di “Romeo e Giulietta” (curata da Giorgetti, Vetriglia, Acheson)

 

Da Wellington



NUOVA EDIZIONE DI “ROMEO E GIULIETTA”

James Acheson


La tournée inizierà dalla Nuova Zelanda la  prossima estate, curata da Giorgetti, Ventriglia, Acheson (foto in alto)

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Dopo aver lavorato con lo scenografo-costumista Danilo Donati (due Oscar), che fu l’autore dei costumi dell’edizione di “Edipo Re”, andato in scena al Teatro Olimpico di Vicenza nel 1994, con un cast eccezionale: Roberto Herliska (Edipo), Mario Scaccia (Creonte e Tiresia), Franca Nuti (Giocasta), Moni Ovadia (Corifeo), il regista-drammaturgo Mario Mattia Giorgetti, nonché direttore della storica rivista “Sipario”, torna a cimentarsi quale drammaturgo con un altro scenografo-costumista, James Acheson (tre volte Premio Oscar, il primo per “L’ultimo imperatore” di Bertolucci nel 1988), per portare in scena “Romeo e Giulietta” per conto del Royal Ballet della Nuova Zelanda, diretto da Francesco Ventriglia che ne curerà le coreografie.

Il lavoro di preparazione delle scene, costumi e drammaturgia è già iniziato e sarà ultimato questa estate con il debutto del balletto nella sede del Teatro Nazionale di Wellington, St. James Theatre, per poi iniziare un tour di venti piazze tutte in Nuova Zelanda.
L’intento dei tre creatori è quello di realizzare un “Romeo e Giulietta” sottraendolo allo stile romantico tipico del Cinquecento in cui William Shakespeare l’aveva ambientato, e a cui tutte le produzioni hanno fatto riferimento, per ricondurlo al periodo storico, il Medio Evo, 1303.

Anno in   cui si accese e consumò  il tragico amore di Romeo e Giulietta, come documentato da Dante nel Purgatorio, Canto VI, al momento del suo lungo esilio a Verona, protetto da Cangrande Scala, Signore della città, mecenate, appassionato d’Arte che rese Verona un centro di numerose attività culturali.

Inoltre, lo spettacolo in via di allestimento mira a far luce sulle “vere” ragioni del conflitto politico tra le due famiglie, Capuleti e Montecchi, una appartenente ai Guelfi e l’altra ai Ghibellini, allora in lotta accanita per il predomino della Comunità da parte del Papato di Roma contro la visione dell’Imperatore d’oltralpe.

Inoltre, sarà rimessa in luce la figura di Frate Lorenzo, francescano che predicava la pace e la povertà oltre che praticare la scienza dell’alchimia, che della vicenda amorosa ne fu il “regista”, sfortunato per i contrattempi, il cui disegno da raggiungere era quello di riportare pace tra le due fazioni avverse, volendo così sostenere il principio democratico che in politica non occorre odiare, e affermando che il matrimonio doveva essere una libera scelta d’amore dei due sposi e non una imposizione delle famiglie che in esso vedevano solo l’intreccio di interessi materiali ed economici.

Verrà poi restituito il finale dell’opera (solitamente si concludeva con la morte dei due amanti, causata dall’odio delle famiglie) che riporta la pace tra le due fazioni:  pace che sarà celebrata dal Principe della città.
Infine, la messa in scena sarà circoscritta a non oltre 36 elementi, cioè ai veri protagonisti, liberata dal consueto sfarzo, al solo scopo di fare spettacolo, adottato nelle precedenti realizzazioni degli Enti lirici.  
Una edizione, quindi,  che non solo ambisce a ricordare i 400 anni dalla morte del Bardo, ma che costituisce una vera novità nel panorama internazionale delle produzioni di balletto.

Autore: admin

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