Maria LOMBARDO- Buio in sala. Due film recenti (“Silence”, “L’ora legale”)

 

Buio in sala

 

 

DUE FILM RECENTI

“Silence” di Martin Scorsese

Possente, spettacolare, mistico. “Silence” di Martin Scorsese è un film speciale che si confronta con il dilemma della coscienza e con il senso della fede sotto i cieli grigi del Giappone del ‘600. Cieli dai quali il sole stranamente non splende mai. E forse proprio per sottolineare il dramma.
Il maestro italoamericano si ispira al romanzo di ShûsakuEndô (1966), la sceneggiatura è scritta da lui con con  JayCocks.
I Padri Gesuiti evangelizzano il Paese. Due missionari arrivano dal Portogallo allaricerca di padre Christovao Ferreira, loro maestro spirituale, del quale si è sparsa la voce che, martirizzato,  abbia abiurato la fede.
Il film ci chiede: perché Dio tace di fronte alle sofferenze dei suoi figli? Il silenzio del titolo è quello di Dio.
Con un Andrew Garfield grandioso, Adam Driver e la star Liam Neeson, il film si apre su una scena di martirio e prosegue con Rodrigues e Garupealla ricerca di Ferreira. I giapponesi convertiti vivono nascosti mentre signori feudali e samurai cercano di sradicare il cristianesimo. La fotografia di Prieto scolpisce i volti e i particolari, grande suggestione viene dai rumori d’ambiente, spettacolari e di valore simbolico alcune inquadrature dall’alto in perfetta verticale.
Con Ferretti e Lo Schiavo alle scene e ai costumi (superlativa ricostruzione dell’epoca), Kluge (colonna sonora non invadente) il film ha nel cast ottimi attori giapponesi.
Vero ispiratore del film è stato l’arcivescovo di New York, Paul Moore che regalò a Scorsese negli anni ’80 copia del romanzo di Endo.
E il film “Silence”, portando avanti l’interesse del regista per il tema della religione,risultauna parabola possente, di grande drammaticità e lirismo,  del confronto fra coscienza e fede. Scena madre del film risultail dialogo fra Rodrigues e il ritrovato Christovaonel finale.
Un’opera che tramortisce, inebria, invita al dubbio: memorabile.

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“L’ora legale”  di Ficarra e Picone

 

“L’ora legale” è pretesto  e simbolo di legalità che non c’è  nel Belpaese come a Pietrammmare, nome inventato per il nuovo film di Ficarra e Picone, set Termini Imerese, interpreti volti noti siciliani, tranne Alessandro Roja. I due attori-registi come già in “Andiamo a quelpaese”, affondano le mani in un tema serio con garbo e intelligenza, mostrando maturità di autori. Valida la sceneggiatura scritta con Edoardo De Angelis. Se nel film precedente la disoccupazione spingeva a trovare soluzioni di sopravvivenza, qui la sopravvivenza passa per l’illegalità come scelta obbligata. Mala lotta per far accettare delle regole ad una comunità che finorale ha ignorate vede vincitore lo sfidante del sindaco corrotto.

Parcheggi, costruzioni, attività commerciali: tutto abusivo. Industrie, raccoltadeirifiuti:niente è a norma nelpaesegovernato con favoritismi e clientele (ottimoTony Sperandeo, sindacouscente). L’antagonista (valido Vincenzo Amato) insegnante prestato alla politica, riesce a vincere le elezioni del cambiamento. Film corale in cui spiccano personaggicome il parroco, che col potere va a patti (eccellenteLeo Gullotta), l’outsider (ecologista e difensore del nuovo anche a a costo di rimanere isolato) AngeloTosto in un piccolo ruolo azzeccato, il comandante dei vigili scatenato dopo anni d’inattività (ottimo Antonio Catania).

Salvo e Valentino stanno su fronti opposti ma sono legati da interessi comuni oltre che dall’essere cognati.
Il pubblico si diverte con il duo, la satira è garbata. Nella seconda parte però Ficarra si abbandona alla macchietta. Più calibrata la prova di Picone.Emergono poi Paride Benassai, Sergio Friscia, Eleonora De Luca, Ersilia Lombardo, Alessia D’anna, Francesco Benigno. Bella commedia. Peccato solo che i duo non riesca ad adevitare il sopra le righe. Una cosa sono la tv e il palcoscenico, altro è il cinema d’autore.

Autore: admin

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