Sauro BORELLI- Rivisitando Casablanca (“Allied…”, un film di Robert Zemeckis)

 

Il mestiere del critico

 


RIVISITANDO CASABLANCA

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“Allied-Un’ombra nascosta”, un film di Robert Zemeckis

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Michael Curtiz realizzando nel 1942 il suo film “imperituro” Casablanca non supponeva certo che quella sua impareggiabile vicenda avrebbe trovato, oltre innumerevoli quanto inadeguate imitazioni, una sorta di tardivo remake (settantacinque anni dopo) da parte dello scafato cineasta hollywoodiano Robert Zemeckis, già accreditato di lungometraggi fantasiosi come Forrest Gump e Ritorno al futuro onusti di premi e di cospicue accoglienze al botteghino. Be’ questa evenienza si è appunto verificata con Allied-Un’ombra nascosta che, sebbene ispirata autonomamente dallo sceneggiatore Steven Knight, ripercorre a grandi linee l’avventurosa traccia di una spy-story appassionante con personaggi e snodi narrativi dislocati cronologicamente nei guerreschi anni Quaranta.

Oltretutto, alla base del racconto c’è un vecchio ricordo dello stesso Knight che, memore delle confidenze di una ex fidanzata, era venuto a conoscenza di un episodio singolare verificatosi in tempo di guerra. La cosa, come ha spiegato bene Knight, riguardava un agente segreto inglese che si era innamorato, in una fase della sua missione segreta, di una spia francese, l’aveva sposata e aveva avuto un figlio. In seguito, secondo una regola statuita dalla loro rischiosa professione definita come “tradimento intimo”, incappano nel duro compito di eliminare il partner in caso di una caduta di fiducia da parte dell’uno o dell’altro coniuge.

È appunto questo il filo conduttore che anima ambiguamente Allied-Un’ombra nascosta ove aggiornate le figure dei protagonisti – il già agente inglese Max tramutato in spia canadese al fianco della francese Marianne – sono fortunosamente sbalestrati nella fatidica Casablanca col preciso incarico di giustiziare l’ambasciatore nazista di stanza nella città marocchina. Di qui poi si dirama la complessa, drammatica storia. Superata la rischiosa avventura spionistica i due si accasano a Londra ove la loro vita è allietata persino da un figlio.

Si tratta, in concreto, di un intrico inespresso formalmente, di “un’ombra nascosta” (come è detto nel titolo) in cui il precetto spietato de “tradimento intimo” innesca via via situazioni sempre più estreme. E non è questione di un maggiore o minore rapporto sentimentale ma proprio e comunque di una regola spietata, umanamente assurda. Ma, banalmente potremmo commentare, à guerre comme à la guerre. O, altrimenti detto, l’insensatezza del caso dell’esistenza può indurre a simili inaccettabili controsensi.

Robert Zemeckis pur nuovo a tali cimenti di clima bellico amministra e somministra con abile mestiere tanta e tale tragedia in dimensione e asseconda con discrezione la partecipe caratterizzazione che Brad Pitt (Max) e Marion Cotillard (Marianne) forniscono per l’occasione. Per la cronaca (o che dir si voglia gossip) il prestante attore yankee sembra totalmente affrancato dall’assidua presenza della bizzosa moglie Angelina Jolie, anche di recente molto risentita verso il coniuge trasvolato verso altri lidi e nuovi sentimenti. Come è destinato a risolversi ogni “tradimento intimo”.

 

Autore: admin

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