Maria LOMBARDO- Lo straniamento circense, iperrealista (di “Totò e Vicè”. Gianni Salvo ripropone un classico di Scaldati)


Il mestiere del critico

 


LO STRANIAMENTO CIRCENSE, IPERREALISTA

La locandina

Di “Totò e Vicè”, un classico di Franco scaldati, messo in scena da Gianni Salvo al Piccolo Teatro di Catania

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“Totò e Vicè” di Franco Scaldati mantiene intatta la sua freschezza nell’allestimento del Piccolo Teatro della città in scena al Piccolo Teatro di Catania con la regia di Gianni Salvo, musiche originali di Pietro Cavalieri, scene e costumi di Oriana Sessa.

Una coppia di amici inseparabili nella vita e nella morte, un mondo grottesco, colorato e svagato di due personaggi (Salvatore – in palermitano Totò – e Vincenzo, appunto Vicè) nati dalla fantasia del drammaturgo palermitano scomparso qualche anno fa, che della coppia di artisti di strada e di amici per la pelle fa dei solitari (infatti soli sulla scena, unici protagonisti) di una parabola artistica e umana.

Iperrealismo e straniamento al tempo stesso – il pensiero va al mondo circense di Fellini -sono la caratteristica del testo esaltata dall’ottima regia del catanese Gianni Salvo e dall’interpretazione dei bravi Aldo Toscano e Carlo Ferreri che hanno saputo alternare e mischiare i toni ironici, grotteschi e ricchi di pathos della pièce.

Gianni Salvo, premio alla carriera dell’Associazione nazionale critici di teatro,  del Piccolo Teatro è fondatore (1966). In quarant’anni ha dato vita ad un movimento di informazione e filologia teatralemettendo in scena, fra l’altro, “Cimitero delle automobili” di Arrabal, “Augusto AugustoAugusto” di Kohout, “Cimice” di Majakovskij, “Un uomo è un uomo” di Brecht, “Perelà uomo di fumo”, “Peer Gynt”, “Aspettando Godot”, “Sette peccati capitali”, ripercorrendo pagine di autori quali Ionesco, Offenbach, Goldoni, Stravinskij, Voltaire, Garcìa Lorca.

Franco Scaldati, autore-attore palermitano, scrittore appartato, ha lavorato sulla riformulazione del dialetto palermitano in chiave poetico-drammaturgica inventando un linguaggio tutto suo: arcaico, arabeggiante, nobile e popolare. La sua produzione per il teatro (e non solo) è in buona parte inedita, nonostante le collaborazioni con Cecchi, Corsetti, Martone. Ancor di più acquista valore dunque l’operazione del Piccolo Teatro della città di Catania riproporre “Totò e Vicè” (testo poco conosciuto al pubblico della Sicilia orientale) che con gli stessi attori era stato già in scena dieci anni fa.

Autore: admin

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