Gianfranco MIGLIO PICCHETTO – Da Canossa. La discesa di Beppe Grillo all’Alde, anzi all’Ade

 

Da Canossa



LA DISCESA DI  GRILLO ALL’ALDE, ANZI ALL’ADE

Busto di Ade, divinità degli Inferi (quinto sec.a.C.)

Con la coda tra le gambe e la credibilità azzerata

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Anche se un po’ mi ripugna parlarne (oramai le diatribe tra grillini e antigrillini ci hanno sbriciolato i marroni), due paroline alla buona su Grillo & soci vorrei dirle. Ho diversi amici grillini che adesso, dopo le funamboliche giravolte di Grillo, cominciano ad avere un atteggiamento meno fideistico nei confronti del Movimento. Diciamo che, bontà loro, qualche dubbio amletico comincia ad assalirli. Molti di noi, meschini, chi solo “a pelle” o per fiuto, chi con preparazione adeguata ed argomenti validi, già dall’inizio avevano avvertito che qualcosa non quadrava. Poi la cosa ha cominciato a puzzare quando sono iniziate le epurazioni (chi non ricorda la Salsi, cacciata a pedate per essere apparsa in TV?). Le crocefissioni sono andate avanti senza sosta con chi osava dissentire o soltanto dubitare sulla linea, solitamente decisa da votazioni risibili controllate non si sa da chi, o forse si sa bene.

Chi non ricorda Pizzarotti, discreto sindaco della Parma espugnata assurta a simbolo del M5s , tenuto a bagnomaria per mesi senza che Grillo avesse il coraggio di decidere se cacciarlo o tenerlo? Si parlava tanto di “uno vale uno”  (per ridere),   di democrazia dal basso e invece, quando c’è da “stabilire”, è solo il duo Grillo-Casaleggio jr. a farlo, e  senza appello. Tutto viene pattuito (e pattugliato?)  in riunioni carbonare, a porte chiuse, dopo aver a lungo sbandierato lo streaming, utilizzato solo per sbeffeggiare Bersani. In seguito hanno riempito le pagine dei giornali e il web con gaffes ed errori marchiani, subito perdonati in famiglia ahum ahum..Caro Di Maio, non è che presentarsi abbronzato, impomatato e con il doppiopetto delle nozze può salvarti la faccia. Sulla sindaca Raggi, eletta a furor di popolo, meglio non infierire: Roma è ferma da mesi, inchiodata dalla sua insipienza, improntitudine; anche per lei, per essere assolta, non bastano certo i sorrisetti, i piantarelli in diretta o i pannolini stesi col fotografo pronto.

Roma è tosta, Roma è ‘na bestia, Roma è un bubbone, è un groviglio di malaffare e non sarà certo l’amicizia con Previti (!) a riportare l’onestà in Campidoglio, a ridare un minimo di dignità alla povera gente, ai cosiddetti “voi non sete un cazzo”.La stra-votata sindaca ha fatto una serie inenarrabile di scelte sbagliate, non ne ha azzeccata una: ne potrebbe uscire un film comico, surreale, ma purtroppo la sceneggiatura è scritta sulla pelle dei romani. La Raggi ha difeso con le unghie, a spada tratta il pregiudicato Marra, fino a ieri Capo del Personale in Campidoglio e suo prediletto. Roma va male? Ecco che l’insetto grillato, padre-padrone del Movimento, si para il culo tirando fuori dal cilindro il nome della Appendino, unica persona M5s accettabile tra gli sprovveduti grillini, “parlamentari” eletti tramite la Rete con una manciata di voti da amici e parenti.

Poveri ragazzotti in fondo (stipendi a parte), catapultati in Parlamento senza preparazione e conoscenze: serve a poco imparare a memoria, la sera prima, i “dispacci” di Grillo e Casaleggio jr. Adesso c’è il balletto delle alleanze: Grillo, dopo essersi alleato con il fascista Farage pur di guadagnare poltrone e visibilità, facendo un po’ di conti ha capito che era meglio allearsi con i liberal- Kapitalisten dell’Alde. E cosi, da un giorno all’altro, con una decisione spericolata, Grillo ripudia e scarica il Farage, comunque appagato dalla vittoria del Brexit. Senonché quelli dell’Alde, che scemi non sono, hanno respinto a votazione l’offerta, lasciando il Grillo con una mano davanti e l’altra di dietro. Quale idea degna di Archimede Pitagorico si fa venire il comico genovese?

Semplice, quella di tornare contrito e a testa bassa da Farage, che lo accoglie ma, per punirlo, gli riserva solo 4 strapuntini al Parlamento europeo e visibilità pressoché nulla! Ricordo che la decisione di Grillo è stata presa dopo una votazione della Rete, in cui il 70% dei votanti aveva dato l’ok all’alleanza con l’Alde e che, oramai annichiliti dal Bloggone, confermerà il voltagabbana del Grillo. Se ne deduce che soltanto il restante 30% ha la capacità di intendere e di volere, e cioè di usare il proprio cervello, invece che votare con la pancia e con quello che le sta dietro. Voglio pensare, sperare, che il restante 30% corrisponda, grosso modo, ad ex-compagni provenienti dalla sinistra radicale, da delusi dal PD, da anarchici, da cani sciolti, ex- astenuti, da persone “perbene”, mentre il restante 70% sia composto, come molti già sostenevano dall’inizio, da Uomini Qualunque, da gentaglia di estrema destra tipo Casa Pound, Fare Fronte, Ammazzali Tutti ecc…nonché da fascisti “inconsapevoli”, reazionari, ex-berlusconiani e altri scellerati. Oltreché naturalmente da imbecilli decerebrati.

A questo punto l’acceso dibattito su come fosse ed è composto il M5s non ha più ragione di essere: siamo tutti tranquillizzati da queste percentuali, sappiamo con chi abbiamo a che fare. Infine: non mi permetterei mai di dire a qualche amico grillino ” te l’avevo detto “, perché sarei uno sciocco Maramaldo. Vorrei solo che, alla luce dei fatti e dopo ripetute manifestazioni di incapacità e di chiara malafede, si capisse che non sempre le nostre obbiezioni erano frutto di preconcetto, ignoranza o antipatie, tutt’altro, almeno per me: Grillo è stato per anni un simpatico comico di rottura, agli inizi lo seguivo negli spettacoli e capitavo spesso nelle prime file. Ridevo di cuore, sorbendomi i lanci di sudore della sua fronte. Adesso che si è messo a fare il clown fuori dalle sale, rido di meno

Autore: admin

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