Umberto ROSSI- Cinema. Recensioni brevi (“Il cliente”, “Assassin’s creed”)

 

Cinema    Recensioni brevi

 

 

DUE FILM RECENTI

 

Il cliente

 Il cliente

Regia e Sceneggiatura di Asghar Farhadi

Interpreti:  Shahab Hosseini, Taraneh Alidoosti. Prod. Iran, Francia 2016

 

Il cliente (Forushande) di Asghar Farhadi, noto anche in Italia come autore dello straordinario Una separazione (Jodaí-e Nadér az Simín, 2011), conferma l’interesse di questo cineasta per la situazione umana e sociale della media borghesia iraniana, in particolare per la condizione delle donne.

Un palazzo di Teheran subisce un cedimento strutturale che costringe allo sgombero quanti vi abitano. Rana ed Emad – lei attrice teatrale, lui insegnate e attore, entrambi impegnati in una messa in scena di Morte di un commesso viaggiatore (Death of a Salesman, 1949) di Arthur Miller (1915 – 2005) – in un primo tempo trovano rifugio in auto, poi in casa dell’immobiliarista che aveva venduto loro l’appartamento, quindi in un attico preso in affitto da uno degli attori della compagnia in cui recitano. La nuova casa ospita ancora alcune cose della vecchia inquilina – una donna che i vicini ritengono di dubbia moralità – che le ha lasciate in una stanza chiusa a chiave.

Nonostante i solleciti del padrone lei non passa a ritirale, allora questi sfonda la porta e le accatasta sul tetto. Un giorno mentre Rana sta facendo la doccia qualcuno suona alla porta e lei apre credendo sia il marito. Invece è uno sconosciuto che, eccitato dalla sua nudità, ingaggia con lei una colluttazione da cui la donna esce ferita in modo serio. Emad, d’accordo con alcuni amici e gli altri inquilini del caseggiato, si rifiuta di presentare denuncia sia perché convinto che nulla di buono possa venire dall’azione della polizia, sia per non esporre la moglie al biasimo della gente. Inizia, invece, una sua personale indagine partendo dal camioncino che l’aggressore ha abbandonato nel parcheggio condominiale.

In breve scopre che il responsabile del crimine è un anziano venditore ambulante, arrivato nell’appartamento per portare via gli oggetti lasciti dall’altra locataria. A questo punto il marito offeso sequestra il colpevole e gli impone, quale condizione per rimetterlo in libertà, di confessare il reato davanti all’intera famiglia. La storia procede di pari passo con le prove per la messa in scena teatrale, che vede impegnati marito e moglie. Con qualche difficoltà Emad riesce a convocare moglie, figlia e futuro genero dell’aggressore, ma a questo punto è Rana a imporgli di liberarlo senza condizioni, altrimenti il loro matrimonio sarà finito. Il marito accetta ma prima di lasciare andare il sequestrato lo schiaffeggia violentemente. A questo punto il vecchio, già sofferente di cuore, accusa un malore che si rivelerà grave.

Al centro del film ci sono il ruolo e i condizionamenti subiti dalle donne in una società autoritaria e maschilista. Il ritratto tracciato dal regista è lineare e del tutto privo di inutili abbellimenti formali, con la macchina da presa che radiografa la situazione quasi senza prendervi parte. Come dire un film molto bello che ha partecipato all’ultimo Festival di Cannes ottenendo il premio per la sceneggiatura e quello per l’interpretazione maschile.

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Assassin’s Creed

 

Assassin's Creed

Regia di Justin Kurzel

Interpreti: Michael Fassbender, Marion Cotillard, Jeremy Irons, Brendan Gleeson, Charlotte Rampling, Michael K. Williams, Denis Menochet, Ariane Labed, Brian Gleeson, Matias Varela, Coco König, Mohammed Ali, Dino Fazzani, Graham Curry, Christopher Whitlow. Prod. Usa 2016

 

Justin Kurzel, assieme a Michael Fassbender e Marion Cotillard, ha affrontato con spavalderia l’impresa non facile di trasporre un videogame conosciuto da tutti in un film originale che possa, se il caso, avere successivi sviluppi in altre produzioni.

Provenienti dal successo di Macbeth (2015) – mediocre ma con presente in pectore molto di quanto utilizzato per questa nuova sfida – il trio dimostra di avere ottima complicità, anche de questo non basta per riuscire a creare magia, originalità, interesse, coinvolgimento. Probabilmente al pubblico che non lo conosceva poco importa che il videogioco sia stato stravolto dagli sceneggiatori dando molto spazio a quanto accade ai giorni nostri e penalizzando i viaggi nel passato. Tuttavia chi ha apprezzato questa caratteristica nelle battaglie interminabili, complice la console della Play Station e la sua voglia di cimentarsi in scontri molto ben ricostruiti anche nei particolari storici, probabilmente avrà l’impressione di assistere ad un nuovo mondo che difficilmente lo entusiasmerà.

Il regista australiano sembra fin troppo sicuro della sua bravura, tanto da dirigere lasciando poco all’intervento dei collaboratori. Un cast con ottimi attori gli permette di fare un film in cui la coesione narrativa non perfetta disturba ma non rende negativo quanto realizzato. Michael Fassbender, Marion Cotillard e Jeremy Irons – 4 Oscar complessivi – assieme ai bravi Brendan Gleeson e Charlotte Rampling danno spessore a personaggi non sempre ben costruiti in fase di scrittura. Uomo trasformato negativamente da una tragedia è in attesa del giorno dell’esecuzione. Viene segretamente salvato dalla Abstergo Industries, multinazionale scientifica nonché copertura moderna del Ordine dei Templari, che ha bisogno di lui.

Attraverso un macchinario capace di riportare in superficie le memorie genetiche e di far rivivere i ricordi degli antenati, l’uomo scopre di discendere da un membro dell’Ordine degli Assassini, Aguilar de Nertha, vissuto nella Spagna del XV secolo, durante il periodo buio dell’Inquisizione. Rivivendo le memorie di quel 1492 in cui Colombo scoprì l’America e dove il capo dell’Ordine era una presenza drammaticamente forte, il protagonista raggiungerò una grande abilità nel combattere ma anche nel ragionare sulla soluzione di problemi difficili, abilità a cui fa ricorso per combattere ciò che ritiene negativo.

 

*Ringraziamo U. Rossi, collega di Cinemasessanta e direttore di Cinemaeteatro.com

Autore: admin

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