F. Pa.-Dorme sulla collina, Zygmunt Bauman, sociologo, “avvistatore” della Società Liquida

 

Dorme sulla collina



ZYGMUNT BAUMAN

Sociologo- Teorico (“avvistatore”) della Società Liquida

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La sua biografia, certo. Zygmunt Bauman, il grande sociologo polacco di origini ebraiche è morto stamani a Leeds all’età di 91 anni: era nato a Poznan, la città sul fiume Warta teatro delle prime grandi deportazioni naziste. Le biografie raccontano testo e contesto e nella sua c’è il Novecento.

A partire dall’invasione dei nazisti durante la seconda guerra mondiale e la fuga della famiglia Bauman verso l’Unione Sovietica dove il futuro teorico della “società liquida” si arruola, giovanissimo, in un corpo di volontari votati a combattere la minaccia di Hitler sull’Europa.

Già allora l’Europa: una costante quasi catartica nel pensiero dell’intellettuale che forse più di ogni altro ha fotografato la perdita di punti di riferimento solidi dell’uomo moderno. Bauman scappa dall’Europa e vi torna al termine del conflitto per studiare sociologia all’università di Varsavia ma nel 1968, cacciato dal nuovo vento antisemita, è costretto ad emigrare ancora, in Israele prima e poi in Gran Bretagna.

Bauman ha insegnato come missione: all’università di Tel Aviv, a quella di Leeds, a Varsavia, ma anche e soprattutto ai lettori dei suoi libri che a prescindere dalla preparazione accademica cercavano nel pensiero complesso dall’enunciazione semplice le certezze perdute. Non c’è stato festival o presentazione al termine di cui Bauman non si sia fermato a oltranza a firmare copie di «Vita liquida», «Consumo dunque sono», «L’arte della vita», «Il demone della paura», «Modernità liquida», «Amore liquido», «Capitalismo parassitario», «L’etica in un mondo di consumatori», «Dentro la globalizzazione, l’infinita lista dei titoli pubblicati in Italia da Laterza.

L’hanno definito l’autore della postmodernità, della società liquida, dell’età della paura: è stato l’autore dell’Europa nel suo senso più ideale, mente lucidissima e consapevole del rischio che il presente si portasse via con la storia del Novecento anche la sua ricchezza intellettuale. La massima lezione di Bauman sta probabilmente nella sua inesauribile capacità di imparare e di ascoltare, dai colleghi del pensiero come Jacques Le Goff, anima con lui della breve ma preziosa esperienza della rivista Eutopia, così come dalle persone qualsiasi che gli chiedevano un autografo e si ritrovavano a parlare di filosofia come con un vecchio amico. (f.p. ansa\lastampa)

Autore: admin

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