Maria LOMBARDO- Tre film recenti (“Aquarius”, “Paterson”, “Passengers”)

 

Cinema   Il mestiere del critico*

 

 

TRE FILM RECENTI

“Aquarius”, un film di K. Mendoça Filho

 

Le Monde l’hadefinito “sensuale e musicale” ma il film che riporta a 65 anni Sonia Braga (“Donna Flor e i suoi due mariti” e tante telenovelas) è molto di più. Nella rilassatezza del clima brasiliano sul lungomare di Recife, fra festee bagni di mare, il film di Kleber Mendoça Filho, autore del nuovo cinema brasiliano (“Il suono di Recife”),è un manifesto di rivolta contro le speculazioni e la corruzione.

In “Aquarius” troviamo una Sonia Braga in nero, capelli lunghi legati, la bellezza dell’età matura. Clara è sulla sessantina, forte carattere. Il film tratta di lei e della sua vita nella casa dove sono cresciuti i suoi figli, piena di ricordi anche del marito scomparso. La speculazione ediliziavuole demolire il palazzo per costruirne uno più grande e lussuoso. Tutti vanno via ma Clara resiste. E’ sopravvissuta a un cancro al seno ed ha alle spalle una carriera di critico musicale. Cosa gliene importa delle minacce?

Il film è una commedia con qualche momento drammatico: parla dell’energia che assorbe il tentativo di sopravvivere al male. Attraverso la resistenza di Clara emerge il ritratto di una società piena di squilibri che continua a voler costruire la ricchezza di pochi sullo sfruttamento dei tanti, in barba anche alla qualità della vita e al rispetto del territorio.
La donna è convinta che la lotta debba puntareal rispetto dei diritti di cittadini. Fotografia volutamente sbiadita a raccontare una realtà che ci sfugge, anzi ci è già sfuggita di mano, una resistenza destinata a sbattere duro.

Ma Clara nel declino della bellezza, nella menomazione dovuta a una malattia, mantiene il vigore e lo splendore della giovinezza. Sonia Braga anche a 65 anni è una donna affascinante e seduttiva. Interprete più duttile di prima. Ottima sceneggiatura e ottimo film molto apprezzato sia dal pubblico che dalla critica. Peccato che in Sicilia abbia avuto la sensibilità di programmarlo solo qualche piccolo cinema. Questo è toccato, assieme a Sonia Braga, anche a Meryl Streep.  

****

“Paterson”, un film di Jim Jarmush

 

 

Jim Jarmush, regista di culto (“Strangerthan Paradise” Camera d’or miglior opera prima 1984 a Cannes) ci consegna una nuova perla con ”Paterson” poetico film che tratta di un autista di bus, amante della poesia, poeta lui stesso.
In “Broken Flowers” (2005) il regista aveva raccontato lo smarrimento scaturito dall’avvento del nuovo millennio. L’estraneità rispetto al mondo stava invece al centro di “Solo gli amantisopravvivono” (2013). Nel più antico “Coffee and sigarettes” l’atto del fumare era portatore di senso. Tornano in “Paterson” il minimalismo e l’orizzonte mentale, fil rouge dell’opera di Jarmush.

L’inedita, per lo schermo, coppia composta daAdam Driver (Paterson) e l’iraniana GolshiftehFarahani, la bella moglie Laura, è protagonista del film dove lui fa l’autista degli autobus urbani nella cittadina di Paterson nel New Jersey dove  visse l’anarchico italiano Gaetano Bresci che nel 1900 uccise il re d’Italia Umberto I. In questa cittadina si parla di poesia e di poeti italiani come Dante e Petrarca. Mostrando che le vie della poesia sono infinite.

Paterson va al lavoro nella cittadina sua omonima (scelta noncerto casuale) portandosi in tasca il taccuino in cui annotare i versi. Ascolta le conversazioni dei viaggiatori sul bus e si ispira. Laura inventa dei “cake” speciali. Ogni giorno è apparentemente somigliante agli altri. Un simpatico bulldog completa la famiglia. Ed è un vero personaggio
La talentuosa attrice iraniana  Golshifteh Farahani fa da perfetto contraltare al bel personaggio di lui.

Il film è anche omaggio a Bresci perché nella città si trasferirono molti italiani e nacque un movimento anarchico di lotta per i diritti degli operai. Ma Paterson era anche la città di Ginsberg e di William C. Williams. E il conducente del bus (calibrato e intenso Driver noto per “Hungry Hearts” di Saverio Costanzo) può certo essere un poeta. Da non perdere.

****

“Passengers”, un film di Morten Tyldum


Non è “2001 Odissea nello spazio” ma “Passengers” con gli ottimi Jennifer Lawrence e Chris Prattpiace a chi ama la fantascienza. E non solo. Il film di MortenTyldum (candidato all’Oscar per “The Imitation Game”) si può classificare thriller d’azione, avventuroso, drammatico, romantico con un tocco (ma solo un tocco) filosofico.

Scenario futuribile, già esplorato da Kubrick.  Due sconosciuti, un uomo e una donna, s’incontrano durante un viaggio lungo 120 anni partito dalla Terra verso un altro pianeta. Ibernati, assieme a diverse decine di passeggeri, si svegliano 90 anni prima del previsto, a causa del malfunzionamento al sistema delle loro capsule di ibernazione.

Jim e Aurora che si muovono in uno spazio enorme fatto di computer e touch screen, luci fredde, robot  (l’unico con cui scambiarae una parola è il barista robot un po’ folosofo che non ha altri clienti se non loro, sempre intento a lucidare bicchieri e posate), solo dagli enormi oblo hanno una vista sull’esterno dell’astronave, lo spazio intergalattico.

Costretti a ricercare il mistero del guasto, mentre la navicella è sull’orlo della distruzione, sono in pericolo di vita assieme ai passeggeri ancora ibernati. Tra i due, prima per solidarietà, poi per amore, si crea un forte legame. Ottimo script di JonSpaihts con dialoghi mai banali.

La trama è al cardiopalma ma per rendere la vicenda più umana, ci sta bene la storia d’amore. Lui ingegnere meccanico, lei scrittrice, i due protagonisti non potrebbero essere più diversi ma non potranno far a meno l’uno dell’altra.

Di questa storia che ha attratto Hollywood per molti anni (era fra le migliori sceneggiature non prodotte) Tyldum è riuscito a fare un film con bella fotografia, ben girato, coinvolgente che soltanto in qualche momento scivola nel banale.
Nel cast Michael Sheen, Lawrence Fishburne e, in un ruolo cameo, Andy Garcia. La Lawrence si conferma fra le migliori attrici del momento. (*lasicilia.it)

Autore: admin

Condividi