Franco LA MAGNA- Pirandello, dalla lingua al vernacolo (“Ccu ‘i nguanti gialli” al Teatro Brancati, Catania)

 

Lo spettatore accorto



PIRANDELLO, DALLA LINGUA AL VERNACOLO

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“Ccu ‘i nguanti gialli”, un Pirandello in idioma siciliano al Teatro Brancati di Catania

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Essere e apparire. Maschera e volto. I temi classici della macerata welthanschauug pirandelliana riemergono potentemente dalla novella “Tutto per bene”, riscritta in vernacolo da Luigi Pirandello con il titolo “Cuu i ‘nguanti gialli” (“Con i guanti gialli”) e portata in scena nel 1922 da Angelo Musco, un anno dopo l’interpretazione di Ruggero Ruggeri.

Il testo teatrale ruota intorno al dramma d’un uomo qualunque, don Masinu Teri, divenuto capo archivista di prefettura e “protetto” dal potente commendatore Saro Nicosia, ad un costo terribile:  quello del tradimento – ma a sua insaputa – dell’inquieta moglie (ormai morta da 16 anni), amante di Nicosia e dalla quale pare (poiché mantenuto in un limbo d’ambiguità) sia nata Parma, che don Masino pensa d’essere invece sua.

Creduto da tutti (soprattutto da Parma) consensiente alla relazione adulterina e “a torto denigrato in un deserto di dolorosa emarginazione”, Masino scoprirà la dolorosa verità, ma dopo lo sconforto che gli balenare perfino l’idea del suicidio, sarà finalmente riabilitato ed affrancato proprio dall’amore di Parma, che ne comprende la bontà, l’ingenuità e la buona fede

Riproposto in versione dialettale dal Teatro Brancati di Catania, interpretato da un dolente Miko Magistro nei panni di Masino (storica colonna del Teatro Stabile della città etnea) e da una spumeggiante Evelyn Famà (Parma), con la regia di Turi Giordano, “Ccu i ‘nguanti gialli” propone allo spettatore un dramma esistenziale fortemente accentuato (anche dall’uso della musica), che inevitabilmente a tratti rende forse ancora più dolorose le sofferenze dell’uomo creduto per tanti anni quel che invece non è mai stato.

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“Ccu i ‘nguanti gialli” di Luigi Pirandello, al Teatro Brancati di Catania

Con Miko Magistro, Riccardo Maria Tarci, Evelyn Famà, Claudio Musumeci, Margherita Mignemi, Luigi Nicotra, Maria Rita Sgarlato, Giovanni Strano, Antonio Castro, Gianni Sineri.
Scene Susanna Messina; costumi sorelle Rinaldi; luci Sergio Noè, aiuto regia Antonio Castro; assistente alla regia Fabio Costanzo.  Regia Turi Giordano

Autore: admin

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