Umberto ROSSI- Cinema. Recensioni brevi (“Poveri ma ricchi”, “Fuga da Reuma Park”)

 

Cinema   Recensioni  brevi

DUE FILM RECENTI

 

 

Poveri ma ricchi

Poveri ma ricchi

Regia
Fausto Brizzi
Interpreti
Christian De Sica, Enrico Brignano, Lucia Ocone, Lodovica Comello, Anna Mazzamauro, Masssimo Ferrero, Al Bano, Gabriel Garko, Giobbe Covatta, Gianmarco Tognazzi, Bebo Storti, Camila Raznovic, Ubaldo Pantani.
Prod  Italia 2016

Certo cinema italiano in mancanza cronica di idee non trova di meglio che fare un remake – ma tenendo la fonte abbastanza celata – di un film francese non arrivato sui nostri schermi e di cui è stato fatto un prosieguo quest’anno, ambientato negli Stati Uniti: Les Tuche (I tocchi, 2011) diretto da Olivier Baroux.

Non certo un gran film, ma oltralpe è stato campione di incassi ed è stato fonte per Fausto Brizzi – qui alla sua decima regia e all’ennesima sceneggiatura – per ogni aspetto del suo rifacimento, compresa l’immagine esteriore di De Sica disegnato in maniera quasi clonata da quella del suo omologo Jean-Paul Rouve. In compagnia del fido Marco Martani – che è anche regista con la sua casa di produzione Wildside – cerca di dare vita a una commedia adatta a tutti. Tuttavia, nonostante la presenza di un cast di tutto rispetto, non riesce a dare risate vere o, quantomeno, condivisibili. Ogni cosa suona falsa, la sceneggiatura è scritta in maniera accettabile ma sullo schermo sopravvive grazie la gran buona volontà degli interpreti non certo al valore del testo.

Christian De Sica ricorda (solo nel trucco e in certe caratteristiche del personaggio) il Nino Manfredi del Brutti, sporchi e cattivi (1976) del grande Ettore Scola, per il resto, utilizza la sua mimica e stilemi interpretativi noti a tutti. Enrico Brignano è sempre ingenuo e tenero ma, come al solito, imbranato e capace di cambiare modo di vivere per amore. La settantottenne Anna Mazzamauro (portati benissimo) ci fa ricordare i tempi di Fantozzi utilizzando l’immagine della Signorina Silvani, sogno erotico del frustrato ragioniere. Bebo Storti, con grinta ma senza convinzione, è lo chef de cousine dell’hotel di lusso milanese. Il Presidente della Sampdoria Massimo Ferrero, ahimè, interpreta un concittadino dei vincitori della grossa cifra, che pontifica sui ricchi che devono tutti morire (no comment). Gianmarco Tognazzi è uno pseudo importante personaggio del mondo delle corse, Giobbe Covatta il parroco del paesino dove tutti vivevano.

Dulcis in fundo (si dice così, ma non sempre è vero) Gabriel Garko, sogno erotico di Anna Mazzamauro, e Al Bano che con la sua data di nascita (l’altra era quella di Papa Francesco) ha fornito metà dei numeri vincenti i 100 milioni e un regalo per il compleanno della vincitrice. A Torresecca, piccolo paese del Lazio nelle campagne di Frosinone vicino a Zagarolo, vive una famiglia modesta composta da padre, madre, una figlia dipendente del supermercato Lidl con tutte le speranze e sogni globalizzati dei giovani (almeno secondo quanto pensano gli adulti), un figlio dodicenne dall’intelligenza fuori norma che per non fare sfigurare gli altri accetta di nascondere la sua cultura, un cognato agronomo e nullafacente, e la nonna patita di televisione. Una vita di serena povertà che cambia in modo inatteso dopo che la famiglia vince una cifra importante a una specie di Superenalotto. Per pochi giorni tiene nascosta la notizia ma poi inizia a sperperare. Si trasferisce a Milano dove vivono di esagerazioni e, forse, diventeranno nuovamente poveri, ma tante cose sono successe in quei pochi giorni

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Fuga da Reuma Park

Fuga da Reuma Park

Regia
Aldo, Giovanni, Giacomo, Morgan Bertacca

Interpreti
Aldo, Giovanni, Giacomo, Silvana Fallisi, Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Carlotta Natoli. Prod. Italia 2016

Aldo Baglio, Giovanni Storti e Giacomo Poretti, in arte semplicemente Aldo, Giovanni e Giacomo, formano un trio comico che ci ha dato alcune fra le migliori proposte approdate alla scena e sulla televisione italiane. La loro comicità oscilla fra i surreale e il grottesco, con ruoli ben definiti per ciascuno: Aldo è lo spilungone imbranato, Giovanni in nevrotico un po’ truffaldino che si crede efficiente e Giacomo la spalla destinata ad assorbire i colpi della sorte (non a caso è suo il personaggio del mitico Tafazzi).

Il loro successo in teatro è stato costante e travolgente, meno che al cinema, dove non sono mai riusciti trovare la misura giusta per dilatare a livello di racconto la forza folgorante delle loro trovate sul palcoscenico. In questo Fuga da Reuma Park, regia dello stesso trio con l’aggiunta di Morgan Bertacca, prende atto di questa situazione limitandosi a confezionare un contenitore entro cui allineare alcune delle loro maggiori interpretazioni. Il pretesto che sta alla base del film è flebile, anche se avrebbe potuto offrire spunto per riflessioni di ben maggior spessore.

In un mondo prossimo futuro gli anziani sono rinchiusi in un vecchio Luna Park da cui non possono uscire. Qui sono costretti a passare il tempo fra giochi imbecilli e feste dementi costantemente tiranneggiati da una mostruosa infermiera proveniente da un paese dell’Est Europa. I tre, tuttora famosi nella memoria dei vecchi, si ritrovano casualmente in questo colorato campo di concentramento dopo venticinque anni di carriera e organizzano una fuga verso il Brasile. Il film è costellato da spezzoni di brani video che ripercorrono i loro spettacoli di maggior successo con la presunzione, del tutto fallita, di costruire un vero film.

Come già accadeva in Anplagghed al cinema (2006), diretto da Arturo Brachetti e Rinaldo Gaspari e tratto dallo spettacolo teatrale omonimo, la parte più interessante e divertente la offrono proprio questi vecchi brani, una sorta di Amarcord di una grandezza scenica che non ha ancora trovato la strada per passare dal palcoscenico al grande schermo

 

*Ringraziamo Umberto Rossi, collega di Cinemasessanta e direttore di Cinemaeteatro.com

Autore: admin

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