Teatro Eliseo, Roma- Sino all’8 gennaio, “L’anatra all’arancia” con L. Barbareschi e C. Noschese

 

 

Cartellone

 

 

Teatro Eliseo, Roma

presenta

L’ANATRA ALL’ARANCIA


Foto di Bepi Caroli
Foto di Bepi Carol

produzione Teatro Eliseo – Fondazione Teatro della Toscana

di William Douglas-Home e Marc-Gilbert Sauvajon

con Luca Barbareschi, Chiara Noschese, Gianluca Gobbi

e con Margherita Laterza

e con la partecipazione di Ernesto Mahieux

Sino all’8 gennaio    -dal 19 al 22 al Teatro di Tor Bella Monaca (decentramento romano)

****

L’anatra all’arancia è uno spettacolo ‘cult’ del teatro comico, un titolo emblematico di quella drammaturgia che suscita l’ilarità attraverso un uso sapiente e sottile della macchina teatrale. Da venerdì 18 a domenica 27 novembre debutta in prima nazionale al Teatro della Pergola nella versione diretta e interpretata da Luca Barbareschi, con Chiara Noschese, Gianluca Gobbi, Margherita Laterza, e con la partecipazione di Ernesto Mahieux. Una produzione Teatro Eliseo – Fondazione Teatro della Toscana, poi in tournée in tutta Italia.

Coppia e matrimonio, le mille sfaccettature dell’amore. Quattro personaggi perfettamente scolpiti tra comicità e satira psicologica, più un cameriere ‘cechoviano’ testimone di un ipotetico e farsesco adulterio, animano una vicenda il cui esito è incerto fino alla fine. Tutto nel breve spazio di un week-end, condito da una serie ininterrotta di situazioni esilaranti e dalla gustosa ricetta proprio dell’anatra all’arancia del titolo.

“Ciò che muove il meccanismo di questa storia”, spiega Luca Barbareschi, “è l’incomprensione, l’egoismo, non la gelosia. Parliamo di una macchina perfetta, di dialoghi d’autore, in cui si scandaglia l’animo umano e le complesse dinamiche di coppia. L’happy ending arriva benefico dopo due ore di spettacolo durante le quali la psicologia maschile e quella femminile permettono al pubblico di identificarsi con i protagonisti. La comicità è una medicina meravigliosa”.

L’anatra all’arancia, scritta nei primi anni Settanta, è opera dello scozzese Williams Douglas Home, poi adattata dal celebre autore teatrale francese Marc Gilbert Sauvajon. Del 1973 è un’edizione rimasta storica, diretta e interpretata da Alberto Lionello, al cui fianco recitava Valeria Valeri. Celebre è anche la versione cinematografica che contava su Ugo Tognazzi e Monica Vitti nei panni della coppia protagonista, con la regia di Luciano Salce.

La pièce viene ora proposta da venerdì 18 a domenica 27 novembre in prima nazionale al Teatro della Pergola in una nuova edizione, impreziosita da un cast di primi nomi: Luca Barbareschi –firma anche la traduzione, l’adattamento e la regia – Chiara Noschese, Gianluca Gobbi, Margherita Laterza ed Ernesto Mahieux, animano l’ingranaggio della commedia sostenendone il ritmo e la vorticosa energia con la precisione di una partitura musicale. Una partitura che non ha bisogno di forzature, ma della naturalezza e della vis comica dei protagonisti.

“Non ho voluto rifarmi”, spiega Luca Barbareschi, “ai vecchi modelli, ma sicuramente mi ritrovo degli straordinari artisti che prima di me hanno affrontato questi ruoli, per tempi comici e per il sottile cinismo. Sono felice di mantenere la tradizione riprendendo un modello che è diventato un cult. Del resto la comicità è una medicina meravigliosa”.

Gilberto (Luca Barbareschi) e Lisa (Chiara Noschese) sono sposati da venticinque anni; più che dal logorio della routine, il loro ménage è messo in crisi dalla personalità di lui, egoista, egocentrico, incline al tradimento, vittima del proprio essere un clown che finisce per stancare chi gli sta intorno. Esasperata, Lisa si innamora di Volodia (Gianluca Gobbi), tutto l’opposto del marito, un russo di animo nobile, un romantico sognatore che ha scelto di trascorrere la sua vita in Lucania.

“Questa commedia ha una profondità e un’intelligenza straordinarie”, prosegue il regista, “ha la stessa potenza di Chi ha paura di Virginia Woolf? ma, a differenza del testo di Albee, ha una struttura narrativa molto divertente, che aiuta a veicolare concetti profondi con la risata. Ho riadattato la scrittura usando due grandi scienze, la psicologia e l’antropologia, studiando atteggiamenti, movimenti e nevrosi che caratterizzano le nostre abitudini”.

Punto sul vivo, Gilberto studia una strategia di contrattacco e organizza un week-end a quattro, in cui Lisa e il suo amante staranno insieme a lui e alla sua attraente segretaria, Chanel Pizziconi (Margherita Laterza), un misto tra scemenza e genialità. Sarà un fine settimana di adulterio o di gelosie? Come reagirà Lisa alla presenza di una rivale? L’imprevedibile piano di Gilberto, che al principio sembra a tutti sgangherato, è ricco di imprevisti e colpi di scena che si susseguono fino all’ultimo istante. Il tutto sotto gli occhi di un sempre più interdetto cameriere (Ernesto Russo interpretato da Ernesto Mahieux), un personaggio ‘cechoviano’ che, come un sorta di fantasma, si aggira per la casa e si rivelerà il deus ex machina della storia.

“Ciò che muove il meccanismo di questa storia”, conclude Barbareschi, “è l’incomprensione, l’egoismo, non la gelosia. Parliamo di una macchina perfetta, di dialoghi d’autore, in cui si scandaglia l’animo umano e le complesse dinamiche di coppia. L’happy ending arriva benefico dopo due ore di spettacolo durante le quali la psicologia maschile e quella femminile permettono al pubblico di identificarsi con i protagonisti. Una volta riconosciuti i propri errori e quelli del partner, Gilberto e Lisa affermano noi due non sarà mai perfetto lo sai, ma sarà noi due”.

 

*Ufficio Stampa a cura di Maria L. Maffei e Antonella Mucciaccio

Autore: admin

Condividi