Capodanno alla Pergola, Firenze- Di scena, “Natale in casa Cupiello” di Eduardo. Regia di Luigi De Filippo

 

 

Capodanno alla Pergola

31 dicembre, ore 20:30 | Teatro della Pergola, Firenze

domenica 1 e 8 gennaio ore 15:45-lunedì gennaio; 3-7 gennaio ore 20:45

presenta

Luigi De Filippo  in

NATALE IN CASA CUPIELLO

Luigi De Filippo 'spolvera' il presepe di 'Natale in Casa Cupiello'

commedia in tre atti di Eduardo De Filippo

con (in ordine di apparizione) Luca Cupiello / Luigi De Filippo, Concetta / Stefania Ventura, Nennillo / Vincenzo De Luca, Ninuccia / Claudia Balsamo, Nicola / Paolo Pietrantonio, Pasqualino / Massimo Pagano, Raffaele / Michele Sibilio, Vittorio / Ferdinando Maddaloni, Il Dottore / Luca Negroni, Carmela / Marisa Carluccio, Olga / Tiziana Tirrito, Maria / Carmen Landolfi, Alberto / Carlo Zanotti, Luigi / Geremia Longobardo
scene Alessandro Chiti  costumi Mariarosaria Donadio  regia Luigi De Filippo


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Il Capodanno con il Teatro della Toscana è all’insegna della tradizione che si rinnova, del divertimento e del valore della famiglia.
Una scelta premiata dal pubblico, dal momento per il 31 dicembre Natale in casa Cupiello di Luigi De Filippo alla Pergola (ore 20:30) si avvia verso il tutto esaurito, mentre è già sold out L’Avaro di Alessandro Benvenuti e Ugo Chiti / Arca Azzurra Teatro al Niccolini di Firenze (ore 21:15).
Luigi De Filippo, figlio di Peppino e nipote di Eduardo, degno erede di una famiglia che fa teatro con grande successo da tre generazioni, si confronta per la prima volta in assoluto con la vicenda di Luca Cupiello, un povero uomo considerato quasi un bambino, soprattutto quando si avvicina il Natale e si riaccende la sua grande passione per il presepe.
“A ottantasei anni credo di avere l’esperienza e la maturità – afferma Luigi De Filippo – per presentare una mia versione di questo capolavoro. Non ho mai copiato lo stile di mio zio, né di mio padre Peppino. Porto alla Pergola il mio Luca Cupiello, forse più bonario e meno severo di quello di Eduardo, ma che di certo vale la pena scoprire”.
Al Niccolini Alessandro Benvenuti veste i panni ambiguamente divertiti e feroci de L’Avaro di Molière, adattato e diretto da Ugo Chiti. Uno spettacolo amaro e irresistibilmente comico, un’opera di bruciante modernità.
“L’adattamento – spiega Chiti – occhieggia a Balzac senza dimenticare la Commedia dell’Arte, intrecciando ulteriormente le trame amorose in un’affettuosa allusione a Marivaux”.

Il 21 dicembre 1931 va in scena per la prima volta al Teatro Kursaal di Napoli Natale in casa Cupiello di Eduardo, una delle sue commedie più note e più riuscite. All’inizio è un atto unico, il secondo, poi il drammaturgo con gli anni aggiungerà gli altri due, il primo e il terzo, sentendo il bisogno di far conoscere meglio i suoi personaggi. E l’opera ora è davvero completa. La Compagnia dei fratelli De Filippo si chiamerà del “teatro umoristico” perché attraverso l’umorismo racconterà sulla scena la commedia umana, divertendo, ma facendo anche riflettere.
Con Luigi De Filippo Natale in casa Cupiello si apre a un’interpretazione personale e al passo con i tempi, al Teatro della Pergola per una lunga tenitura, che dura per tutto il periodo delle Feste, fino a domenica 8 gennaio. È la prima volta in assoluto che un De Filippo si misura con questa commedia, dopo Eduardo che la scrisse, diresse e interpretò.
“Quando incontravo mio zio – ricorda Luigi De Filippo – mi parlava di Natale in casa Cupiello come di una commedia ‘affatata’, perché, diceva, mette insieme ironia, comicità e commozione. Oggi mi rendo ancora più conto di quanto avesse ragione: fa ridere, riflettere, piangere. La chiave del suo successo è proprio la complessità di sentimenti che genera”.

Luigi De Filippo, figlio di Peppino e nipote di Eduardo, degno erede di una famiglia che fa teatro con grande successo da tre generazioni, interpreta Luca Cupiello che, come ogni Natale, prepara il presepe, fra il disinteresse della moglie Concetta (Stefania Ventura) e del figlio Tommasino, detto Nennillo (Vincenzo De Luca). Ci sono poi i continui litigi tra il fratello Pasqualino (Massimo Pagano) e Tommasino, entrambi con il tic del furto. Ninuccia, l’altra figlia (Claudia Balsamo), ha deciso di lasciare il marito Nicola (Paolo Pietrantonio) per l’amante Vittorio (Ferdinando Maddaloni), e di scrivere una lettera d’addio; Concetta, disperata, riesce a farsela consegnare. La missiva capita però nelle mani di Luca che, ignaro di tutto, la consegna al genero, che viene così a sapere del tradimento della moglie.

Durante il pranzo della vigilia di Natale, i due rivali, trovatisi di fronte per la sbadataggine di Luca, si scontrano violentemente. Concludono il cast Michele Sibilio (Raffele), Luca Negroni (Il Dottore), Marisa Carluccio (Carmela), Tiziana Tirrito (Olga), Carmen Landolfi (Maria), Carlo Zanotti (Alberto), Geremia Longobardo (Luigi). Scene di Alessandro Chiti, costumi di Mariarosaria Donadio. Una produzione I Due della Città del Sole.

“Per me è sicuramente una bella prova d’attore – spiega Luigi De Filippo – la mia è un’interpretazione che non tradisce lo spirito dell’autore, ma che aggiunge all’opera una recitazione più veloce e ritmata. Il segreto dell’attualità di De Filippo è che ha raccontato la famiglia mettendo in luce le difficoltà dei rapporti tra moglie e marito, e tra genitori e figli”.

Nicola abbandona la moglie Ninuccia e Luca, resosi improvvisamente conto della situazione, cade in uno stato d’incoscienza. Nel delirio finale, Luca scambia Vittorio per Nicola e fa riconciliare involontariamente i due amanti; Tommasino gli dirà finalmente che il presepe gli piace.
“Porto in scena la mia versione, il mio Luca Cupiello – continua Luigi De Filippo – d’altra parte affermare la mia personalità, se pure rispettando la tradizione della mia famiglia, è ciò che mi ha permesso di conquistare l’amore del pubblico. Scelgo sempre gli interpreti delle mie commedie uno a uno, con attente audizioni: sono molto soddisfatto della compagnia che abbiamo messo su per il nostro Natale in casa Cupiello”.


Uno spettacolo che rimane fedele al testo originario e che ha nel divertimento e nell’emozione i suoi obiettivi primari.

“Nessuno resterà deluso – conclude Luigi De Filippo – credo che il teatro di grande tradizione sia quello che il pubblico preferisce. D’altra parte, la funzione del teatro è quella di comunicare belle emozioni. Bisogna interessare il pubblico, cosa che il teatro di grande tradizione riesce a ottenere, mentre il teatro d’innovazione alla moda spesso fallisce perché gli spettatori si annoiano”.

Una commedia commovente e divertente, esempio di come Eduardo esca dai confini di Napoli per diventare un autore universale.

Autore: admin

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