Franco LA MAGNA- Cinema, Recensioni brevi (“Miss Peregrine”, “Florence”)

Cinema   Recensioni brevi

DUE FILM RECENTI

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“Miss Peregrine-La casa dei ragazzi speciali “ (2016) di Tim Burton

Attingendo abbondante e fantasmagorica materia letteraria ad un romanzo pubblicato nel 2011, scritto da Ramon Riggs, Tim Burton sbriglia la sua incandescente fantasia spericolando in una accesa estetica dell’horror “per ragazzi” con quest’ultimo “regalo” natalizio della Fox, “Miss Peregrin-La casa dei ragazzi speciali”, intriso di mostri dai nomi stravaganti (gli “hallowgast” altrimenti detti “vacui”, mangiatori di occhi prodotti da un infelice esperimento d’uno “speciale”, nel tentativo di ricreare gli “yambrine”, altre fantastiche creature che oltre a trasformarsi in uccelli sono in grado di creare i “loop”, ovvero anelli temporali per controllare il tempo).

I ragazzi speciali continuano a vivere proprio perché la bella “yambrine” miss Peregrine, riporta sistematicamente indietro il tempo evitando che una bomba sganciata dai nazisti il 3 settembre 1943 distrugga la loro dimora uccidendoli tutti. In questa stramba comunità giunge “Jake”, anch’egli a sua insaputa dotato di poteri speciali,  che, non solo salverà i ragazzi (assumendo l’immancabile ruolo d’eroe), ma riuscirà anche a riportare in vita l’amato nonno ucciso da un “vacuo”, perché a sua volta ucciso per suo intervento (siamo dentro un anello temporale) durante la seconda guerra mondiale, prima di ritornare,egli stesso inanellando il tempo, tra i ragazzi dove ha trovato l’amore.

Conquistato dalla bizzarra e intricata (non sempre facilmente accessibile) sinossi – inzeppato di citazioni cinefile (tanto per citarne una, la battaglia degli scheletri contro i “vacui” riporta, pari pari, alle sequenze finali de “Gli Argonauti”) e una congerie di riferimenti letterari (perfino quasi pirandelliani) – quest’ultimo lavoro del sempre visionario e stravagante Burton eccede tuttavia, soprattutto nella seconda parte, in roboanti effetti speciali a danno d’una più sobria rappresentazione del mostruoso, inutilmente “platealizzato”, alimentando il sospetto di appagare di più le ormai assidue e frastornanti esuberanze hollywoodiane, fortunatamente assenti nelle opere precedenti, che la sua più schietta vocazione artistica portava in dote.

Interpreti: Eva Green, Asa Butterfield, Ella Purnell, Samuel L. Jackson

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“Florence” (2016) di Stephen Frears

Si stenta a credere che la storia della miliardaria Florence Foster Jenkis (morta nel 1944, anno apicale del suo detestabile successo), melomane con insana passione per il canto ma del tutto inetta a praticarlo, sia realmente accaduta e che la stessa sia addirittura riuscita (potenza del denaro) ad esibirsi, all’età di 76 anni alla Carnegie Hall di fronte a migliaia di spettatori.

Clou del sontuoso ed elegantissimo “Florence” del veterano inglese Stephen Frears, il penoso, comico, concerto rimasto memorabile per l’incredibile sgradevolezza della voce, i ridicoli vocalizzi, le continue e orribili stonature dovute alla drammatica assenza di qualsiasi attitudine al canto della stravagante Florence, concerto dopo il quale morirà – appena qualche mese dopo – stroncata dalla sifilide contratta a soli 18 anni.

Grande prova attoriale d’un formidabile terzetto, la “gigantessa” Meryl Streep-Florence (ammiccante miciona dai languidi sguardi rapinosi), miliardaria ereditiera, attorniata da un nugolo di adulatori e saprofiti d’ogni genere; l’elegante, ironico, compassato, Hugh Grant, nei panni del più giovane consorte mantenuto, con amante a rimorchio, attore fallito e squattrinato, equamente distribuito tra affetto per la consorte e amore per il rigonfio portafoglio; e Simon Helberg, il musicista gay ammesso nel tempio dorato come accompagnatore delle orripilanti performance canore di Florence, baciato dalla fortuna e generosamente da questa sistemato a vita con postilla testamentaria.

Il grande Arturo Toscanini appare tra i postulanti alla ricerca di quattrini, defilatosi però al momento della catastrofica apparizione di Florence alla Carnage Hall. Inutile, stucchevole, prevedibile e patetica chiusura tra sogni di sublimi esibizioni canore e triste dipartita.   

Autore: admin

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