Re. Ma.- Prima di Dylan… Ugo G. Caruso ripropone, a Roma, “A proposito di Davis”

Cineclub

LA CANZONE DI PROTESTA AMERICANA PRIMA DI BOB DYLAN

Inside Llewyn Davis.JPGOscar Isaac in una scena del film


CAFFÈ LETTERARIO LIBERTHÈ – UGO G. CARUSO RIPROPONE “A PROPOSITO DI DAVIS” IL BEL FILM DEI FRATELLI COEN ISPIRATO ALLA FIGURA DI DAVE VAN RONK

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Il Cineforum del Lunedì promosso dall’Associazione culturale “Ponte Tazio” e ospitato dal Caffè letterario LiberThè (V.le Adriatico, 20 – Roma) si congeda in bellezza per il 2016 dai suoi frequentatori. Lunedì 19 dicembre alle ore 20.30, prima del consueto rinfresco e del brindisi d’augurio per le festività natalizie, ospiterà nuovamente lo storico del cinema Ugo G. Caruso che per l’occasione ha scelto di riproporre un film intonato all’occasione, ovvero “A proposito di Davis” (Inside Llewyn Davis – USA 2013), scritto e diretto da Joel ed Ethan Coen, insignito a Cannes del Grand Prix speciale della Giuria ma meno fortunato al botteghino e troppo in fretta dimenticato dal pubblico.

Sono state le tante polemiche sull’opportunità del Nobel conferito a Bob Dylan, a far tornare in mente a Caruso, appassionato di rock e frequentatore della canzone d’autore, un titolo che già lo aveva colpito al momento della sua uscita.
“A proposito di Davis” è ambientato infatti a New York nel 1961, quando il Greenwich Village era la capitale della canzone folk ma appena prima che Bob Dylan proprio da lì la irradiasse in tutto il mondo, cambiando la storia della musica ma pure del costume e del sentire delle nuove generazioni. Siamo nell’atmosfera post guerra di Corea,  quando il Vietnam con le marce di protesta e i falò delle cartoline-precetto era ancora di là da venire.

Il protagonista, Llewyn Davis (Oscar Isaac), ispirato chiaramente alla figura del cantautore Dave Van Ronk, per taluni versi antesignano di Dylan e suo amico della prima ora durante la comune bohème al Village, è un musicista di talento che però fa la fame, patisce il freddo in una New York gelida e ogni sera dorme su un divano diverso in un alloggio di fortuna. È perseguitato da una sfortuna nera di cui peraltro per gran parte è artefice. Poco prima il suo partner nel duo musicale lo ha lasciato nel più drastico dei modi, gettandosi da un ponte.

Per complicarsi ulteriormente la vita, Davis ha pure messo in cinta una ragazza (Carey Mulligan) che non ne può più di lui e che lo ha già rimpiazzato con un altro amico del giro (Justin Timberlake). Come non bastasse, gli è pure sfuggito il gatto dei suoi ospiti, un indocile e dispettoso felino rossotigrato che lo farà diventare matto rivaleggiando così con il gatto di Philip Marlowe ne “Il lungo addio” di Altman,  oltre a citare il micio che appare nella copertina del più celebre disco di Dave Van Ronk.

Quando disperato parte in autostop alla volta di Chicago per un’audizione con il prestigioso discografico Bud Grossman (F. Murray Abrahm), Davis viene raccolto da uno strano personaggio, grande e grosso, (John Goodman) e dal suo autista Johnny Five (Garret Hedlund), epigono dei poeti della Beat Generation. Quando dopo aver interpretato la sua intensa ballad ascolta la sentenza avversa del produttore che non intravede quattrini nelle sue canzoni, chitarra in spalla, riprende sempre più deluso la sua solita vita. E qui la metafora dei Coen sul rapporto tra arte e industria non potrebbe essere più trasparente.

Llewyn Davis con il suo conflitto col successo ed i sensi di colpa di pura matrice ebraica è infatti assimilabile ad altri memorabili personaggi dei fratelli Coen come Barton Fink o come il Larry Gopnik di “A serios man”. “A proposito di Davis” è uno dei migliori film dei fratelli di Minneapolis e ne rappresenta una summa per via dei consueti incontri enigmatici, situazioni grottesche ed imbarazzanti, personaggi ineffabili di contorno.
Una commedia malinconica, invernale, stralunata che rende onore ai tanti perdenti come Llewyn Davis.

Non sarà lui a cambiare il corso della musica folk ma un giovanotto che si esibirà subito dopo, tale Robert Allen Zimmerman, alias Bob Dylan. Insomma, una ballad agrodolce dedicata a tutti i losers a cui quell’attimo d’anticipo fu fatale per entrare nella Storia.

Autore: admin

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