Caterina BARONE- Cuochi, fiamme e rivalse (“La cucina” di A. Wesker. Teatro Stabile di Bolzano)

 

Il mestiere del critico

 

 

 

CUOCHI, FIAMME E RIVALSE


“La cucina” di Arnold Wesker, regia di Marco Bernardi- Teatro Stabile di Bolzano

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È un microcosmo pullulante di contrasti, amori, odi, passioni quello che brulica nello stanzone claustrofobico de La cucina, la commedia di Arnold Wesker, ambientata negli spazi di servizio di un ristorante nella Londra degli anni ’50. Con 25 attori in scena e un ritmo frenetico che alla fine del primo atto diventa parossistico, il testo è un duro banco di prova per regista e interpreti. La sfida è stata raccolta da Marco Bernardi che ha diretto un gruppo di attori nati o residenti in Trentino Alto Adige. Così, grazie alla collaborazione sinergica tra Teatro Stabile di Bolzano, Centro Servizi Culturali S. Chiara e Coordinamento Teatrale Trentino, si è costituita per la prima volta una compagnia teatrale professionale della regione.

La commedia, scritta da Wesker nel 1957 e nata dall’esperienza diretta dell’autore che negli anni Cinquanta aveva svolto lavori umili nel campo della ristorazione, prima come sguattero, poi come aiuto cuoco e infine pasticcere, dipinge un quadro realistico della fatica fisica e dello stress psicologico che attanaglia chi lavora nella cucina di un grande ristorante. I sessant’anni trascorsi dal debutto non ottundono lo spirito critico della pièce, il suo sguardo lucido, anzi, mettono in luce due tematiche di stringente contemporaneità: l’una riguarda le problematiche legate all’immigrazione e all’integrazione, l’altra l’esasperazione spettacolare del mestiere dello chef portato alla ribalta, in maniera distorta, da una serie ormai infinita di trasmissioni televisive.

Bernardi ha lavorato su entrambi i fronti senza tuttavia forzare la mano in direzione dell’attualità, ma giocando sulla coralità della commedia attraverso lo scavo attento dei personaggi, ognuno tratteggiato con rapidità ed efficacia nelle proprie connotazioni psicologiche ed esistenziali, e nello stesso tempo messo in relazione al gruppo di cui, volente o nolente, si trova a far parte. Emergono così le speranze, i sogni, gli affetti, lo spirito di adattamento e di integrazione dei singoli, e di contro le frustrazioni, le delusioni amorose o amicali, le rinunce. Un universo umano complesso e differenziato che il regista connota anche attraverso una cura minuziosa e dettagliata della gestualità, diversa per ognuno a seconda delle varie attività culinarie. Apprezzabile anche l’orchestrazione dei movimenti di scena con le entrate e le uscite dei personaggi che appaiono fluide e senza sbavature anche quando raggiungono l’apice della frenesia.

Le scene e i costumi, entrambi resi realisticamente, sono di Roberto Banci. Quanto agli attori, vanno citati tutti per la loro tenuta scenica e capacità mimica e interpretativa: Andrea Castelli, Martina Bacher, Massimiliano Balduzzi, Giovanni Battaglia, Emanuele Cerra, Karoline Comarella, Giuliano Comin, Andrea Deanesi, Sabrina Fraternali, Jacopo Giacomoni, Paolo Grossi, Giulio Federico Janni, Sebastiano Kiniger, Martina Lazzari, Alessandra Limetti, Sandra Mangini, Marta Marchi, Max Meraner, Antonella Miglioretto, Sara Pantaleo, Thomas Rizzoli, Flora Sarrubbo, Clara Setti, Giovanni Vettorazzo e Federico Vivaldi.

Autore: admin

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