Francesco NICOLOSI FAZIO- Il giorno dopo. Demo-crazia. Quali prospettive dopo il referendum?

 

 

Il giorno dopo

 


DEMO-CRAZIA, QUALI PROSPETTIVE?

Enrico De Nicola, firma la Costituzione italiana. 27 dicembre 1947

Alcune incognite dopo il referendum- Il conforto delle elezioni in Austria e del loro esito

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Facili profeti fummo, alla luce dei risultati, a prevedere e tifare per la vittoria democratica ottenuta nei tre importanti appuntamenti elettorali mondiali del 2016: Brexit, Trump e Referendum. Nessuno dei grandi giornalisti mondiali, tutti letteralmente embedded (truppe cammellate al seguito dell’esercito invasore), osava pensare e dire che avrebbe deciso il popolo, una volta tanto.

Forse ancora, per sdebitarsi degli ultimi acconti ricevuti, il giornalame internazionale starà lì a ciarlare di “pancia”, di populismi, di voto di protesta, ritenendo, per scontato, che, della pancia, loro sono la testa, che il popolo non conta nulla e che dietro la protesta non può nascere la proposta. L’assoluto distacco della politica (quella che comanda) dal resto dell’umanità è analogamente assimilato e riportato dagli organi di stampa, uomini che non si alzano mai dalle loro dorate scrivanie, se non per prendere qualche ulteriore prebenda o gettone di presenza in: concorsi di miss, dibattiti tv o corridoi parlamentari, tra questi impegni la cosa più seria sono i concorsi per miss.

Prima, durante e dopo queste importantissime consultazioni elettorali, quello che trasuda tra potenti e lecchini è l’assoluto disprezzo per la gente e per la democrazia. Tutti gli sconfitti (Cameron, Clinton e Renzi) sono rimasti allibiti dal risultato elettorale, a cui si sono sottoposti molto incautamente, avendo intrapreso una politica che è dettata, parola per parola, dalla peggior classe dirigente della storia dell’umanità.

Peggio dello stesso Napoleone Bonaparte (modello per Mussolini, Stalin, Hitler e tanti altri) che, pur essendo un dittatore, riuscì a portare istanze per una concreta giustizia, basti solo pensare ai suoi “codici” ed alla diffusione del sistema “metrico-decimale” che, nei paesi non anglosassoni, rende più difficile il sopruso al più debole.

Oggi ci conforta un’altro risultato elettorale: la vittoria alle presidenziali austriache del candidato verde che ha sconfitto il candidato di  estrema destra. La sinistra ha vinto. E vince quando è vera. Difatti Renzi, che non è di sinistra, ha avuto lo  stesso risultato negativo, anche nelle percentuali, del suo modello politico democristiano: l’aretino Amintore Fanfani. Che volle a tutti i costi il referendum abrogativo della legge sul divorzio, cercando di annullare una legge oggi ritenuta quasi ovvia.

In fondo il tentativo di Referendum di Renzi era sostanzialmente abrogativo di una buona parte della costituzione democratica italiana. Renzi come Fanfani, ci voleva portare indietro verso la parte più buia della storia che chiamiamo MAFIASCISMO, pericolo non di certo evitato.

Per salvare la democrazia vera necessita un nuovo PATTO COSTITUZIONALE, per tornare alla etimologia della parola stessa (potere del popolo), un patto che porti alla nuova norma fondante, mettendo insieme le forze migliori del paese, dopo vere  elezioni politiche costituenti, come avvenne dopo la seconda guerra mondiale, con la speranza che qualcuno faccia finire questa interminabile TERZA GUERRA MONDIALE.

P.S.

Nel frattempo cercheremo di ripubblicare una pregevole opera che è così titolata

“COSTITUZIONE della Repubblica Italiana”

Testo definitivo con commento e note a cura di

Vittorio Falzone

Primo redattore dei resoconti parlamentari

Ogni italiano dovrebbe possederne una copia

Autore: admin

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