Teatro del Canovaccio, Catania-“Insolita Solidificazione” novità assoluta di Franco La Magna

 

Cartellone

 

INSOLITA SOLIDIFICAZIONE

Dall’8 all’11 dicembre al Teatro Del Canovaccio di Catania andrà in scena una novità assoluta, una  tragicommedia assurdo-grottesca di Franco La Magna.

Pubblichiamo  le note di regia di Anna Di Mauro.

La tragicommedia “Insolita solidificazione” si è scelto di articolarla su due opposti binomi per  l’intera  struttura drammaturgica: Eros/Thanatos. Realtà/Finzione. Sull’onda di una persistente chiave ironico-grottesca, i quattro visionari e inconsapevoli personaggi della storia,  prigionieri della Caverna di platonica memoria, si  fiancheggiano, sgangherati cavalieri dell’Apocalisse del terzo millennio, in contrapposizione, in tandem, in sinergia. Portatori e protagonisti di una catastrofe annunciata dalla voce fuori campo di un misterioso personaggio, continuano a trascinare  le loro insensate vite, povere di affetti, intrise di falsi valori, di fumose ambizioni, ironicamente velate di sfumature sessuomani e sadomaso.

Pindaro, maturo critico cinematografico, si ammanta di intellettualismi  eruditi e pseudo culturali, vestendo la sua scarna umanità dei soliti segreti, ma non troppo, sogni di harem e strepitosi successi nel mondo della cultura. A lui si affiancano la solita stanca moglie Eleonora, vittima/persecutore, avida, senza una vita propria; Eulalia, la segretaria, la solita belloccia rampante; Teodoro, il solito giornalista televisivo senza scrupoli, in preda a deliri di onnipotenza televisiva. Niente di nuovo sotto il sole. Stereotipi sì, ma vivificati da un’incisiva strizzatina d’occhio al cinema, la grande illusione,  tesa a sottolineare, esaltare, svelare – tanto umoristicamente quanto  impietosamente – la falsità delle loro vite di inconsapevoli gusci vuoti, opportunisti, manipolatori, vanesi, intrisi di falsi valori, inficiati in  relazioni stagnanti, distorte, permeate di incomunicabilità.

Tra brani di film, musiche da film, citazioni da film, filmati TV, che percorrono tutta la pièce in un sorridente omaggio alla decima musa, si sviluppano eventi che porteranno alla catastrofe annunciata delle sordide vite di questa umanità senza umanità:  una insolita, anche se non del tutto inaspettata e per certi versi ridicola, solidificazione. Nell’azione teatrale finzione e realtà si confondono sfumando i contorni in un indistinguo dove la materia filmica si fa carne e viceversa:  una laica transustanziazione che l’incipit apocalittico, ispirato al mitico film Dies irae di Dreyer del ’42, annuncia, discostandosi, ma solo apparentemente, dal  tono generale, ironico e sardonico dell’intera pièce.

I personaggi sono qui rappresentati come eterni bambini, adulti mancati, buffamente intenti a giocare i giochi dell’infanzia, su un sedile (originale) di un’arena cinematografica, davanti a un incombente Dio-Occhio su cui scorrono immagini mediatiche, falsità squarciate da attimi di verità

e dalla  poesia del sogno. Dentro questo  impietoso quadro i personaggi  vivono fino alla completa pietrificazione annunciata. Il Convitato di pietra è l’evidente ispirazione di questa fantascientifica, metaforica storia. Don Giovanni, il dissoluto, non si pente. Sfiderà il Sacro sprofondando all’Inferno. I nostri “eroi” invece, terrorizzati e insipienti, lontanissimi dalla grandezza maledetta del libertino, scivoleranno inesorabilmente verso l’insolita fine, destinata ad una genia ormai sempre più lontana dalla vita semplice, dalla natura salvatrice, dal rispetto della dignità dei sentimenti. Pietrificati? Tutti? Per sempre? Perchè?

Non ci sono risposte in questa pièce, ma solo domande per una riflessione esistenziale che ci faccia sorridere insieme, seppur amaramente, delle fragilità della condizione umana. Forse basterà un piccolo gesto di solidarietà per sciogliere i lacci che ci impediscono di essere uomini  liberi e autentici? Illusioni di foscoliana memoria? Per dirla con Pascal, perché non scommettere sull’Azione Buona che può rendere felici noi e gli altri?

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Insolita solidificazione di Franco La Magna

Con Fiorenza Barbagallo, Maria Barbagallo, Giovanni Calabretta, Pippo Tomaselli

Voce Fuori campo Saro Pizzuto

Costumi Teatro del Canovaccio

Scene e riprese video Gabriele Pizzuto

Luci Simone Raimondo

Video mapping Giuliano Lo Faro

Regia Anna Di Mauro

Ufficio Stampa  Anna Alberti

info@teatrodelcanovaccio.it, annarita.alberti@pecgiornalisti.it

tel. 3480087223

Produzione: Teatro del Canovaccio – Catania

8-9-10 dicembre h. 21,00; 11 dicembre h. 18,00


Autore: admin

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