Francesco NICOLOSI FAZIO- Editoriale. Le ragioni per cui votiamo NO (invitando a fare altrettanto)

 

Editoriale


 

ALLA CANNA DEL GAS


 

Il referendum sarà comunque la fine politica di Renzi. Nel Merito- Le ragioni per votiamo NO (invitando a fare altrettanto)

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GRAMSCI, TOGLIATTI, LONGO, BERLINGUER! (*)………Renzi. Considerando che tra Gramsci e Berlinguer erano trascorsi ben 50 anni (con guerre e rivoluzioni), il distacco, nei soli 30 anni, tra Berlinguer e Renzi è del tutto ed ancor più abissale, sia dal punto di vista dei contenuti che del livello morale dei due personaggi storici. Sì, Renzi è certamente un personaggio.

Lo slogan anni ‘70(*) affermava appunto una continuità storica tra grandi figure morali; ci viene da pensare alla vignetta coeva, dove una bombola del gas alimentava la fiamma tricolore dei fascisti, sulla bombola c’era scritto Libergas, scritta posta sull’asta traversa dell’inconfondibile “scudo crociato”. L’MSI alimentato dalla DC, teoria complottistica anni ‘70. Oggi c’è di peggio.

Oggi, tramite Napolitano, si era attrezzato un analogo impianto di alimentazione politica: Obama–>Napolitano–>Renzi. La disperazione di Renzi è quasi del tutto motivata dalla mancanza del gas che giungeva da  oltre Atlantico. Con Trump è finito il carburante e adesso il premier dal doppio incarico (come il duce, bei tempi!) dovrà camminare con le sue modeste risorse politiche, in questi due mesi di resto di presidenza Obama, Renzi si attacca alla canna del gas che lo alimenta. La sua canna del gas si chiama referendum, dopo non saprà neanche a chi chiedere il da farsi.

Un’accusa che i giornalisti “embedded” fanno ai fautori del NO! è quella di non entrare nel merito. Chi vi scrive vive dall’adolescenza con accanto una rara prima edizione della Carta Costituzionale, arricchita dalle pregevoli motivazioni di un grande Siciliano: Vittorio Falzone. Uomo di grande Cultura e testimone perfetto, in quanto “primo redattore dei resoconti parlamentari costituenti”. Sinteticamente ci accingiamo a porre concrete questioni su alcuni punti, nascosti nel referendum.

Tagli: Se il governo avesse voluto risparmiare veramente, avrebbe potuto ridurre le “prebende” al 50%, allineandosi al resto dell’Europa. I veri tagli invece andrebbero fatti sull’enorme incremento delle spese “incontrollate” governative, con maggior deficit  per 100 miliardi nel solo 2015.

Bicameralismo: Evitare il doppio iter avrebbe risolto il problema. Ecco come: le leggi dovranno essere proposte ed approvate solo alla Camera, poi  il controllo del Senato avverrà entro un lasso di tempo congruo (90 giorni?). Il senato può soltanto cassare gli articoli rinviando le leggi alla Camera, che avrà soltanto 30 giorni per recepire e modificare. Oggi i Disegni di Legge (anche al Senato) giacciono diversi anni (ad es. il “Fascicolo del fabbricato”) sommando tempi ai tempi.

Rappresentatività: Altamente pericoloso l’attuale criterio dei parlamentari “nominati”. Forse è l’unica (cattiva) tradizione che il PD ha conservato dal PCI, si chiamava “centralismo democratico”. Un ossimoro. Imprescindibile invece l’elezione popolare dei parlamentari, deputati e senatori.

Macchinosità: Tra le tante sciocchezze c’è quella che, in caso di contrasto tra Camera e Senato (può opporsi comunque alle leggi della Camera), interverranno i due presidenti. Come e quando?

Presidente della Repubblica: Un vero attentato alla costituzione è rappresentato dalle modalità di elezione del Presidente, che non potrà mai essere il Presidente di tutti gli italiani, se verrà eletto con soli 220 deputati, che inoltre non sono rappresentanti del popolo. Come lo stesso premier.

Accentramento e/o Decentramento: La modifica costituzionale prevede il ritorno di molte ricche competenze al governo disinvolto. Si viola gravemente lo spirito dell’intera Costituzione.

CNEL: Irrisori i risparmi e notevole il messaggio voluto contro ogni tipo di concertazione. In un paese che, anche per la disperazione, sta perdendo il contatto con la realtà, non può perdersi pure un Ente “terzo” che “è composto da esperti e da rappresentanti delle categorie produttive” come recita l’art 99 della Costituzione, articolo che precede quelli relativi a: Consiglio di Stato, Corte dei Conti e Consiglio Superiore della Magistratura. Sul CNEL devo però confessare un legame affettivo.

Art. 138: Il referendum modifica sé stesso e le procedure costituzionali: falso ideologico

Nel metodo: Il quesito è molto più vicino ad uno spot commerciale che ad un evento istituzionale. Viene da pensare alle pubblicità delle riviste per soli uomini: Vuoi essere più virile? Vuoi avere tante donne? Vuoi essere più bello? Vuoi qualche centimetro in più? Le risposte ai quattro quesiti erano altrettanti: SI! SI! SI! SI! Ovviamente gli imbonitori dei vari prodotti in vendita non riuscivano a far capire come mantenere le promesse. Prendi i voti e scappa.

 

Novembre 2016

Autore: admin

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