Franco LA MAGNA- Strategie e paradossi di riscatto civile (“Il piacere dell’onestà”. Stabile di Catania)

 

Lo spettatore accorto

 


 

STRATEGIE E PARADOSSI DI RISCATTO CIVILE

PIACERE DELL'ONESTÀ (IL) - regia Antonio Calenda

Al Teatro Stabile di Catania “ Il piacere dell’onestà” di Pirandello. Regia di Antonio  Calenda.  Interpretato da Pippo Pattavina e Debora Bernardi

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Essere e apparire. Maschera e volto. I temi eterni di Luigi Pirandello affiorano traslatamente anche ne “Il piacere dell’onestà”, come la massima parte della produzione grande scrittore e drammaturgo agrigentino ripresa con le dovute varianti da una delle Novelle per un anno (“Tirocinio”), rielaborata per il teatro e presto divenuta fetish della scena teatrale novecentesca fin dalla prima rappresentazione, al Carignano di Torino (1917).

Anche qui il paradosso pirandelliano è pronto a deflagrare, con logica stringente, fin dal primo apparire  dell’umile protagonista, Angelo Baldovino, fallito, disamorato e in dispregio dell’esistenza, che in progressivo crescendo ribalta a suo favore una condizione di totale subalternità (anche di vita), quella del fantoccio, della “testa di legno”, divenendo in breve padrone assoluto della sua finora scialba esistenza e della  famiglia “per finta”.

L’insperato riscatto sociale del piccolo borghese messo all’angolo dalla vita e creduto accomodante – che accetta per denaro un matrimonio di convenienza (tema ossessivamente presente nella produzione pirandelliana), per salvare l’onore d’una famiglia compromesso dall’imminente nascita d’un bambino dell’amante d’un marchese già ammogliato – passerà, infatti, proprio attraverso l’azione riprovevole del matrimonio di copertura, offrendo al protagonista l’insperata opportunità d’una redenzione ormai creduta irrealizzabile. Carico d’una ritrovata responsabilità, imponendosi ed imponendo un’onestà assoluta quasi al limite della crudeltà , il piccolo uomo redento scardinerà l’ipocrita facciata delle soffocanti convenzioni sociali, raggiungendo infine una gratificazione impossibile.

Senza maledizioni o patti col diavolo, Angelo Baldovino (come Faust) conquisterà e salverà la sua inutile esistenza con l’amore della donna sposata per convenienza (di cui s’innamora ricambiato), sventando un diabolico tranello e riaffermando con il “primato dell’onestà” anche l’attualità del lavoro di Pirandello “in un tempo in cui – scrive il regista Antonio Calenda – la corruzione è amara cifra del nostro presente”.

Pippo Pattavina, storica colonna del Teatro Stabile di Catania, modula con studiato equilibrio e con toni ora dimessi, ora imperiosi o suadenti, la difficile interpretazione di un personaggio problematico, cerebrale e tormentato che la regia di Antonio Calenda indaga nelle pieghe più profonde, svelandone progressivamente (come fa  l’autore) la segreta, intima e raccolta umanità.

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“Il piacere dell’onestà” di Luigi Pirandello, al Teatro Stabile di Catania

Regia Antonio Calenda

Con Pippo Pattavina Debora Bernardi, Valentina Capone, Fulvio D’Angelo, Francesco Benedetto, Marco Grossi, Santo Pennisi, Giulia Modica

Scene e costumi Domenico Franchi, musiche Germano Mazzocchetti, luci di Salvo Orlandoproduzione Teatro Stabile di Catania, Teatro Stabile di Napoli

Autore: admin

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