Peppino CALDAROLA*- Senza Fidel. Socialismo (reale) adios?

 

A sinistra*

 

 

SENZA FIDEL. SOCIALISMO (REALE) ADIOS?

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Chissà se gli avrà detto anche oggi, incontrandolo nel mondo dei morti, quel «Vas bien Fidel» che al primo comizio della rivoluzione gli disse il suo amico Camilo Cienfuegos rispondendo alla domanda fidelista al primo del discorso all’Avana: «Voy bien Camilo»?

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HA CAMBIATO PER DECENNI IL MONDO. La morte di Fidel è arrivata all’improvviso dopo essere stata annunciata e smentita decine di volte. È morto di vecchiaia e forse di malattia. Con lui va via uno dei pochi che aveva aggiunto il proprio nome alla dicitura «marxismo-leninismo». La sua rivoluzione (anch’essa contro il Capitale perchè nata alla periferia dell’impero, pur così vicino) ha cambiato per decenni il mondo.

Il piccolo gruppo di studenti rivoluzionari, barbudos, erano riusciti ad abbattere una delle più corrotte e americanizzate dittature latino-americane. I loro nomi sono state leggende. Fidel, il Che, l’allampanato Camilo Cienfuegos morto in uno strano incidente aereo, Haidee Santamaria, rivoluzionaria suicida forse perché delusa dalla revolution. Per decenni questa isola è stata il centro del mondo rivoluzionario.

UNA RIVOLUZIONE FILOSOVIETICA. L’America Latina, l’Africa e le università occidentali avevano vissuto nel culto della rivoluzione cubana. Il Che era stato il suo messaggero, spesso armato, al punto da morire assassinato sulle montagne della Boliva. Gli anticonformisti barbudos fecero la rivoluzione filosovietica più conformista e saranno purtroppo ricordati anche per la vera e propria strage di gay che lo scrittore Reinaldo Arenas ha raccontato prima di uccidersi negli Usa.

LA CRISI CUBANA E IL RISCHIO DELLA GUERRA MONDIALE. Il mondo ha rischiato la Terza guerra mondiale quando Fidel pensò di mettere i missili sovietici a due passi da Miami, sottovalutando la determinazione di Kennedy. Ma Kennedy sottovalutò Fidel quando pensò di mandargli contro esuli armati che fallirono l’assalto alla baia dei Porci. Castro è stato più simbolico di Ho Chi Mihn, che pure legò il suo nome alla più importante e forse inutile rivoluzione anticoloniale nel Vietnam oggi ultra-americanizzato.

Perché Fidel era la rivoluzione, era il mito di una rivoluzione che non voleva cambiare solo gli assetti delle società, ma addirittura l’uomo. Questa aspirazione è stata la tragedia tombale di tutte le rivoluzioni e la ragione della loro irripetibilità. «Strateghi di farmacia», condannò Giorgio Amendola, comunista che guardava alla socialdemocrazia.

LA PACE CON LA CHIESA. Fidel è morto più volte, abbiamo detto, ma ha fatto a tempo a fare la pace con Chiesa e dal papa polacco in poi con tutti i papi, anche soprattutto quel Francesco che lo ha aiutato a fare la pace con gli Usa celebrata con lo scambio di bandiere fra i cadetti, invecchiati, che ammainarono la prima bandiera consegnata oggi ai ragazzi che presidiano l’ambasciata americana riaperta.

COSA SARÀ ADESSO DI CUBA? Nessuno sa che cosa accadrà di Cuba, forse è già accaduto con Raul di dichiarare la fine della rivoluzione. Quel che sarà dell’Isola e della rivoluzione sarà oggetto di osservazione, ma Cuba ormai conta poco e togliere il ‘criminal blocheo’ che consegnò il Paese alla fame, è stato quasi un atto dovuto. «Vas bien Fidel», tanto uno come te non tornerà, purtroppo o per fortuna, mai più. (*Lettera43)

Autore: admin

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