Gianfranco MIGLIO PICCHETTO- Il corsivo. Il brivido della povertà (Roma, p.zza Argentina III millennio)

 

Il corsivo

IL BRIVIDO DELLA POVERTA’

Largo Argentina, Roma. Terzo (d. C.)

****

Cosa proverà, cosa penserà una donna mentre pubblicamente si fa il bagno nuda ad una fontanella, nel pieno centro di Roma ? Totale indifferenza, menefreghismo o, chissà, un filo di vergogna? Oppure è una pazza (che non si sopporta sporca)?
E cosa può provare una persona che si trovi a passare a Largo Argentina, a pochissimi metri dalla Curia di Pompeo, dove venne pugnalato Giulio Cesare di fronte ad una scena del genere?

Le nostre sensibilità sono diverse: c’è chi proverà pietà, chi addirittura sdegno per la tremenda “offesa al pudore” , chi, schifato, girerà la testa dall’altra parte. Ci sarà il cittadino zelante che chiamerà solerte il 113 e …chissà se capiterà da quelle parti l’ homunculus represso, il quale non si farà sfuggire l’occasione di guatare gratis l’inedito spettacolo. Prima o poi capiterà anche l’aspirante fotografo in cerca di scoop caserecci, che userà la temibile arma chiamata smarthphone per filmare e poi mettere (che carino) in Rete l’artistico video, col fine ultimo di collezionare preziosissimi like.

Centinaia di like, da parte di sdegnati benpensanti, che protestano contro l’estetico degrado della loro città, salvo poi gettare l’immondizia fuori dai bidoni, oppure non raccogliere le “cacche-a-raffica” dei loro cani (come d’uso, ad es., nel sofisticato quartiere Fleming).,
La donna usa il sapone per lavarsi. La gente che passa si allontana nauseata, impaurita allo stesso modo di quando si incontra un ubriaco urlante: si fa il vuoto attorno a questa disgraziata (sullo sfondo c’è la libreria Feltrinelli). C’è anche il signore in odore di democrazia che sorride benevolo, non si sa se divertito o tollerante.

Adesso proviamo a spostare per un attimo, di pochi metri, il nostro sguardo, dirigendolo verso i cassettoni di Corso Vittorio e dintorni, comprese le viuzze che portano a Piazza Navona .
Se davvero fossimo lì, ci accorgeremmo di quanta gente sopravvive grazie ai bidoni dell’immondizia. Neri, indiani, malesi sì – anche se la maggior parte è ai semafori o fuori i supermarket – ma soprattutto ci sono i “nuovi poveri”, figli o nipoti dei tanti miracoli economici, del Libero Mercato, talmente libero da non concedergli moneta da spendere al “mercato” rionale.

La cosa che colpisce è che molti sono giovani e -sia chiaro- tutti rigorosamente “white skin”. Un giorno che vi capiterà di non avere fretta, fermatevi ai bordi di un qualsiasi mercato di fronte ad un secchione: vi accorgerete che, lentamente, si forma una piccola fila di poveracci, silente, discreta, in attesa di sguazzare dentro il mondezzaio. Personalmente non so cosa proporre, si rimane sconcertati, increduli di fronte a tale rappresentazione della miseria.

La prima corbelleria che mi viene in mente è che mi piacerebbe vedere chi governa, o fa sterile opposizione, fare la fila ai bidoni (Renzi-Griilo-Salvini, tre nomi presi a caso), ancora meglio vederli nudi sciacquarsi qualcosa alla fontana di Largo Chigi o altrove, invece di frullarci le palle con questo inutile, costoso Referendum (da alcuni definito “guerra tra cosche”).

Ma solo per un giorno, mica tanto, solo per fargli provare l’ebbrezza dell’indigenza, il “brivido della povertà”.
Mi chiedo infine come sia stato -e sia- possibile che nel secolo della tecnologia sfrenata, dei miracoli della scienza, del trionfo del capitalismo, possa esistere ancora gente che si fa il bagno ai “nasoni” di Roma, Caput Mundi. Dove sono le sventolate “strutture”?
E, visto che a giorni si voterà per modificare la Costituzione, dov’è finito l’art. 32 sul ” Diritto alla salute” ?

Autore: admin

Condividi