Francesco NICOLOSI FAZIO- Rosa futuro (vita e musica della Balistreri in uno spettacolo di Laura Giordani)

 

Lo spettatore accorto


 

ROSA FUTURO

“Rosa, la cantatrice del sud”. Spettacolo musicale di Laura Giordani. Con Laura Giordani e Mimmo Aiola  Foto di scena Cristiano La Mantia. Rassegna del M.o Antonio Aprile  per Edizioni Novecento – Al “Volcano house”. Nicolosi – Catania

****

La vita di Rosa Balistreri bene starebbe come soggetto di un film da cui capire l’Italia intera, non solo del secolo scorso. Da quasi dieci anni Laura Giordani porta in giro per la Sicilia, assieme alle canzoni, la vita della grande “Rosa cantatrice del Sud”, termine che coniò per lei Ignazio Buttitta, il più grande poeta siciliano del novecento. Su questo secolo non ci pronunciamo, per espresso divieto dell’interessato. Sempre in questo secolo abbiamo pure una “cantantessa” siciliana.

Lo spettacolo vola sulle note di Mimmo Aiola, sorretto dalla splendida voce di Laura che intona limpidamente le canzoni di Rosa, aggiungendo una coinvolgente interpretazione da attrice, forte di una ventennale professionalità, anche come regista teatrale e di cortometraggi. Da non sottovalutare i gradevoli siparietti tra cantante/attrice e chitarrista, che offrono lacerti di allegria, arricchendo il lato gioioso dei brani della Balistreri.


Un velo di commozione scende sugli occhi del pubblico quando la Giordani intona la ninna nanna “Avò!“ per la cui interpretazione torniamo, per qualche istante, bambini felici. Ma riusciamo, pure ed ancora, ad indignarci pensando al passato (secolo scorso) evocato dal didascalico “Mafia e parrini”. Una ricerca per la musica Siciliana che riprende il lavoro della Balistreri, che recuperò al vero significato il classico “Vitti ‘na crozza”, liberandolo dalle tarantelle, per ricondurlo alla sua tragicità: la storia del cranio (crozza) di una “caruso”, morto in una miniera di zolfo, resti ritrovati nelle pareti di un “cannuni”, termine siciliano che indicava le grandi gallerie, dall’arabo “cannat”.

Si inserisce perfettamente all’interno delle canzoni di Rosa il bel brano composto da Mimmo Aiola

“Cantannu di Rosa” che l’autore ha immaginato e scritto proprio per Laura Giordani.  Uno spettacolo molto attuale, come l’ostracismo per Rosa della natia Licata, paese che analogamente ha reagito alla ribelle Lara Cardella, sul finir del secolo. Purtroppo sembra che il mondo fatichi ad andare avanti, anzi sembra quasi voglia tornare indietro.


La serata è volata allegra, dolce e lieve, con oltre novanta minuti di spettacolo, ulteriormente sospinto dai lunghi applausi del pubblico entusiasta. Gradevole la cornice del “Volcano” che è un raro esempio di luogo di cultura e scienza, un museo dell’Etna con aspetti culturali vari, anche gastronomici.

Uno spettacolo moderno, che gode di vere e solide radici nel passato della nostra splendida terra. Uno spettacolo da far conoscere al mondo intero.

Ed avere noi un futuro.

Autore: admin

Condividi