Teresio SPALLA- Scaffale. Non mi dire chi sei (un libro di E. Arosio e G. Maimone)

 

Scaffale

 

 

 

NON MI DIRE CHI SEI

Non mi dire chi sei

di Erica Arosio e Giorgio Maimone. Tea Edizioni

Presentazione allo “Spazio Contempo” martedi 15 ottobre ore 19.30

via Braida . 1 . Milano . Zona Porta Romana

Accompagnamento con le canzoni di Claudio Sanfilippo

Il caso Giuditta- Milano, estate 1962- In pieno boom economico Greta e Marlon indagano sulla misteriosa scomparsa di una giovane donna

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Con questo romanzo ritorna ai lettori Erica Arosio, scrittrice e giornalista che si distingue nella spropositato equipaggio della barca troppo affollata della narrativa italiana, per il linguaggio franco e disinvolto, fresco e spontaneo, qui coadiuvata dalla presenza del coautore Giorgio Maimone, un altro che parla per farsi capire da tutti, da ogni genere di lettore, e non dall’esigua schiera di quei divoratori compulsivi di libri che, muovendosi a casaccio in coperta rischia, insieme ai troppi critici elitari, di far andare a fondo lo scafo con tutta la ciurma in un mare già ben arduo da attraversare.

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Lei, Erica Arosio, ha scritto per Il Giorno e Repubblica, si occupa di cultura e spettacolo su Gioia e ha lasciato traccia anche su riviste come Cineforum, Rockerilla, Segnocinema. “Rockerilla”. E’ stata quindi, oltre che una sottile ma non sofisticata critica gastronomica, anche critica di cinema, musica e letteratura. Il suo primo romanzo L’uomo sbagliato (pubblicato prima da La Tartaruga nel 2012 e rieditato da Baldini &Castoldi nel 2014) era una storia d’amore e passione senza sbarchi impropri nell’affollatissimo natante della narrativa rosa ma, anzi, scritto con un linguaggio essenziale e partecipe, da poter essere arruolato nell’esigua schiera dell’editoria passionale ma moderna e libertaria. Uno skipper che ha navigato veloce sui flutti sorpassando in partecipazione natanti ben più grossi ma meno grandi.

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Lui, Giorgio Maimone, viene dalle prime radio libere milanesi, ha diretto Radio Canale 96 e Radio Regione. Ha fondato e diretto il portale della canzone d’autore Brigata Lolli e, seguendo un percorso giornalistico d’eccezione, è stato caporedattore di Il Sole/24ore per trent’anni. Critico discografico e librario e gastronomico anch’egli, divenuto autore di programmi televisivi rimanendo fedele alla professionalità giornalistica, è arrivato alla letteratura lavorando a quattro mani proprio con Erika Arosio.

I due hanno scritto insieme Marilyn Monroe. La macchina soffice (Feltrinelli, 2013) e L’amour gourmet (Mondadori, 2014) per approdare, ancora in coppia, alla narrativa con Vertigine (Baldini &Castoldi, 2015) che è stato, forse troppo frettolosamente, inserito nella riscoperta tardiva del feuilleton all’italiana.

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Vertigine è, semmai, una ricostruzione, di efficacia espressiva molto contemporanea e innovativa, del libro popolare, dalle snodate venature sociali accorpate dal senso della Storia come racconto della vita degli esseri umani.

Ambientato nel ’58, tra bische e palestre di pugilato, sezioni di partito e ippodromi, commissariati di quartiere e tribunali, all’apice di un inverno gelido e innevato, tra la nebbia e il ghiaccio dei marciapiedi vischiosi, Vertigine riporta alla Milano dei racconti più schietti di Testori e a quelli più autentici di Scerbanenco a cui giovano le citazioni cinematografiche, collocando la vicenda gialla in una temperatura temporale di cronaca e di gusto.

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Ora Erica Arosio e Giorgio Maimone ritornano – con Non mi dire chi sei – nella Milano dove agiscono l’avvocatessa Greta Morandi e l’investigatore Mario Longoni (già protagonisti di Vertigine) ma quattro anni dopo, nel 1962, in una calda estate in cui la metropoli vive già nell’atmosfera del boom economico col suo benessere apparentemente sicuro e la presenza di una serie di personaggi di contorno che, ognuno per suo conto, rappresentano, nel bene o nel male, l’attualità verace del tempo e la pulsione del ricordo di un’epoca in cui il Paese credette veramente d’aver superato ogni crisi.

Ma il conflitto, quello psicologico ma anche sociale, esiste ancora e, all’inizio, si presenta nel personaggio di Giuditta, una giovane giunta dalla provincia che, dopo aver fatto la commessa per qualche tempo, sparisce dando adito allo sviluppo di una trama intricata in cui i due personaggi principali indagano nello stesso mondo del romanzo precedente ma diverso e cambiato per sempre, un mondo che ha mutato aspetto, simboli, vocazioni e speranze.

Insomma, per chi non l’avesse ancora capito, Non mi dire chi sei è una lettura agevole e sciolta per chi ama la letteratura gialla d’autore, ma anche un tracciato minato di riflessioni su una Milano e un’Italia che non ci sono più ma sono esistete, ci sono state, ci hanno lasciato tanti ricordi e tante riflessioni in cui veniamo coinvolti; obbligati all’appassionarci da una scrittura stringente. 

Riproduzione riservata©Scenario 2016

Autore: admin

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