Inserimento non valido

 

Premio Goliarda Sapienza


RACCONTI DAL CARCERE

VI Edizione: Il perdono

ideato e curato da Antonella Bolelli Ferrera

promosso da inVerso Onlus | Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria

Dipartimento per la Giustizia Minorile | SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori

madrina Dacia Maraini | presidente della giuria Elio Pecora

1° PREMIO

CEMENTO URLANTE di MICHELE MAGGIO

e per la sezione Minori

IL BIGLIETTO DI ROSA PARKS di “ANTONIO”

I racconti finalisti con le introduzioni dei Tutor

raccolti nel libro

Così vicino alla felicità

a cura di Antonella Bolelli Ferrera | prefazione di Dario Edoardo Viganò

DA OGGI IN LIBRERIA

Roma, lunedì 7 novembre 2016, Casa Circondariale di Regina Coeli – Si è conclusa da pochi minuti la finale della VI edizione del Premio Goliarda Sapienza – Racconti dal carcere, l’unico concorso letterario in Europa dedicato a detenuti affiancati da scrittori, artisti e giornalisti nelle vesti di Tutor d’eccezione.

Al termine di una affollata cerimonia presentata da Serena Dandini con Antonella Bolelli Ferrera, ideatrice e curatrice del Premio, la giuria presieduta da Elio Pecora e composta da Lorenza Bizzarri, Silvia Calandrelli, Andrea Di Consoli, Piera Degli Esposti, Paolo Fallai, Daria Galateria, Angelo Maria Pellegrino, Giulio Perrone, ha proclamato vincitori:

 

Sezione Adulti

  • PRIMO CLASSIFICATO – MICHELE MAGGIO Cemento urlante

Per il grande ritmo e la sapiente costruzione narrativa, Michele Maggio riesce a interessare il lettore e a sviluppare un piano sequenza cinematografico amaro e divertente, ironico ed estremamente realistico. Tutti i personaggi vengono delineati con pochi, netti tratti, fino all’ultima cella, in cui l’autore dimostra non solo maturità letteraria, ma anche capacità introspettiva e coraggiosa coerenza.

Tutor Sandro Ruotolo

  • SECONDO CLASSIFICATO – STEFANO LEMMA L’orto delle fate

Un racconto toccante e commovente, autentico, in cui la storia scorre fluida affrontando il difficile tema dei rapporti familiari, in bilico tra le certezze del protagonista e la voglia di imparare a perdonare. Una storia d’Amore di particolare purezza, narrata con semplicità per arrivare in fondo al cuore del lettore.

Tutor Ricky Tognazzi e Simona Izzo

  • TERZO CLASSIFICATO – SALVATORE TORRE Parafrasi di un lutto diversamente elaborato

Un racconto dal forte impatto emozionale, che elabora le ragioni della vendetta con persuasiva concisione, per poi sviluppare in maniera articolata, profonda e personale il tema del perdono. Salvatore Torre realizza una storia intrigante, avvincente ed evocativa, oltre a dimostrare una grande capacità di analizzare i sentimenti e farli vivere al lettore.

Tutor Alessandro D’Alatri.

Sezione Minori e Giovani Adulti

 

  • PRIMO CLASSIFICATO – “ANTONIOIl biglietto di Rosa Parks

Originale, musicale, comunicativo. Una storia non storia che avvolge e affascina, un collage di anime “graffiate”, che si raccontano con la purezza e l’impulsività tipica della loro giovane età. Uno sguardo critico e allo stesso tempo spontaneo sulla vita, corale e complesso, nitido e struggente.

Tutor Erri De Luca

  • SECONDO CLASSIFICATO – “UNKNOWNPerdonate l’emozione

Un racconto maturo, in cui il vissuto personale fa da sfondo a un viaggio onirico che non perde mai la sua concretezza e la sua capacità evocativa. L’autore dimostra un’ottima capacità di utilizzare i simboli e di rielaborare artisticamente la propria storia. Efficace nel visualizzare la forza catartica della musica.

Tutor Luca Barbarossa

  • TERZO CLASSIFICATO – “RAFFAELE AMABILEC’è Anna

Spontaneo e diretto, Raffaele Amabile delinea una storia sentimentale sullo sfondo della delinquenza a Scampia. Il contrasto genera un piccolo effetto di umorismo sotterraneo di notevole qualità.

Tutor Federico Moccia

 

La giuria ha voluto attribuire 4 menzioni speciali a:

  • FANFARÙ per il racconto Deja vu, per aver saputo bilanciare il livello della realtà – crudele e agghiacciante – con quello onirico che conduce a inaspettati colpi di scena

Tutor Cinzia Tani

  • MASSIMO ARMANDO RAGANATO per il racconto U sangu faci u murmuru, per aver raccontato con capacità introspettiva l’epopea della vendetta e la difficile elaborazione del pentimento.

Tutor Bianca Stancanelli

  • SEBASTIANO PRINO per il racconto La casa del Padre, per aver descritto il mondo barbaricino, mescolando la realtà ai miti legati alle tradizioni locali, creando un effetto letterario di grande forza comunicativa.

Tutor Emilia Costantini

  • VALIA per il racconto Mi sento petaloso, per aver saputo raccontare come, a volte, le origini condizionino la vita ancor più delle azioni stesse.

Tutor Guido Barlozzetti

I premi: i venticinque finalisti, grazie al contributo di SIAE, hanno ricevuto un computer portatile, e ai primi tre classificati di ciascuna categoria (Adulti e Minori) e alle menzioni speciali è stato consegnato un premio in denaro (1000 euro per i primi classificati, 800 euro per i secondi, 600 euro per i terzi e 100 euro per ogni menzione speciale).

“Sei anni fa abbiamo scommesso sul successo di questa iniziativa – sono state le parole del direttore dell’ufficio legislativo e rapporti istituzionali SIAE Paolo Agoglia – Da allora abbiamo seminato e iniziato a far cresere un fiore in un terreno roccioso come questo”.

Il Premio, che ha come madrina Dacia Maraini ed è promosso da inVerso Onlus, dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, dal Dipartimento per la Giustizia Minorile e da SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, quest’anno era dedicato al tema del “Perdono” in occasione del Giubileo dei carcerati.

A contendersi l’edizione 2016, 25 aspiranti scrittori (16 per la sezione Adulti e 9 per la sezione Minori) selezionati tra gli oltre 500 partecipanti che hanno inviato testi dalle carceri di tutta Italia. Ha spiegato Antonella Bolelli Ferrera: “Imboccare la strada del perdono, agli altri e a se stessi, non è facile per chi si trova recluso e ritiene di avere in tal modo saldato ogni debito, anche quello con la propria coscienza. Non tutti vi giungono con la stessa intensità e convinzione. Certamente il saper esprimere attraverso la scrittura un’esigenza dell’anima così intima dimostra di non avere paura di ciò che rimarrà per sempre, nero su bianco”.

Hanno partecipato alla cerimonia di premiazione il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri che, riprendendo le parole di papa Francesco pronunciate ieri durante il Giubileo dei carcerati, ha ricordato l’importanza della speranza non solo per i detenuti ma per ciascuno di noi; il capo dipartimento Amministrazione Penitenziaria Santi Consolo, che nel suo intervento ha affermato che “la capacità di essere introspettivi, quanto quella di scrivere è già una presa di coscienza, in quanto scrivendo si comunica un sentimento, un pensiero intimo che, comunicato all’esterno, crea un ponte con la società”; il direttore generale dell’Esecuzione Penale Esterna e la messa alla prova in rappresentanza del dipartimento Giustizia Minorile Lucia Castellano, che ha precisato: “Dai racconti emerge non solo la storia dei detenuti, ma anche quello che hanno dentro. Anche quando fai il magistrato, l’emozione del testimone ti aiuta a far emergere la verità”.

Erano presenti: il senatore Pier Ferdinando Casini, il Vice Sindaco di Roma Capitale Daniele Frongia, il provveditore Cinzia Calandrino, il presidente dei Garanti dei detenuti Stefano Anastasia in rappresentanza del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

Nella Rotonda di Regina Coeli i finalisti erano accompagnati dai rispettivi Tutor: Luca Barbarossa, Guido Barlozzetti, Marco Buticchi, Pino Corrias, Emilia Costantini, Alessandro D’Alatri, Erri De Luca, Paolo Di Paolo, Marco Franzelli, Massimo Lugli, Silvana Mazzocchi, Federico Moccia, Mogol, Antonio Pascale, Roberto Pazzi, Andrea Purgatori, Costanza Quatriglio, Carolina Raspanti, Sandro Ruotolo, Fiamma Satta, Gloria Satta, Bianca Stancanelli, Cinzia Tani, Ricky Tognazzi e Simona Izzo, Andrea Vianello.

Nel corso della premiazione è stato presentato il libro – disponibile da oggi in libreria –  che raccoglie i 25 racconti finalisti con le introduzioni dei Tutor, dal titolo Così vicino alla felicità. Racconti dal carcere (Rai Eri), curato da Antonella Bolelli Ferrera e con la prefazione di Dario Edoardo Viganò, Prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, che ha dichiarato: “Per me è stata un’esperienza importante, perché guardando la vita attraverso le prospettive dei detenuti ho potuto scoprire meglio me stesso e la mia vita. Noi tutti abbiamo la responsabilità di costruire un terreno di opportunità, di lavoro, di concretezza e impegno per i detenuti”.

Inoltre, nella convinzione che la prevenzione alla devianza minorile passi anche attraverso la cultura, gli organizzatori del Premio Goliarda Sapienza hanno annunciato la donazione – grazie al contributo di SIAE –  di una piccola biblioteca ai “bambini del convento del Rosario di Scicli”. Si tratta di 65 bambini di età compresa tra i 4 e i 14 anni con situazioni familiari particolarmente critiche, che grazie all’impegno quotidiano di giovani volontari e delle suore del convento, hanno la possibilità di frequentare la scuola ed avere un luogo dove mangiare, fare compiti e giocare. La biblioteca diventerà per loro un nuovo modo per crescere e divertirsi conoscendo altri mondi sconosciuti.

La formula del Premio negli anni ha assunto anche una dimensione “multimediale”:

  • con Rai Fiction è in fase di sviluppo il terzo “Corto del Premio Goliarda Sapienza”, ispirato a un racconto finalista della scorsa edizione intitolato Le lacrime dell’alfabeto di “Federico Marsi,  con la regia di Alessandro D’Alatri.
  • dalla collaborazione fra il Premio Goliarda Sapienza e Rai Fiction, e grazie al sostegno di SIAE, è in corso di realizzazione La scuola della notte, web serie che porta, anche questa, la firma di Alessandro D’Alatri alla regia e che sarà trasmessa su RaiPlay e su Rai4, ma in un’unica puntata. Girata all’interno dell’Istituto Penale Minorile “Cesare Beccaria” di Milano, ha visto la partecipazione di giovani detenuti in qualità di attori oltre alla presenza di Marco Palvetti. Il soggetto e la sceneggiatura sono co-firmati da Federico Ragno, secondo classificato di quest’anno per la sezione Minori e giovani Adulti con lo pseudonimo “Unknown” e già vincitore delle due precedenti edizioni del Premio.

In occasione della premiazione, Rai Storia trasmetterà (domani, martedì 8 novembre ore 22,10) il documentario Goliarda Sapienza, il vizio di essere se stessi, dedicato all’attrice e scrittrice tra le personalità più trasgressive del ‘900, ispiratrice di questo concorso letterario e della quale ricorrono i vent’anni dalla scomparsa.

Alla VI edizione del Premio Goliarda Sapienza è stata conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica, che gode anche del patrocinio del Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Giustizia, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, e della RAI – Radiotelevisione Italiana. Lo scopo è di concorrere a dare concreta espressione alle finalità rieducative della pena contemplate dall’art. 27 della Carta Costituzionale.

 

Ufficio stampa a cura di   Antonella Mucciaccio

Autore: admin

Condividi