OFFICINEHOCH- L’infezione (“l’anno è quello in cui viviamo….”)

 

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L’ INFEZIONE

Delta del Po - Teoria di uccelli.JPG

L’anno è quello in cui viviamo. Il luogo è un non esotico, non lontano, borgo di pescatori alla foce di un fiume.

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Potremmo dipingere le case, il piccolo porticciolo, la chiesetta e il bar di questo nebbioso luogo, ma non ne abbiamo alcuna intenzione. Non vogliamo produrre alcuna immagine né tantomeno comporre un piccolo poema sulla vita che lì conduce la gente che vi abita. Non avremmo voluto occuparci affatto di tutto questo, ma interrogativi pressanti inchiodano da giorni il nostro pensiero a quei lidi, e non possiamo dunque sottrarci. Ma andiamo con ordine.

La piccola comunità che abita quel luogo ha eretto, nottetempo, barricate di legno per bloccare le vie d’accesso al piccolo paese, veri e propri blocchi stradali presidiati, per impedire l’ingresso di dodici donne richiedenti asilo politico a quel luogo destinate nell’ambito del piano di ridistribuzione su scala nazionale. La cronaca di quanto avvenuto è nota ai più e non ci dilungheremo sulla giornalistica descrizione di quanto avvenuto. Il risultato sarebbe un resoconto di taglio morale o psico-sociale di quanto avviene nel cortile angusto delle “periferie del moderno”. Non accettiamo la pacificante e strumentale giustificazione insita, il più delle volte, nelle profonde analisi sulle cause del nostro male. Da troppo tempo viene spalmato sulle nostre cancrene questo inutile unguento.

Preferiamo invece incidere la carne viva, amputare perfino, quando necessario. Perchè di cancrena si tratta. Vogliamo porre la nostra attenzione oltre il particolare, nel tentativo di comprendere, da ciò che è in atto oggi, cosa rischiamo di dover combattere domani. Abbiamo solide convinzioni, lenti graduate attraverso le quali leggiamo il mondo, ma siamo persuasi che ciò non nuoccia più di tanto. Riteniamo esista un Ur-fascismo, un fascismo eterno e primigenio che si palesa nei tempi sotto diverse forme, ma che opera come un germe insito tanto nello spirito umano quanto nelle architetture sociali da esso erette. Riteniamo di vivere un tempo genuinamente fascista, quello che chiameremo, per intenderci, del Capitalismo Finanziarizzato Globale, totalitario e spietato quanto ogni altro fascismo nell’imposizione del proprio Ordine.

Riteniamo che l’azione coercitiva esercitata da questo moderno capitalismo abbia creato un esercito di Schiavi Feroci, svezzati a violenza e asservimento che interiorizzano le dinamiche dell’oppressione fino a farle proprie ed esercitarle non appena se ne presenti l’occasione su altri soggetti ritenuti più deboli o inferiori. È proprio questa una delle pietre angolari su cui si regge l’intero Ordine. Questa “catena dell’oppressione” è infatti una delle componenti fondamentali dell’Ur-fascismo in genere, sempre presente e ben oliata in ogni architettura sociale da esso infettata. Questo processo di trasmissione della violenza e della sopraffazione consente al germe di proliferare, di attecchire e di moltiplicarsi all’infinito.

Cadiamo spesso nell’errore di considerare la violenza fascista e totalitaria come uno strumento che un dato sistema o regime utilizza per rimanere in vita, quando invece è il germe dell’ Ur-fascismo che utilizza diversi “veicoli sociali” per preservare e moltiplicare sé stesso. L’apparato di oppressione è stato superato e sostituito da un più moderno sistema diffuso di oppressione ed esercizio di imposizione dell’Ordine. Comprendere questo meccanismo e assecondarlo, incoraggiandone la diffusione quando necessario, ha reso e rende possibile ai Grandi Oppressori di oggi il controllo assoluto del nostro mondo. 

Quello che abbiamo visto all’opera in quel piccolo borgo di pescatori non era altro che questo germe. Combattere l’Ur-fascismo presuppone una mutilazione della nostra stessa natura, è vero, ma non è ciò che distingue la bestia dall’uomo? Mutilare il ferino che alberga ancora in noi. Solo percorrendo questa strada sarà possibile comprendere la violenza di cui siamo vittime fin dalla nostra nascita e ad essa ribellarci, rompere l’ambivalente “catena dell’oppressione”, e prendere coscienza di chi sia davvero il nostro nemico.

https://officinehoch.com/2016/10/27/linfezione/

Autore: admin

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