Francesco NICOLOSI FAZIO- Matte in casa (un cortometraggio di Laura Giordani)

 

Lo spettatore accorto

 

 

MATTE IN CASA

Foto-CASE-MATTE-Palermo

“Etta D’Ignoti” – Cortometraggio tratto da una storia vera.  Testo e regia di Laura Giordani.  Con: Laura Giordani, Jacopo Raniolo, Giovanna Toscano  Riprese, fotografia e montaggio: Barbara Fasano.  Al Teatro Patafisico di Palermo.  Manifestazione “Case Matte” – A.C. Teatro Periferico.

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Nove città, trentanove eventi. L’associazione Culturale “Teatro Periferico”, percorrendo 2350 chilometri, ha concluso, a Palermo presso l’ex “Real Casa  dei Matti”, “Case matte”, un tour che ha messo insieme, per tutta l’Italia, gruppi, associazioni e realtà che operano e vogliono mantenere viva l’attenzione sul disagio mentale, particolarmente come memoria di un passato tremendo da non dimenticare, ma ancora da cancellare, in rari casi della prassi corrente. Si è creato così un network di realtà sociali, per conservare la memoria di “un popolo caduto nell’oblio”, donne e uomini condannati ai loro “ergastoli bianchi”. All’interno della manifestazione di Palermo è stato proiettato il cortometraggio “Etta D’Ignoti” di Laura Giordani.

All’età di diciassette anni Etta, per colpa di un bacio, viene rinchiusa dai genitori in manicomio. Un giorno, in un luogo magico del sogno e della memoria, comincia a chiedersi perché ed a ricordare. Il breve incontro d’amore innocente viene schiacciato, nel ricordo, dal dolore e dalla violenza. Violenza delle istituzioni e del tradimento dei familiari, che punirono con l’internamento un amore per un giovane di classe inferiore. Un tradimento che giunse oltre la morte, senza neanche una tomba. Era la condanna definitiva che colpiva analogamente centinaia di migliaia di esseri umani. Difatti la protagonista afferma, scrivendo: “La sofferenza mi ha cancellato il volto, non lo riconosco più”.

La follia, nei popoli nativi americani, un tempo era considerata un dono divino. Arte e follia sono stati spesso abbinati. Nel caso del cortometraggio di Laura Giordani si inverte il processo: l’arte e la bella visione poetica ci aprono al dolore della follia. In pochi e densi minuti si narra in modo struggente una vita intera, una vita condannata all’oblio, causa ed effetto del dolore, che è sempre abbandono. Nel caso di Etta l’abbandono diventa paradigma di tutti gli esseri che, per qualunque motivo (vero o falso che fosse), erano rinchiusi in quei luoghi di detenzione, senza scampo alcuno.

Le belle e calde immagini di Barbara Fasano ci conducono nel sogno doloroso, dove il ricordo è amaro e dove ancor più doloroso è l’oblio, se è una condanna senza appello, pronunciata da una società che rifiuta ogni diversità, anche la più lieve ed innocente. Perfetta Laura Giordani, anche nel ruolo di protagonista, riuscendo a dilatare il breve spazio temporale, grazie ad una recitazione forte ed asciutta, che non scende a patti con il buonismo. oggi dilagante in tutti i media.

Il filmato, presentato come anteprima sociale a Palermo, è stato accolto con commossi applausi  e parteciperà ai festival internazionali di cortometraggi.

Autore: admin

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