Redazionale (ansa)- La Camera approva la nuova Legge per il Cinema

 

Politica dello spettacolo

 

LA CAMERA APPROVA LA NUOVA LEGGE PER IL CINEMA

150 milioni di euro in più e stop alla censura –  Attesa da decenni, la legge di riordino del settore prevede la creazione di un fondo autonomo per il sostegno dell’industria creato dagli entroiti erariali

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È stata approvata oggi in maniera definitiva la nuova legge sul cinema. “Regole trasparenti e più risorse per film, sale e giovani” la riassume il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini che nel gennaio scorso aveva invitato insieme al premier Renzi quattro premi Oscar italiani a Palazzo Chigi per parlare del progetto.  Lo scopo è quello di “ridefinire la disciplina relativa al cinema e all’audiovisivo, a fini di rilancio e di sviluppo di un settore strategico dal punto di vista culturale e sociale, ma anche economico”, si legge sul sito della Camera. “Si tratta di una riforma attesa da oltre cinquant’anni e ben preparata nei lavori della commissione Cultura al Senato – ha dichiarato Franceschini – che prevede la creazione di un fondo completamente autonomo per il sostegno dell’industria cinematografica e audiovisiva e pone fine alla discrezionalità”.

In particolare, l’articolo 1 affida allo Stato “la promozione e il sostegno del cinema e dell’audiovisivo, quali fondamentali mezzi di espressione artistica, di formazione culturale e di comunicazione sociale, che contribuiscono alla definizione dell’identità nazionale e alla crescita civile, culturale ed economica del paese, promuovono il turismo e creano occupazione”.

+60% di investimenti e autofinanziamento. Con la nuova legge viene creato il Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e l’audiovisivo, per sostenere gli interventi attraverso incentivi fiscali e contributi automatici che unificano le attuali risorse del Fus Cinema e del Tax Credit. Lo sottolinea il Mibact, in una nota, quale innovazione forte della nuova normativa, evidenziando che “con il Fondo cinema aumentano le risorse del 60%: 150 milioni in più” e “nasce un meccanismo virtuoso di autofinanziamento”. Il fondo “è alimentato, sul modello francese, direttamente dagli introiti erariali già derivanti dalle attività di programmazione e trasmissione televisiva; distribuzione cinematografica; proiezione cinematografica; erogazione di servizi di accesso ad internet da parte delle imprese telefoniche e di telecomunicazione. A decorrere dal 2017, l’11% del gettito Ires e Iva di questi settori costituirà la base di calcolo delle risorse statali destinate al finanziamento del Cinema e dell’audiovisivo: il nuovo fondo non potrà mai scendere sotto i 400 milioni di euro annui”.

Sostegno ai giovani autori. Accanto alle agevolazioni fiscali, nascono -aggiunge il ministero- i contributi automatici la cui quantificazione avviene secondo parametri oggettivi che tengono conto dei risultati economici, artistici e di diffusione: dai premi ricevuti al successo in sala. I produttori e i distributori cinematografici e audiovisivi riceveranno i contributi per realizzare nuove produzioni”. Fino al 18% del nuovo Fondo Cinema “è dedicato ogni anno al sostegno di opere prime e seconde, giovani autori, start-up, piccole sale, festival e rassegne di qualità, attività di Biennale di Venezia, Istituto Luce Cinecittà e Centro sperimentale di cinematografia”.

Digitalizzazione e cinema nelle scuole. È previsto un Piano nazionale per la digitalizzazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo. Il 3% del fondo Cinema è “riservato ad azioni di potenziamento delle competenze cinematografiche ed audiovisive degli studenti, sulla base di linee di intervento concordate dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con il Ministero dell’istruzione e della ricerca scientifica”.

Non più censura di Stato. Non più commissioni ministeriali a valutare i film, il provvedimento prevede una delega al governo per definire un nuovo sistema di classificazione che responsabilizza i produttori e i distributori cinematografici. Come già avviene in altri settori e sostanzialmente tutti i paesi occidentali, saranno gli stessi operatori a definire e classificare i propri film; lo Stato interviene e sanziona solo in caso di abusi.

Incentivi per chi investe in nuove sale e aiuto a quelle storiche. Il rafforzamento del sostegno al cinema e all’audiovisivo è affiancato da un intervento di incentivi per chi ristruttura e investe in nuovi cinema. Aumenterà il numero degli schermi e la qualità delle sale coinvolgendo un numero molto più ampio di spettatori soprattutto a favore del cinema italiano. Per questo viene previsto un Piano straordinario fino a 120 milioni di euro in cinque anni per riattivare le sale chiuse e aprirne di nuove. Viene agevolato il riconoscimento della dichiarazione di interesse culturale per le sale cinematografiche. Grazie a questo intervento sarà possibile favorire la conservazione e la valorizzazione delle sale storiche attraverso il vincolo di destinazione d’uso.

Consiglio superiore per il cinema e l’audiovisivo. In sostituzione della Sezione Cinema della Consulta dello Spettacolo, viene istituito il Consiglio superiore per il cinema e l’audiovisivo che svolge attività di elaborazione delle politiche di settore, con particolare riferimento alla definizione degli indirizzi e dei criteri generali di investimento a sostegno delle attività cinematografiche e audiovisive. Il Consiglio è composto da 11 membri di alta competenza ed esperienza nel settore e dai rappresentanti delle principali associazioni.

Anche l’audiovisivo nel Fondo di garanzia. Per superare le difficoltà di accesso al credito da parte degli operatori audiovisivi, con decreto del Mise e del Mibact viene istituita una sezione speciale del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, dotata di contabilità separata, destinata a garantire operazioni di finanziamento di prodotti audiovisivi. La sezione ha una dotazione iniziale di 5 milioni di euro a valere sul Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo. Insieme alla cedibilità dei crediti d’imposta, in questo modo si dà ossigeno finanziario all’intero settore.

 

*Mino Argentieri e Stefania Brai, nei prossimi giorni, provvederanno per InScena\Scènario ad una ‘lettura’ critica di quanto la Camera ha deciso

Autore: admin

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