Francesco NICOLOSI FAZIO- Il fascino del prefabbricato (convegno e proposta di legge)

 

 

Iniziative

 


 

 

 

FASCICOLO DEL FABBRICATO.

 

Un convegno per una proposta di Legge Regionale Siciliana

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Il patrimonio edilizio italiano, forse il più pregiato al mondo, è molto vecchio e degradato,  pertanto non offre certezze di sicurezza. Il tutto mentre la decennale crisi dell’edilizia lascia da  parte le ottime competenze di milioni di professionisti e tecnici in genere. Come nelle economie povere, i beni di famiglia si stanno dilapidando; anche per questo diventa indispensabile offrire proposte, anche in previsione di un auspicato rilancio dell’edilizia.

A tal fine, sfruttando la Autonomia della Regione Siciliana, si dovrebbe arrivare ad una legge regionale che  istituisca il “Fascicolo del fabbricato”, evitando però di prevedere imposizioni, per non cadere in opposizioni per incostituzionalità. Si ritiene che i proprietari di immobili debbano aderire spontaneamente alla redazione dei fascicoli, prevedendo all’interno della legge, oltre alle modalità tecniche, tutti gli incentivi possibili per arrivare ad una costante e consistente adesione dei proprietari, adesione che abbia valore pluriennale, ma non vincolante, né vessatorio.

Pertanto il convegno può chiarire quali fini e quali concrete possibilità potrà offrire un elaborato tecnico che negli anni diventerà una indispensabile “carta d’identità” degli immobili. Si dovrà partire dalle proposte esistenti (innanzi tutto il DdL al senato),  cercando di ampliare la proposta in merito sottoposta al Governo dalla RTP (Rappresentanza nazionale delle Professioni Tecniche), in tal modo si può giungere ad una più snella procedura legislativa regionale, a costo zero.

La proposta più facilmente attuabile è appunto quella di una legge che favorisca le adesioni dei proprietari, anche in considerazione del fatto che una analoga Legge della Regione Puglia era stata tacciata di incostituzionalità e per questo abrogata dalla Regione stessa, già prima della sentenza della Suprema Corte. Si prefigura una buona incisività della proposta normativa, mediante la previsione di incentivi, anch’essi non obbligatori.

Tra gli incentivi e le priorità si possono prevedere: sgravi fiscali (perché un edificio monitorato “rende” economicamente, anche per la collettività); documento propedeutico alle procedure amministrative su immobili esistenti; agevolazioni assicurative (riduzioni dei premi, per edifici se attestati più sicuri); agevolazioni bancarie, in caso di finanziamenti; finalità di una pianificazione urbanistica di maggior dettaglio; aree di interesse per i piani di Protezione Civile; individuazione e catalogazione di edilizia in abbandono.

Ma innanzi tutto il “Fascicolo” sarà uno strumento tecnico ad indirizzo economico, difatti darà “in nuce” le priorità di intervento negli immobili, segnalando soprattutto le emergenze. Se, ad esempio, nei paesi recentemente terremotati qualche tecnico avesse fatto presente che, prima di rendere più bella l’abitazione da ristrutturare, si sarebbe dovuto migliorare la resistenza al sisma, avremmo avuto molte vite umane salvate. Difatti  molte abitazioni godevano di una decorosissima manutenzione, che però non aveva mai affrontato le problematiche statiche. Un semplice elemento di catalogazione del fabbricato, come è il “Fascicolo”, avrebbe suggerito (e non imposto) altre priorità, rispetto magari ai marmi brasiliani e/o alle finiture in intonaco veneziano.

La sicurezza è la più urgente priorità, per gli immobili il “Fascicolo” diverrà il suo più logico strumento.

Un convegno sul tema, che prevede interventi di deputati regionali, si terrà a Catania il prossimo dicembre, passata la buriana referendaria.

* L’autore è portavoce della Libera Associazione Ingegneri

 

Autore: admin

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