Re. Ma.- Il treno senza tempo. In concorso, l’iraniano Mehdi Fard Ghaderi

 

Festa del Cinema di Roma



IL TRENO SENZA TEMPO

locandina

Un’opera sui generis dell’iraniano Medhi Fard Ghaderi

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Come promette (o minaccia, a seconda dei casi) la locandina, il regista iraniano Medhi Fard Ghaderi ha fatto più di De Palma in “Omicidio in diretta”, più di Sokurov in “Arca Russa”: di più in quanto il piano seguenza dura ininterrottamente due ore e mezza.

Un treno fermo per un guasto, la macchina da presa si avventura tra i corridoi, sin dentro gli scompartimenti, a rapire attimi di intimità di famiglie, persone che si conoscono, altre che si sono appena conosciute per l’occasione.

Corridoi lungo i quali la vita scorre nelle vicissitudini private di ogni gruppo dei suoi passeggeri, che si lasciano la staffetta rendendoci parte, uno alla volta in ordine apparentemente casuale, delle singole problematiche che affliggono ogni nucleo familiare.

Il regista inoltre, ed è qui la genialità di “Immortality”, riesce a riprendere ogni volta ogni singola vicenda, tornando talvolta indietro nel tempo, riprendendo la storia da piccoli particolari il cui esplicitarsi abbiamo già visto.

Creando quindi un assurdo temporale, tenendo conto che il piano sequenza continuo dovrebbe assicurare una continuità temporale obbligatoria.

Quindi, per ricapitolare: la macchina da presa procede ininterrotta a registrare il tempo che passa, ma le storie private dei vari protagonisti, offrono talvolta qualche spunto, qualche dettaglio che ci fa capire che in realtà in quel treno fermo chissà dove, il tempo si è fermato, o addirittura tende a tornare indietro.

Un limbo vero e proprio, una sospensione temporale in cui ognuno dei passeggeri ha la possibilità di fare un bilancio della propria esistenza, spesso di fronte ad un bivio cruciale.

Autore: admin

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