Fr. La Ma.- Germania e Francia, all’inizio del ‘secolo breve’ (“Frantz”, un film di François Ozon)

 

Lo spettatore accorto

GERMANIA E FRANCIA, ALL’INIZIO DEL ‘SECOLO BREVE’

'Frantz' di Ozon (Ansa)


“Frantz”, un film di François Ozon

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Con un un uso psicologico del colore alternato al bianco e nero, evitando in extremis la trappola del sentimetalismo e salvandosi da una chiusura stucchevole, l’eclettico regista parigino Francois Ozon (“Gocce d’acqua su pietre roventi”, “Sotto la sabbia”, “8 donne e un mistero”, “Potiche-La bella statuina”) riporta indietro di quasi cent’anni le lancette della storia, alla Germania e alla Francia del 1919 entrambe devastate dal primo conflitto mondiale, evidenziando (attraverso la vicenda minimalista della morte d’un soldato francese e dello straziante pentimento di quello tedesco che lo ha ucciso) il senso di frustrazione, di revanche, di esaltazione nazionalista e di odio profondo ancora vivissimo tra i due popoli belligeranti.

Storia d’amore impossibile, irrealizzata, tra l’uccisore del francese e la sua promessa sposa, “Frantz” fonde in un unicum storia privata e fermenti irrazionalisti con cui inizia il “secolo breve”, incastonandoli perfettamente nel plot e liberando infine la protagonista sia dall’inerzia in cui la morte del compagno la costringe (fino ad un tentato suicidio), sia dall’illusorio amore per il suo (pentito e perdonato) carnefice. Chiusura al Louvre dinnanzi ad un celebre dipinto di Manet.

Sussurrato, a tratti straziante, inno bisbigliato alla rinascenza della vita attraverso la morte, il film è in realtà un libero remake de “L’uomo che ho ucciso” (“Broken Lullaby”) diretto da Ernst Lubitsch nel (1932) a sua volta tratto dal lavoro teatrale “L’Homme que j’ai tué” di Maurice Rostand  1930, versione teatrale di un suo romanzo scritto 5 anni prima. Presentato in concorso alla 73ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia

Interpreti: Paula Beer, Pierre Niney, Ernst Stötzner, Marie Gruber, Cyrielle Clair.

Autore: admin

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