Franco LA MAGNA- La vita è una commedia…(note su “Cafè Society” di Woody Allen)

 

Il mestiere del critico

 


 

LA VITA E’ UNA COMMEDIA…

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Scritta da un autore sadico- Note su “Cafè Society” di Woody Allen

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Con il classico procedimento a “focalizzazione zero” (l’istanza narrante dice più di quello che sanno i protagonisti della storia, tanto amato da Hitchcock per costruire la sua inimitabile “suspance”), il quasi ottantenne Woody Allen ripercorre fetisch e ossessioni della sua ultracinquantennale produzione filmica, aggiungendo in questa nuova (disperata e disperante) storia d’amore, cinicamente hollywoodiana, una massiccia dose di “gangsterismo familiare”, con due o tre morti cementificati, abbondante nominalistica di Beverly Hills e Sunset Boulevard (divi e dive, registi e sceneggiatori della mecca del cinema degli anni ‘30), ripetutamente citata da uno dei protagonisti del film, un agente cinematografico a cui il vecchio leone ha affibbiato il nome di Phil Stern, probabilmente omaggio postumo al celeberrimo fotografo di Hollywood recentemente scomparso, che pochi (a quanto pare) hanno notato.

La storia si dipana seguendo la decisiva ‘tranche de vie’ d’un giovane giunto da New York a Los Angeles per tuffarsi nel dorato mondo del cinema, dove lo zio Phil distratto e fedifrago, lo assume nella sua azienda come factotum e dove lui s’innamorerà perdutamente prima di ritornare deluso nell’adorata Grande Mela (come non riconoscervi la stessa passione metropolitana di Allen?), e dove alla fine deciderà di piantare le tende come gestore (lui onesto) del Café Society, night club alla moda frequentato dal bel mondo, aperto dallo spocchioso germano gangster passato a miglior vita attraverso la sedia elettrica. Tutt’intorno la famiglia ebrea, più o meno coesa nella buona e nella cattiva sorte.

Le commedie di Allen vivono tutte sull’orlo dell’abisso (“…si può scegliere di ridere di tutto, pur di sporavvivere”, dice). Ma l’assenza della gragnola di battute al vetriolo (la più drammatico-esilarante resta: “La vita è una commedia scritta da un autore sadico”) con cui il vecchio (ma solo anagraficamente) Allen ha nutrito il pubblico dei fans, ne rivelano (già da qualche anno) come un larvato ottundimento della vena creativa, particolarmente dello sceneggiatore e del soggettista, a vantaggio tuttavia d’una mai perduta gradevolezza narrativa, d’una più attenta costruzione formale, di una attenzione all’inquadratura, che ne fanno uno spettacolo a tratti addirittura sontuoso.

Con lo sfoggio d’una eleganza e di una raffinata ricercatezza di costumi, addizionata all’accurata ricostruzione ambientale, sapientemente fotografata (con magnifici contrasti di luminosità) dal nostro grande Vittorio Storaro (qui neofita del regista newyorkese). Ma, come già accaduto in passato, non è affatto certo che il prossimo film non possa scalare nuove, inaccessibili (ai più), vette artistiche Primo film in digitale di Allen presentato in apertura dell’ultimo Festival di Cannes, costato 30 milioni di dollari

Interpreti: Jesse Eisenberg, Kristen Stewart, Steve Carell, Blake Lively, Parker Posey, Jeannie Berlin, Stephen Kunken, Sari Lennick, Ken Stott, Corey Stoll, Anna Camp, Paul Schneider, Sheryl Lee, Tony SiricoMax Adler, Don Stark, Gregg Binkley.

Autore: admin

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