Franco LA MAGNA- Don Chisciotte e lo scudiero “catanese” (al Teatro L’ Istrione)

 

Lo spettatore accorto

 


 

DON CHISCIOTE E  SANCIO PANZA

Lo scudiero “catanese” del cavaliere errante

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Forse inconsapevolmente o con critico senso di riscoperta, Stefano Francesco Russo (regista e attore), riesuma l’immortale, inscindibile, coppia più famosa della letteratura mondiale scritta in prosa narrativa spagnola, cui diede vita (tra il 1598 e il 1604) Miguel de Cervantes y Saavedra, “Don Chisciotte e Sancho Panza”, in questi giorni al Teatro “L’istrione” di Catania. Riscoperta che richiama, più o meno intenzionalmente, il poema in dialetto siciliano “Don Chisciotti e Sanciu Panza” scritto da Giovanni Meli, in cui la figura di Sancho (portatore d’un elementare, rozzo ma efficace, buon senso, tutt’altro che sognatore) tende, inevitabilmente, ad assumere un rilievo inesistente nell’originale.

La “catanesizzazione” di Pancio, piroettante scudiero, operata da Russo su registri decisamente comici che sembrano ricordare personaggi della marionettistica sicula, sonoramente apprezzati dal pubblico della città etnea, tuttavia lungi dall’oscurare la malinconica figura del “cavaliere” ne esalta paradossalmente le diversità e lo spettacolo, necessariamente sottraendo “alla sintassi originale, così caustica, tutti gli innumerevoli personaggi, gli scenari campestri e le situazioni del romanzo epico-cavalleresco…” assume tutta la sua forza drammaturgica dal continuo scontro “dialettico” che contrappone i due personaggi in incolmabili diversità.

Favoriti dalla naturale dissomiglianza fisica, cavaliere e scudiero, ricreano efficacemente quel necessario contrasto (oltre che ideale) corporeo, sensibile, materiale: tanto segaligno, spirituale, lirico, generoso, dalla parlata raffinata, alto e vago l’uno, tanto grossolano e tondo come un otre, volgare e linguacciuto, perennemente incapace di comprendere gli eleganti svolazzi linguistici di Don Chisciotte, l’altro. Un incessante, esilarante, “qui pro quo” su cui Russo costruisce buona parte di questa comica (e drammatica) rivisitazione del capolavoro di Cervantes, forse l’opera letteraria che più d’ogni altra ha prodotto una vera e propria ridda di lavori (c’è perfino una continuazione apocrifa, scritta quando ancora era stata pubblicata solo la prima parte del romanzo) ispirati all’allampanata figura del cavaliere errante della Manchia.

 

“Don Chisciotte e Sancio Panza”, scritto e diretto da Francesco Russo                                                               Personaggi ed interpreti: Valerio Santi (Don Chisciotte), Francesco Russo (Sancio Panza)                                              Scenografia: Valerio Santi; Fonica: Aldo Ciulla; Luci: Ségolène Le Contellec; Costumi: Costumeria L’Istrione

Al Teatro “L’Istrione” di Catania, 14/15/16 ottobre 2016

Autore: admin

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