Francesco NICOLOSI FAZIO- Nuove schiavitù. Falso ideologico ed ipocrisia del potere

 

Nuove schiavitù

 

 

FALSO IDEOLOGICO

 

L’ipocrisia al potere

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La grande coalizione internazionale di potenti che si è unita contro Trump ci fa quasi sperare in una sua vittoria. In particolare la “libera stampa” lavora (gratis?) per fornire prove contro il palazzinaro. Ultime quelle frasi da spogliatoio che si traducono nella summa  del capitalismo mondiale: “I potenti fottono chi vogliono, in tutti i sensi (e sessi)”. Quello che fanno i Clinton, politicamente e fisicamente, non può essere detto in pubblico. Si fa ma non si dice.

Anche Papa Francesco ha rasentato recentemente la ideologia ipocrita dei potenti, quando ha affermato che la famiglia è attaccata dall’ideologia del “genere”, ovvero da coloro che ritengono possibile l’esistenza di famiglie non tradizionali. Facile confutare, nel merito, quanto detto dal Papa, basta soltanto fare un giro nelle città occidentali e vedere la realtà. Quello che risulta fuorviante è invece ciò che non ha detto: la distruzione della famiglia, di ogni genere, è voluta dall’economia mondiale, che ha portato alla grande riforma che sintetizziamo: “Ritorna la schiavitù!”. Se, per essere “attuali”, dovremo lavorare per stipendi insufficienti alla sopravvivenza del singolo lavoratore, come nasceranno le nuove famiglie? Il tutto per lavorare sempre le otto ore giornaliere, che sono tali da un secolo circa. Il Papa conosce la risposta sulla morte della famiglia, intanto però se la prende con le famiglie non tradizionali.

Tutti parlano d’altro. Vengono pure taciuti i dati ISTAT. Nessuno parla della strage di 100.000 italiani morti in più (2015) e sorvola sugli oltre 100.000 giovani che hanno lasciato l’Italia (sempre nel 2015). I grandi economisti, che ci governano, potrebbero facilmente calcolare che i due eventi corrispondono ad un danno concreto per la nazione pari a decine di miliardi di euro, in ordine: al danno delle morti; alla perdita degli investimenti culturali  sui giovani nostri emigrati e, non ultimo, del mancato gettito fiscale di una enorme popolazione attiva (tutti i giovani e buona parte dei prematuri scomparsi).

La capacità dissimulatoria e fuorviante, in Italia, si è incredibilmente istituzionalizzata. Siamo giunti alla follia di un quesito referendario che, come i giornalisti di regime, parla serenamente d’altro. La scheda perentoriamente ed inconfutabilmente afferma che votando SI è certissimo che si otterranno i decantati benefici, che sono invece tutti da dimostrare. Siamo molto vicini alle promesse elettorali e demenziali di Cetto La Qualunque.

Il discorso è purtroppo molto serio. In un vero e proprio “atto pubblico” si travisa la realtà per avere un concreto beneficio di parte. In quanto sulla scheda non si evince alcun riferimento diretto a nessuna delle norme da variare. Un triste gioco delle tre carte, retaggio dei più turpi imbonitori da fiera di paese. Non mancano in Italia i giuristi per valutare i probabili termini di un vero e proprio “falso ideologico”.

Potrebbe essere un argomento di interesse per la Procura competente, che recentemente ha prosciolto ben oltre un centinaio di inquisiti (eccellenti) nelle indagini su “Mafia capitale”. Un ladro di mele sarebbe stato rinviato a giudizio, comunque.

La speranza (sulla giustizia) è sempre l’ultima a morire.

Autore: admin

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