Teatro Quirino di Roma- Dall’18 ottobre, “Amleto” di Shakespeare. Regia di D. Pecci

Teatro Quirino- Compagnia Molière

Presentano

 

DANIELE PECCI       MADDALENA CRIPPA

AMLETO

di W. SHAKESPEARE

Con

ROSARIO COPPOLINO

e con

GIUSEPPE ANTIGNATI, SERGIO BASILE

MARIO PIETRAMALA, MAURO RACANATI

MARCO IMPARATO, VITO FAVATA

MAURIZIO DI CARMINE, MARIACHIARA DIMITRI

PIERPAOLO DE MEJO, DOMENICO MACRI’, ANDREA AVANZI

Adattamento e regia DANIELE PECCI

Costumi di MAURIZIO MILLENOTTI

ELENA DEL GUERRA

Disegno luci di MIRKO OTERI

Musiche originali di PATRIZIO MARIA D’ARTISTA

Aiuto regia RAFFAELE LATAGLIATA

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Un uomo, da solo. Da solo con la sua coscienza. Un compito: la vita. Ma anche la paura, terribile, che immobilizza: la nostra. Esiste il “nostro” futuro? O esiste il destino?

Non è dato sapere.

Almeno per ora, almeno per l’uomo, cosiddetto moderno. Quello che forse conta però, è che queste domande costituiscano un ponte, che collega noi stessi a quell’uomo moderno, a quell’uomo shakespeariano, vissuto nel Milleseicento: siamo sostanzialmente gli stessi.

Note di regia

L’Amleto di Shakespeare è il testo teatrale più importante dell’eramoderna. Vi è in esso un’analisi profonda dell’umano sentire, in rapporto alle problematicità del vivere quotidiano. Meglio di chiunque altro, e soprattutto per primo, Shakespeare è riuscito a raccontare le infinite contraddizioni dell’essere umano, di fronte all’impegno che questo deve assumersi per poter anche semplicemente stare al mondo; affrontare il futuro, il destino, l’amore, le ingiustizie, le controversie, il dolore, la perdita ecc. In esso sono ben dosate le rappresentazioni del mondo grande, lo stato, i grandi destini e temi dell’umanità, e il microcosmo familiare dei sentimenti più intimi e segreti.

In questo senso per me, è il testo più moderno, più urgente, e come tale mi sprona più di ogni altro alla sua rappresentazione, anche in veste registica. Il mio impegno è quello di proporre al pubblico contemporaneo, uno spettacolo contemporaneo. Non già con l’intento di mediare, sovrapporsi, o nella migliore delle ipotesi, aggiungersi, alla miriade di interpretazioni che dal 1601 ad oggi sono state fatte; sarebbe un esercizio di stile fine a se stesso e soprattutto assolutamente vano per il pubblico nuovo, del quale ci sentiamo di dover tenere conto in maniera particolare.

Elemento nodale, è ovviamente il testo: traduzione e adattamento. Leggermente tagliato (durerebbe altrimenti più di quattro ore) ma fedele, non alterato, e con una traduzione atta a esaltarne tutte le possibilità poetiche, ma in una prosa semplice, scorrevole, di facile comprensione, e con una messa in scena e una recitazione che si propongono di essere vicine al nostro mondo, senza simbolismi e sovrastrutture che si frappongano fra i 14 attori sul palcoscenico ed il pubblico.

Dal 18 al 30 Ottobre

Teatro Quirino di Roma

via delle vergini, 7

 

Ufficio stampa Compagnia –  Silvia Signorelli +39.3389918303

signorellisilvia@libero.itfacebookSiSicommunication –twitter @silviasignore

ufficio stampa teatro Quirino Paola Rotunno stampa@teatroquirino.it

Autore: admin

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