Franco LA MAGNA- Il tracollo dei Tang (note critiche su “The Assassin”)

 

Lo spettatore accorto

 


IL TRACOLLO DEI TANG

 

“The Assassin”, un film di Hou Hsiao-hsien

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Ieratico, lentissimo, misterioso, quasi criptico, a tratti fantasmatico, immerso in tendaggi traspartenti o in ubertosi paesaggi naturali. “The Assassin” (2015) insolito wuxia poco guerreggiato del cinese Hou Hsiao-hsien (miglior regia all’ultimo Festival di Cannes) – naturalizzato taiwanese e considerato il principale esponente della nouvelle vague di Taiwan – offre spontaneamente diverse chiavi di lettura, oscillando tra quella “politica” della lotta (cruenta) alla corruzione o ancora della insofferenza e della resistenza avverso il potere centrale, ad una tutta intimista dell’amore irrealizzato della protagonista (“La tua mente è ostaggio dei tuoi sentimenti”, è una delle frasi chiave del film), tema spesso prediletto dal cinema orientale

Ambientato nella Cina dell’VIII secolo (e girato in spettacolari località della Mongolia) durante il tracollo della dinastia Tang, l’opera è anche drammatico dilemma tra obbedienza e sentimento, qui in irredimibile contrasto. Tra Wong Kar-wai e Zhang Yimou, Hou Hsiao-hsien sembra fondare il suo cinema sull’intreccio tra storia e cuore, scavando contemporaneamente nel tormentato passato della nazione cinese e nei torturati meandri dell’animo umano, dando vita ad un’opera nella quale l’azione, pur costantemente presente, resta subordinata alla sofferenza provocata dall’offesa al sentimento, alla fine vincente.

Costumi abbaglianti e colonna sonora anch’essa premiata al Festival di Cannes. Nel 1989 Hou Hsiao-hsien era già stato insignito del Leone d’Oro per il film “Città dolente”, alla 46.a Mostra del Cinema di Venezia.

Interpreti: Chang Chen, Shu Qi, Mei Yong, Zhou Yun,Satoshi Tsumabuki, Ethan Juan, Hsieh Hsin-ying Sheu Fang-yi:

Autore: admin

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