Giuseppe ARDIZZONE- Agorà. Tempi e fasi dell’integrazione eurpea

Agorà

TEMPI E FASI DELL’INTEGRAZIONE EUROPEA

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Conveniamone: siamo troppi in Europa per avviare una politica economica veramente di sviluppo e centralizzata

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In realtà, se osserviamo le scelte relative all’utilizzo dei fondi europei, vediamo che sono sostanzialmente insufficienti e che inoltre si rivolgono verso troppi paesi, in particolare dell’area ex Comecon.
Fu questa, a suo tempo, la grande iniziativa e lungimiranza che permise all’Europa di dare uno sbocco politico ed economico a quei paesi e consentire a tanti lavoratori di circolare liberamente nel territorio europeo.

Non dimentichiamo, inoltre, le delocalizzazioni di tante imprese proprio in quei paesi.
Fare entrare tutti nell’area euro, oltre che nel mercato comune, ha di fatto significato la rinuncia ad un passo avanti verso l’unità politica ed economica.
Non credo che riusciremo più a perseguire questa strada.

Adesso è chiaro che questi paesi vedono come aperti concorrenti quelli nostri vicini del Medio Oriente e Nord Africa e sanno benissimo che degli investimenti destinati allo sviluppo di quell’area possono comportare una distrazione di risorse europee nei loro confronti.

E’ anche vero che l’integrazione dei paesi balcanici ha rappresentato un grande periodo di crescita per l’Europa di cui hanno beneficiato tutti ed in particolare la Germania.

Si potrebbe ipotizzare un restringimento dell’area euro, accoppiata ad una maggiore integrazione politica, ma credo che ormai sia fantascienza .
In questo momento, mi sembra che ogni paese debba in primo luogo tentare una redistribuzione delle ricchezze al proprio interno. Operare sulla strada della razionalizzazione e modernizzazione e tentare di ottenere fiducia dai mercati dei capitali internazionali sia da solo sia con progetti che possono coinvolgere altri paesi specificandone con esattezza e dettaglio il ritorno e la validità dell’investimento.

Ritengo che il Fiscal Compact vada contestato ed alla fine non rinnovato operando anche la soppressione del recepimento nella nostra Costituzione del pareggio di bilancio.

Ciò comporterebbe presto o tardi  la rinuncia all’euro; ma , non è nostra convenienza porre la questione ed, anzi, sarà bene che sia posta insieme ai paesi più forti ed eventualmente con una gestione unitaria del problema.

Quello che si può invece fare è rafforzare l’alleanza per la difesa comune dell’area e per gli accordi commerciali e d’investimento con i paesi terzi.

http://ciragionoescrivo.blogspot.com

Autore: admin

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