Franco LA MAGNA- “Norma” fa la spola (a Catania, al Massimo Bellini e al Teatro Greco-Romano)

 

Lo spettatore accorto*



“NORMA”  FA LA SPOLA

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Di scena a Catania al Massimo Bellini e al Teatro Greco-Romano

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Decorosa, filologicamente ineccepibile, versione di “Norma”, capolavoro di Vincenzo Bellini (rappresentato per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano il 26 dicembre 1831), nel nuovo allestimento con cui il Teatro greco-romano di Catania (chiuso da anni) è stato restituito alla città e riaperto in data 23 settembre (giorno della morte del “Cigno”).

L’opera scritta dal librettista fetish di Bellini, Felice Romani, ma dal compositore catanese ampiamente rettificata (nella tragedia di Soumet – principale fonte letteraria – la sacedotessa-Medea uccide i figli, nell’opera lirica si sacrifica insieme al seduttore pentito) è stata replicata il 25 (ma, a causa del maltempo, al Teatro Bellini) e il 27.

Un tris di rappresentazioni seguitissime dal tradizionale pubblico melomane della città etnea che non ha mancato di tributare calorosi consensi sia all’assortito team degli interpreti che all’orchesta diretta da Ivo Lipanovic.

Ai struggenti duetti di Norma (la catanese Daniela Schillaci, che ha restituito al personaggio la dolorosa e intensa dimensione drammatica) e Adalgisa (resi ancor più appassionati da una regia che ha puntato soprattutto all’umanizzazione dei personaggi, coinvolti in questa tragica vicenda d’amore e morte), all’accorata esecuzione di alcune delle arie più famose (prima tra tutte la celeberrima “Casta Diva”, che la leggenda vuole riscritta una di volte) o all’irruenza della sinfonia iniziale, un’ulteriore apprezzta sorpresa è stata l’esecuzione della “Preghiera” che segue al coro “Guerra, guerra!”, molto spesso non eseguita. Voci femminili, in complesso, più armoniose e convincenti delle maschili.

Piuttosto “ingolato” il tenore (Bellini, come è noto, immaginò per il ruolo di Pollione un “baritenore” e per quello di Oroveso, padre di Norma, un “basso profondo”). Da segnalare, per quanto (ma così vuole l’opera) poco impegnato, l’esecuzione di Giuseppe Costanzo (Flavio), anch’egli catanese. All’ essenziale (ma efficace) allestimento scenico non fanno da pendant i “fantasiosi” costumi.

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“Norma” di Vincenzo Bellini. Libretto di Felice Romani

Regia Giandomenico Vaccari   Direttore Ivo Lipanovic Norma (Danile Schillaci) Adalgisa (Marina De Liso) Pollione (Sung Kyu Park) Oroveso (Abramo Rosalen) Flavio (Giuseppe Costanzo) Clotilde (Sonia Fortunato)

*ha collaborato Nunzio Barbagallo

Autore: admin

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