Furio FOSSATI- Cinema. Due film recenti (“Demolition”, “Trafficanti”)



Lo spettatore accorto*

 



DUE FILM RECENTi


Demolition”

Demolition: Amare e vivere

Regia  di Jean Marc Vallée

Jake Gyllenhaal, Naomi Watts, Chris Cooper, Judah Lewis, Heather Lind, Polly Draper, Wass Stevens, Hani Avital, Tom Kemp, Lytle Harper, Stephen Badalamenti, George J. Vezina, Ben Cole, Gregory Haney, Brendan Dooling, Celia Au.

****

Il cinquantatreenne regista canadese Jean-Marc Vallée offre ulteriore corpo ai dubbi di chi pensa sia stato sopravvalutato. Incendiamoci, i suoi due titoli più noti hanno entusiasmato parte della critica, ma non necessariamente devono essere valutati come capolavori anche se C.R.A.Z.Y. (2005) risulta essere tuttora un buon film con le sue storie straordinarie di gente ordinaria in cerca d’amore e felicità.

C’era un refolo di originalità in una commedia drammatica tutto sommato convenzionale. Stesso discorso per il biografico Dallas Buyers Club (2013) che aveva emozionato più per la storia che non per il valore assoluto del film. Qui non può contare su di una sceneggiatura di buon livello – Bryan Sipe non sa maneggiare la complessità della vicenda da lui stesso pensata – e ogni cosa scivola verso un deludente insieme di momenti più didascalici che non realmente drammatici. In pratica, racconta il dolore ma non ce ne fa partecipi, dice di un amore senza farcene provare l’eventuale intensità.

L’inizio fa bene sperare, con ritardi tra immagine e racconto, per rendere al massimo la situazione di disagio emotivo del protagonista: nel montaggio le inquadrature si aprono sempre un attimo dopo o vengono interrotte troppo presto, lasciando che i margini delle immagini si carichino di quel vuoto di cui il vedovo è ricco con i suoi tanti dubbi e, forse, anche dolore. La morte della moglie sconvolge il suo modo logico ed un po’ freddo di valutare la vita: ogni cosa da lui fatta è probabilmente legata all’esigenza di essere un borghese senza problemi, ben accetto a tutti. Da questo momento, per un tempo che pare interminabile, seguiamo l’uomo nella sua vita sbandata in cui ogni cosa non lo soddisfa, dove si trova ad affrontare l’esistenza non come la immaginava e la viveva, ma in una realtà difficile da capire e da accettare. I dubbi sono tanti ma questa situazione di disagio non crea interesse, solo una certa noia.

Anche le missive inviate ad una società di distributori automatici vengono dette e non fatte vivere; eppure, sono la base per la storia principale, quella che occupa ben più della metà del film. Lui che in ospedale, sconvolto nelle sue sicurezze dall’incidente automobilistico di cui si sente in parte colpevole e in cui la moglie muore, si arrabbia non poco perché non riesce ad avere un genere di conforto in un momento in cui gli sarebbe stato utile anche psicologicamente. Da qui l’incontro casuale con un’altra persona infelice come lui. Bravo Jake Gyllenhaal che fa di tutto per dare interesse al suo personaggio, deludente Naomi Watts incapace di credere in quello che dice.

Un uomo di successo fatica a ritrovare equilibrio dopo la tragica morte della moglie. Nonostante sia continuamente spronato dal suocero a reagire, non riesce a riprendersi. Quello che nasce come un banale reclamo a una società di distributori automatici si trasforma in una serie di lettere, nelle quali l’uomo fa delle confessioni personali inquietanti. Le lettere catturano l’attenzione della responsabile del servizio di assistenza ai clienti e così due perfetti sconosciuti si uniscono in un legame molto profondo, che diventa per entrambi un’ancora di salvezza. Con l’aiuto della donna e del figlio quindicenne, inizia lentamente a ricostruire la sua vita, demolendo quella di un tempo.


“Trafficanti”

Trafficanti

Regia Todd Philips

Con Jonah Hill, Miles Teller, Ana de Armas, Kevin Pollak, Bradley Cooper, Barry Livingston, Shaun Toub, JB Blanc, Ashley Spillers, Barbra Roylance, Brenda Koo, Ashli Haynes, Roman Mitichyan, Mehdi Merali, Julian Sergi, Jasmine Golden, Lucas Di Medio.

****

La Warner Bros. ha investito molto in questo progetto di Todd Phillips e gli ha permesso di lavorare sereno con famosi professionisti. Il regista ha riunito vari suoi ex collaboratori della trilogia di Una notte da leoni, tra cui il direttore della fotografia Lawrence Sher, lo scenografo Bill Brzeski e il montatore Jeff Groth. A far parte del team anche il costumista Michael Kaplan (Star Trek, Star Trek: Into Darkness).

A questo va aggiunta la bravura di Cliff Martinez (Drive, Traffic) abile come pochi nel mixare musiche non originali in un impasto di grande presa emotiva. Trafficanti è una commedia divertente, piena di ritmo ma venata di una certa drammaticità, quasi a volere siglare un distacco del bravo regista dal suo mondo narrativo che del demenziale ha fatto il suo linguaggio preferito. Si parla di guerra senza mai realmente farla vedere, come del resto nei suoi film precedenti accadeva per le bravate. L’abilita di questo autore è saper raccontare come pochi, inserendo colpi di scene che potrebbero essere logici ma che, in mano sua, appaiono quasi sempre imprevedibili. Tutto si svolge nel 2008 con la guerra in Iraq che si dimostra essere un affarone anche per i trafficanti di armi, con politici senza troppi scrupoli, mediatori che sono nella lista nera dei terroristi e due giovanissimi che fiutano l’affare e diventano improbabili, ma veri, piccoli boss del mondo pericoloso dell’armamento.

Non amano la guerra – uno ha sempre preso posizione contro – ma di quel drammatico evento vedono solo i possibili sviluppi finanziari, il facile guadagno, l’opportunità di realizzare in fretta il sogno americano, arricchirsi velocemente e diventare persone diverse. Sono impreparati per il mondo degli affari, ancora meno per affrontare il microcosmo di quel mercato in cui gli interessi sono altissimi ed il gioco può divenire pericoloso. Eppure, con la fortuna che aiuta gli audaci, riescono a barcamenarsi, a guadagnare moltissimo, a pensare di esserci riusciti. Uno è più scafato e valuta il mondo solo per quello che gli può rendere, l’altro non dimentica mai di essere un bravo ragazzo ma deve guadagnare perché la sua compagna è rimasta incinta. Sullo sfondo di Miami – ma c’è anche un amarcord a Las Vegas – il film si dipana con ottimo ritmo, con una lunga scena piena di tensione in Iraq. I due protagonisti, Jonah Hill e Miles Teller, sono strepitosi e creano una coppia vincente dai tempi perfetti sia sul versante comico sia su quello drammatico.

Trafficanti racconta di due amici poco più che ventiduenni, che vivono a Miami: siamo nel 2008 segnato anche dalla Guerra in Iraq. I due, sfruttando un’iniziativa del governo che offre alle piccole imprese contratti di fornitura alle Forze Armate, iniziano a firmare contratti marginali che permettono loro di racimolare ingenti somme di denaro. Vivono nel lusso, si permettono una vita esagerata fino a quando non stringono un accordo da 300 milioni per armare l’esercito. Accordo che porterà la coppia in contatto con persone ambigue e poco raccomandabili. Tra queste, esponenti del Governo americano che dimostreranno di potere essere molto pericolosi.


*Ringraziamo F. Fossati, collega di Cinemasessanta e Cinemaeteatro.com

Autore: admin

Condividi