Francesco NICOLOSI FAZIO- Niente sesso! Siamo greci (Valentina Ferrante rielabora Aristofane)

 

Teatro d’estate

 

 

NIENTE SESSO! SIAMO GRECI

dionisiache 2016, Trapani, Cultura

“lYsistrata”*

Adattamento da Aristofane di Valentina Ferrante.  Regia: V. Ferrante e M. De Grandi

Con: Giovanna Criscuolo, Micaela De Grandi, Valentina Ferrante, Federico Fiorenza, Massimiliano Geraci. Giovanni Rizzuti.  Musiche: Luca Mauceri.  Elementi di scena: M. De Grandi, S. Ferrante  Costumi: Nunzia Capano  Assistenti alla regia: R. Andronico, L. Nicotra Produzione: Banned Theatre

* La Y, come nella locandina, rimanda al pube femminile.

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La corte Mariella Lo Giudice, all’interno del Palazzo della Cultura di Catania, ben si presta alla stagione teatrale estiva. Immaginiamo che miglior effetto ha avuto lo spettacolo di Valentina Ferrante a Segesta, nello splendido teatro greco dove è già andato in scena. Come ci assicura l’Assessore Licandro, la prossima stagione di “èstate in città”, potrà anche fruire del teatro antico catanese. A giorni “La Norma”. Una buona notizia, “rara avis”.

Per chi non ricorda la trama: Per far cessare la guerra del Peloponneso Lisistrata convoca tutte le donne della Grecia in guerra per lanciare una geniale iniziativa di pace: le donne greche si asterranno dai rapporti sessuali fin quando non finirà la guerra. Alla guerra vera, segue la guerra dei sessi. Con spunti per segnare le esilaranti differenze millenarie tra uomo e donna. La pace giungerà in entrambi i fronti.

Snello e moderno l’adattamento dell’opera di Aristofane. Una scena leggera che consente un caleidoscopio di movimenti attoriali che hanno certamente avuto un moltiplicato effetto nella cavea di Segesta. Uno spettacolo bello ed impegnativo per i sei attori che, nel rimarcare la universalità dei temi trattati, si alternano anche nel genere dei personaggi, aggiungendo ilarità alla vicenda. Scelte cromatiche interessanti, con citazioni dell’arte moderna (il totem-fallo decorato alla Mirò) e riferimento espliciti al “motore” della volontà maschile, motore che, quando “gira a vuoto”, può portare a comportamenti demenziali e, nei casi meno gravi, all’orchite; anche in quel caso il colore (in scena) è un esplicito azzurro intenso.

Giovanna Criscuolo impersona una moderna Lisistrata, con notevole presenza di scena; Micaela De Grandi dà anche  bella voce alla versione musicale dei cori; Valentina Ferrante, comicissima, ci ricorda che “grottesco” è aggettivo al maschile; Federico Fiorenza gioca con i due aspetti del genere della vicenda; Massimiliano Geraci riempie la scena con saggi movimenti e studiate variazioni di tono; Giovanni Rizzuti si sdoppia mostrando l’altra faccia del grottesco.

Una serata bella e fortunata, che ha fatto godere di un clima raro, sia meteorologico che culturale, in una città che chiede teatro e spettacoli e vede invece che tanti spazi stanno chiudendo. Un dato (SIAE) su tutti: la città di Catania, a fronte di incassi pari a circa la metà di Palermo, ha il 50% in più di rappresentazioni della capitale nostra. Un teatro vivo, diffuso e capillare, quello catanese, che non viene aiutato dalle autorità regionali.

Possiamo soltanto sperare nell’iniziativa dei singoli artisti.

Autore: admin

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