Francesco NICOLOSI FAZIO- Catastrofi italiane, terremoti professionali

 

A che punto è la notte*

 

 

 

TERREMOTO PROFESSIONALE

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Catastrofi italiane: Una ovvia conseguenza.

 

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A meno di un mese dal terremoto, ultima catastrofe italiana, tutte le condizioni generali al contorno dell’evento convergono comunque su una osservazione quasi evidente: l’Italia soffre una realtà di degrado ed abbandono complessivo, dove le professioni tecniche non riescono ad incidere sul territorio di tutto il paese, con una rara e triste unitarietà che accomuna il nord al sud.

Anche nell’ambito mediatico della vicenda, l’apporto dei professionisti è stato ininfluente. Se si tratta di problemi di economia vengono convocate coorti di esperti che (tra l’altro) ci convincono che, se l’economia va male, è sempre colpa dei governati, non degli esperti. Nel caso dei disastri si verifica invece proprio il contrario: la caccia al tecnico colpevole, senza mai dare, inoltre, il giusto spazio all’esperienza dei professionisti del territorio.

Difatti in TV ci è capitato di assistere a servizi sul terremoto che segnalavano, come prove di “dolo”, elementi di normale tecnica costruttiva: giunti tecnici ovviamente guarniti verticalmente con polistirolo, strutture d’acciaio che resistono meglio dei tamponamenti, solai in C.A. che resistono meglio delle murature portanti; risultati quasi ovvi, presentati come prove di cattiva esecuzione.

Quasi nessun specialista è stato consultato in questi servizi TV, sostanzialmente depistanti. Come sempre il paese si è dimenticato delle professioni tecniche.

Inoltre la voluta crisi decennale dell’edilizia ha aggravato le condizioni generali: degrado del territorio, mancanza di infrastrutture, invecchiamento del patrimonio edilizio; ma soprattutto nessuna prevenzione, sia anti-sismica che ambientale, o magari per pensare di ricostruire l’equilibrio idro-geologico.

Come da tempo lamentiamo si ha, al contempo, oltre al degrado, una crisi occupazionale che dilania milioni di italiani, tra operai, tecnici ed imprenditori, crisi che è l’esatta misura del disinteresse politico, sia verso le nuove generazioni, che verso il territorio.

Un minimo di prospettiva può nascere se il governo darà veramente ascolto a quanto proposto dalla “Rete delle Professioni Tecniche”in sede di “Consultazioni per il progetto Casa Italia, lo scorso 6 c.m. alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (Renzi). Ma siamo ancora alla “Proposta per la definizione di un piano di prevenzione del rischio sismico”

Nonostante tutto e nonostante il colpevole disinteresse dei centri di potere, crediamo nella nostra professione, impegnandoci in ogni ambito con quel minimo di dignità e coerenza che ci è concessa (tanti tecnici sono accorsi nelle zone del sisma) e  portando sempre e comunque iniziative e proposte per cercare di migliorare il destino della nostra terra.

*L’autore rappresenta la Libera Associazione Ingegneri

Autore: admin

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