Umberto ROSSI- Vivere male a Bucaret (“Un padre, una figlia”, un film di Cristian Mungiu)

Cinema d’estate*
VIVERE MALE  A BUCAREST
Un padre, una figlia

“Un padre, una figlia” un film di Cristian Mungiu
Interpreti: Vlad Ivanov, Maria-Victoria Dragus, Ioachim Ciobanu, Adrian Titieni.

****

Un padre, una figlia (Bacalaureat, Il diploma) di Cristian Mungiu ha vinto ex – aequo il premio alla Regia dell’ultimo Festival di Cannes, La stesso cineasta si era aggiudicato, nel 2007, la Palma d’Oro della medesima manifestazione con 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni (4 luni, 3 saptamani si 2 zile).

E’ un’opera che conferma il momento felice attraversato dal cinema rumeno. Tutto ruota attorno ai pochi giorni in cui si svolgono gli esami di diploma in un quartiere di una cittadina alla periferia della cittadina transilvana di Cluj. Qui un medico che ha compiuto ogni sforzo, assieme alla moglie, affinché sua figlia sia accolta in una prestigiosa università inglese. Il professionista appartiene alla generazione che, come dice lui stesso, ha fatto di tutto perché il paese si trasformi in una nazione moderna dopo il buio della dittatura di Nicolae Ceaușescu.

La studentessa, per aver diritto alla ad essere accolta nella prestigiosa istituzione britannica deve ottenere una votazione con un minimo di diciotto ventesimi in ogni materia. Il giorno prima dell’esame la ragazza subisce un’aggressione a scopo di rapina con il malvivente che le rompe un braccio. Ora ha difficoltà scrivere e la prova, stabilita a livello nazionale, non può essere rinviata. Fa l’esame, ma sia per il trauma subito poche ore prima sia per altre regioni ottiene la sufficienza, ma con un punteggio inferire a quello richiesto. A questo punto il padre muove le sue conoscenze per farle alzare il voto e finisce coinvolto in un’inchiesta per corruzione che riguarda gli alti personaggi a cui si era rivolto.

La cosa disgusta ancor più la ragazza che, di fatto, rinuncia alla possibilità di andare a studiare all’estero. Nel frattempo anche la famiglia, già in equilibrio precario causa un’amante del professionista, si sfascia completamente rivelando un panorama di macerie morali e materiali che, forse, serviranno per una nuova nascita. Il film offre un quadro spietato e terribile della Romania dei nostri giorni. Ciò che più colpisce è l’inutilità degli sforzi per rimuovere ogni illegalità in un sistema che sembra aver fatto della corruzione l’unica regola rispettata da tutti.

Un panorama dominato da cumuli di macerie, appartamenti fatiscenti, uffici pubblici e ospedali degni del terzo mondo. La regia rappresenta questa realtà senza nascondersi dietro a veli o pretesti e lo fa con la semplicità di un realismo sconvolgente. Una menzione particolare meritano le prestazioni di un cast – da Adrian Titieni a Maria Drăguş a Lia Bugnar – di grandissima efficacia. (*Cinemasessanta\cinemaeteatro.com)

Autore: admin

Condividi