Gianfranco MIGLIO PICCHETTO- Nomadi stanziali (racconto breve)


Io racconto


 

NOMADI STANZIALI


Comunque, i ladri vengono per nuocere

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La mia tesi di Laurea su “Manigoldi sciacalli e truffatori nel corso dei secoli (ma specialmente in questo)”  che porto avanti da anni senza mai concluderla, la notte scorsa ha avuto una spinta decisiva. Ero in crisi profonda  per il fatto di essere un Fuori Corso dal 1962, tasse pazzesche, ecumeniche per rimanere tale: ho dovuto svendere ad un barbone la mia squallida garconniere di  via della Luce a Trastevere. Non volevo rimanere un non-laureato come Benigni, Dario Fo, Zuckerberg,  Steve Jobs . Per Mentana passi pure. Alberto Moravia si è laureato verso i 60 anni, ecco perché  per me la speranza di riuscirci  non muore. La laurea per me era, ed è, una questione di principio: ‘a voglio sempre ‘a  voglio, fortissimamente ‘a voglio . A costo di metterci una vita per ottenerla (infatti, ci siamo quasi).  Dicevo della  “scossa”  alla mia tesi.Ve ne chiacchiero in breve.

La notte scorsa ho avuto una visita di cortesia, seppure senza preavviso. A dire il vero, ho sempre odiato chi si presenta in casa senza nemmeno una telefonata. Tra l’altro ad un’ora impossibile. Le tre di notte. Volenterosi apprendisti, forse nomadi (che però tali non sono visto che sono stanziali soprattutto lungo la linea Roma-Viterbo)  Immagino siano venuti con guanti di lattice e piedino di porco, un beauty-case con cacciaviti, passepartout e qualche grimaldello.  Tanti anni fa i nostri nonni li chiamavano “ladri”,  sovente con tono spregiativo.

Il mestiere del ladro è molto faticoso, rischioso. Lo chiedo a chi sta leggendo: tu lo faresti?  Lo sai che se rubi  manco ti danno le marchette? Niente pensione né scivolo se lasci il lavoro prima. Per fortuna le cose sono cambiate: è il progresso: Renzi, il nostro Pinocchione del Consiglio, ha depenalizzato il furto essendo le carceri sono troppo affollate. Dev’essersi chiesto “perché noi politici fuori  e loro no?”. Ma lasciamo stare, qui si deraglia dal tema iniziale.

Nella tesi avevo scritto delle truffe rimaste nella storia, di  raggiri clamorosi (leggi vendita della via Appia, Vanna Marchi ecc..) , scippi al rallenty  e, visto che c’ero, delle Rapine del Secolo (dunque anche dei prelievi  forzosi notturni sui conti correnti ai tempi di Amato, poveri ricchi,  o delle tasse sull’immondizia, sempre attuali). Pensavo di avere detto tutto o quasi nella Tesi, quando stanotte sono arrivati i cosiddetti ladri (perché è così che ancora li chiamano, mentre io opterei per “arrampicatori  sociali ma non troppo”), penetrati nella stanza da letto mentre dormivo.

Debbo dire che si sono comportati da veri gentleman, anche perché non mi hanno interrotto il sonno, cosa che odio. Questi i fatti: sono entrati come ballerini in punta di piedi, dei piccoli Roberto Bolle,  mentre dormivano in camera da letto intercettando increduli un meraviglioso scrigno pieno di collane. Valore massimo 200 mila lire del tempo accumulati in 30 anni di vita, ora con la recessione se le vai a vendere all’usato ci fai al massimo 15 euro. Infatti le hanno lasciate, gettandole nel prato di casa. Hanno ignorato (ferendole nell’orgoglio) 2 macchine fotografiche semi-nuove e la videocamera poste rispettivamente sul tavolo del salone a sulla libreria posta all’ingresso di casa!

Accanto alla videocamera c’era un orologio da muro sbilenco, incollato malamente con lo scotch,  tenero ricordo di mia madre: quello si che  lo hanno preso, salvo sbatterlo in terra lungo la via di fuga. Strana cosa; forse hanno pensato, acutissimi, che all’interno contenesse un tesoro, una mappa. Hanno guardato qua e là ma poi, con 60 euro trovati in una borsetta, se ne sono andati, lasciandoci una marea di carte di credito (senza credito). Ma tu dimmi, mi rivolgo al sindacalista che è in te, non credi che sia peggio del Caporalato?

Si può fare tanta fatica per miseri 60 euro con tutto quel rischio? Scalare un albero graffiandosi le mani, povere scimmie descimmiate, scavalcare muretti col filo spinato, sfasciare serrature con la vaselina per non fare rumore, un lavoraccio! Un fabbro avrebbe preso il doppio.  E dove le metti le spese per le duracell, l’usura delle scarpe da tennis, il sonno perduto?  Da quando i sindacati sono scomparsi lo sfruttamento è triplicato, vergogna Camussi e Barbagalli. Una cosa è certa  “non esistono più i ladri di una volta”-

Autore: admin

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