Francesco NICOLOSI FAZIO- Monnezzari. Rifiuti Europa

 

Monnezzari

 

 

RIFIUTO EUROPA

La Brexit porterà la UE ad una onesta politica ambientale?

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Circa 30 anni fa la Libera Associazione Ingegneri organizzò un convegno internazionale dal tema: “I rifiuti solidi e liquidi”. Walter Ganapini  ci regalò il suo libro “La risorsa rifiuti”…, mentre sugli incenerimenti relazionò un inquietante prof. KrAuschwitz (vero il cognome!)…  Scherzi a parte, rileggendo l’articolo, che allora ci pubblicò la rivista nazionale degli Ingegneri Italiani, sembra che il tempo sia passato invano. Montagne di rifiuti solidi, laghi di rifiuti liquidi, ancora oggi. Per questi ultimi la situazione è molto più disastrosa, anche perché la realtà non è percepibile come la “mondezza”: in Italia oltre il 60% delle abitazioni non è allacciato alle pubbliche fognature, come l’Europa impone e sanziona; inoltre i depuratori, quando ci sono, sono molto mal gestiti.

Nel settore dei rifiuti solidi (dagli effetti più appariscenti) si combatte l’eterna lotta tra i “ruspisti” (operatori locali che gestiscono le discariche) ed i “bruciatori”, coloro che detengono i pochi brevetti di inceneritori (oggi si usa il termine fuorviante e cacofonico di “termovalorizzatori) e vorrebbero venderci i macchinari “chiavi in mano”, per qualche miliardo di euro ciascuno, con “ricariche” del 100%. Intanto l’Europa sanziona anche per gli RSU. I rifiuti viaggiano…….

In trent’anni cosa è cambiato? Solo una nuova particolare speculazione che riguarda la raccolta differenziata. L’Europa, non si sa bene perché, impone una raccolta differenziata al 50%, senza poi assolutamente preoccuparsi di come riutilizzare la ormai celeberrima “Risorsa rifiuti”. Basti pensare che in Sicilia, già con solo il 10% della raccolta differenziata, la carta (da riciclaggio!) va spedita in continente, in quanto in passato si sono fatte chiudere le  grandi cartiere siciliane, per favorire le Marche. Anche per il ferro, un tempo, si è tentato di eliminare le acciaierie siciliane, creando anche qui la mancanza di industrie per il conferimento e la conseguente scomparsa dei piccoli privati che operano nella raccolta, L’obbiettivo oggi invece è stato raggiunto in grande stile, in quanto il governo sta facendo scomparire l’intera acciaieria italiana con Taranto in testa. Pertanto la raccolta differenziata di carta e ferro, che si è sempre svolta in Italia da quasi un secolo, non trova gli sbocchi logici di un tempo, quando si pagava anche al singolo cittadino un prezzo al chilo per carta e ferro. Con la perfetta strategia dell’UE si raggiungono risultati volutamente disastrosi.

Scomparendo l’industria italiana (dimezzamento della produzione industriale in 20 anni!) tutto quanto raccolto con la differenziata è destinato a viaggiare in giro per l’Europa, con costi tendenti ai 200 euro la tonnellata. I viaggi e gli spostamenti coatti  dei rifiuti ricordano un’altra fiorente attività di questa epoca; i migranti, che, come Carminati insegna, rendono più della droga. Queste attività, sempre finanziate dall’UE, sono caratterizzati da modesti investimenti ed altissima resa, mediante la gestione di strutture molto elastiche (cooperative e consorzi privati) e vicine ai poteri concreti dell’Europa. Si presume che Cantone stia indagando, stante le possibili altissime “percentuali” che qualcuno riesce a tirare fuori.

Nei grandi numeri la follia è evidente, con oneri di 200 euro la tonnellata i rifiuti costano quanto il petrolio, ancorato alla onesta quotazione di 50 dollari al barile (circa 200 litri).

Non è dato sapere che fine facciano tutti i rifiuti differenziati, speriamo che almeno vadano in discarica. Certamente l’organico, che è la componente più inquinante, non ha alcuna catena di utilizzo. Si dovrebbero realizzare gli impianti di compostaggio per cercare di offrire (gratuitamente) all’agricoltura un discreto ammendante e nulla  più. Nello specifico chi vi scrive iniziò le opere per un impianto di compostaggio, con fondi FIO 88. La mafia si oppose, l’opera non si realizzò, ma il dubbio era sempre quello: a chi regalare il compost? Oggi la situazione è appesantita dalla crisi mortale dell’agricoltura italiana, che certamente del compost non sa che farsene

L’Europa delle follie è stata già intimata di sfratto dall’esito della Brexit. Un primo segnale di ravvedimento è stato quello di non applicare sanzioni a Spagna e Portogallo che hanno sforato il limite di deficit. Invece di sanzionare, l’Europa dovrebbe incentivare gli investimenti per l’ambiente in modo serio e costruttivo. Basta con le sciocchezze costosissime come la raccolta porta a porta. Ripartiamo con gli investimenti. Altrimenti rifiutiamo l’Europa dei rifiuti, per pochi molto lucrosi.

Autore: admin

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