Caterina BARONE- Teatro d’estate. Da Monticchiello a Radicondoli

 

Teatro d’estate


 

DA MONTICCHIELLO A RADICONDOLI

Manifesto 2016 - Notte di Attesa

Due Festival  frugali, di prestigio e lungo corso

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Monticchiello e Radicondoli sono due piccoli comuni in provincia di Siena. Il primo (che in realtà è l’unica frazione del comune di Pienza) supera di poco i 200 abitanti, il secondo non arriva a 1000, eppure entrambi occupano un posto significativo nel panorama teatrale italiano. A Monticchiello, infatti, gli abitanti fanno teatro – Teatro Povero- in prima persona dal 1967 (questo è il cinquantesimo anno), scrivendo un testo e mettendolo in scena, mentre a Radicondoli si festeggiano i trent’anni del Festival che ogni estate propone spettacoli aperti alla contemporaneità e capaci di gettare uno sguardo non superficiale sulla realtà che ci circonda.

L’autodramma di Monticchiello (questo il nome che dagli anni Settanta viene dato alla performance) edizione 2016 (in scena fino al 14 agosto con esclusione di lunedì 1) ha un titolo fortemente evocativo, Notte di attesa, e si incentra sul concetto di “assedio”. Gli abitanti di questo borgo medievale della Val d’Orcia mettono in scena se stessi, e insieme con loro anche noi, interrogandosi sulla difficoltà del viveree sulle pressioni che in questi momenti così difficili vengono dall’esterno ma che possono anche essere destabilizzanti pulsioni che alberganodentro ciascuno. Circondati da mura pericolanti, destinate a cadere, gli attori condividono col pubblico il bisogno di capire e al tempo stesso di trovare delle possibili risposte e una capacità di resistenza per fronteggiare l’angoscia dilagante.

Il Festival di Radicondoli, in programmazione fino al 29 luglio su progetto di Massimo Luconi, ha presentato in apertura una serie di concerti articolati su generi diversi: dalla cantante senegalese Mama Sadio, per la prima volta in Italia in esclusiva per il festival, accompagnata da Samba Diara alla chitarra, che unisce il folk e la tradizione ai nuovi ritmi africani, a Stefano Saletti& Banda Ikona che traduce in suoni i drammi dei migranti, a Giulia Mazzoni, giovane pianista e compositrice, interprete di un viaggio musicale tra passato e presente attraverso stili diversi (musica classica, pop, rock).

Tra i numerosi appuntamenti (programma completo su www.radicondoliarte.org), da segnalare i “racconti” di guerra Di fronte al fronte, uno spettacolo su frammenti di vita italiana nel triennio della prima guerra mondiale (1915/1918) di Andrea Capecchi e Alessandro Magni, interpretato e diretto da Francesco Dendi, e La fisarmonica verde, la storia di Gavino Satta, ricostruita dal figlio Andrea, che ripercorre l’internamento del padre nel campo di concentramento di Legenfeld durante la seconda guerra mondiale. Impegno civile caratterizza Indignati. Prediche di Savonarola nella rielaborazione di Stefano Massini, una lettura-spettacolo con don Andrea Bigalli, don Fabio Masi, don Alessandro Santoro e suor Stefania Leda Baldini, accompagnati all’arpa celtica da Stefano Corsi.

Suggestivi i trekking poetici Shakespeare nel bosco, guidati da Anna Scommegna, Laura Marinoni, Federica Fracassi. Serata clou venerdì 29 luglio col Premio Garrone; la replica di Nina, testo e regia di Nicola Russo che con Sara Borsarelliri percorre il concerto di Nina Simone al Montreux Jazz Festival del 1976; e ancora Geppetto e Geppetto, scritto e diretto da Tindaro Granata sul tema della paternità in una coppia omosessuale; infine, Il generale di Emanuele Aldrovandi, con la regia di Ciro Masella, sui temi del terrorismo e del pretestuoso “scontro di civiltà”.

In chiusura, sabato, tavola rotonda su Un festival lungo 30 anni, e Fausto e Anna, concerto recital con Fernando Maraghini, dall’opera di Carlo Cassola.

Autore: admin

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