Redazionale- DdL Cinema e Audiovisivo. Inaccettabile


Dalla rivista “Diari di Cineclub” riceviamo e solidariamente diffondiamo



DdL Cinema e Audiovisivo

 

 

DISCRIMINATORIO, INACCETTABILE, DA MODIFICARE

La sede

 

La 7a Commissione Senato: concluso l’esame sul DdL cinema e audiovisivo. Escluse le Associazioni Nazionali di Cultura Cinematografica dal contributo specifico già presente nella passata legge, intanto una “cicogna” deposita un emendamento che interpone le sale ecclesiali e religiose alla funzione specifica di rappresentanza del pubblico delle stesse Associazioni

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La 7a Commissione Istruzione e Cultura del Senato ha concluso, in data 21 Luglio, l’esame in sede referente del DdL n. 2287, recante la “Disciplina del cinema e dell’audiovisivo”. Nel disegno globale, sul quale diverse sarebbero le note critiche, vi è la cancellazione della funzione storica di rappresentanza del pubblico da parte delle Associazioni Nazionali di Cultura Cinematografica (nove quelle riconosciute dal MiBACT).

Finora, nell’ambito della ripartizione della quota del FUS destinata annualmente al settore Cinema, gli unici enti di promozione beneficiari di un contributo specifico (oltre alla “Biennale – Cinema”, all’I”Istituto Luce – Cinecittà srl” e alla “Fondazione Centro Sperimentale Cinematografia”) erano le Associazioni nazionali, uniche rappresentanti del pubblico e dei principi di un associazionismo costituzionalmente riconosciuto e finalizzato esclusivamente allo sviluppo della cultura cinematografica senza scopo di lucro.

Con il DdL Franceschini, ispirato a logiche di potere ormai vecchie, le uniche a non avere questo riconoscimento e un contributo specifico nell’ambito del FUS, saranno proprio le Associazioni nazionali. È paradossale che uno Stato democratico, invece di favorire il pluralismo culturale delle Associazioni, riconosca solo la specificità autoreferenziale degli enti che controlla direttamente.

La volontà di ridurre a comprimari le Associazioni e i lori circoli è testimoniata dall’improvvisa presentazione di un emendamento (spuntato all’improvviso e già approvato dalla Commissione), che inserisce nel paragrafo specificatamente dedicato alle AANNCC anche norme che riguardano le sale ecclesiali (cioè religiose).

Tale emendamento – molto confuso perché scritto nello stile della nuova costituzione – appiattisce inoltre l’attività di promozione dei circoli riducendola al mero esercizio cinematografico, confondendo, depotenziando e svilendo la specificità di tutto l’associazionismo nazionale nell’ambito della cultura cinematografica e della formazione del pubblico.

La domanda che viene spontanea è la seguente: era proprio necessario confondere il “sacro” delle sale religiose con il “profano” delle Associazioni Nazionali? Ma queste sale non sono già beneficiarie dei premi del settore d’essai? Non sarebbe più corretto occuparsene nell’articolo dedicato alla ‘Valorizzazione delle sale cinematografiche’?

La prossima settimana si concluderà, molto probabilmente, la discussione definitiva sul DdL al Senato. L’auspicio è che ci sia una seria riflessione su tutto l’impianto complessivo del DdL, che ci sia la cancellazione dell’emendamento sopra descritto e che venga recuperato il riconoscimento pieno che le nove Associazioni Nazionali di Cultura Cinematografica meritano.

 

-In alto, foto della sede del Ministero Beni Culturali

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Autore: admin

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