Turi PITTERA- Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro (futuro, futuribile e ‘critofilm’)


Rassegne estive



PESARO, MOSTRA DEL NUOVO CINEMA

  • #3 - Zone temporaneamente autonome

52a edizione- Futuro, futuribile e ‘critofilm’ in doviziosa sventagliata di proposte, nel segno della ricerca espressiva

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Sono stati i numerosi eventi cinematografici a scandire e supportare l’essenza culturale del Mostra del Nuovo Cinema che ha sempre abbinato cultura e sperimentazione. Fra le tante proiezioni non sono mancati autentici gioielli che solo vetrine come quella pesarese riescono a proporre. Per il premio Lino Miccichè, critico cinematografico e fondatore della Rassegna, la giuria composta da giovani studenti universitari e presieduta dal regista   Roberto Andò ha assegnato il riconoscimento al film francese “ Les Ogres” (2015) di Lea Fehner.

Il lungometraggio racconta la vita avventurosa che si sviluppa nel mondo del circo dove le storie di vita normale degli artisti si confondono con le quotidiane recite davanti al pubblico. La giuria, inoltre, ha concesso due menzioni speciali a “Per un figlio” (2016) di Suranga Deshapriya Katuganpala con immagini di un ritratto sociale, ambientato in una città del nord Italia,di una piccola famiglia sunita, con una madre che si massacra di lavoro per sostenereil giovane figlio.

“David” (2015) del ceco Jan Tesitel dove il giovane David è un ragazzo affetto da disturbo mentale. Una fuga nella vicina Praga darà a David la possibilità di sperimentare e confrontarsi con ostacoli, emozioni, difficoltà, senza aiuti.

Nei rimanenti film in concorso sono prevalsi i temi della politica, dei sentimenti, dei viaggi.

Stimolante la sezione del festival sul “Critofilm” cinema che pensa al cinema, format ideato dal critico cinematografico Adriano Aprà, in passato direttore della Mostra. “Oggi- afferma Aprà- possiamo considerare il Critofilm o film d’essay un vero e proprio genere”, con i suoi molteplici  sottogeneri (film sulla storia del cinema, film su attori o registi e così via).

Esempio di critofilm una docufiction  per raccontare il lavoro cinematografico del regista Marco Ferreri (foto in alto), un cineasta capace di individuare gli “scenari del futuro” o comunque futuribili: opera quest’ultima del regista Mario Canale presente a Pesaro, con voce narrante dell’attore Michele Placido. E inoltre  ”Stessa rabbia, stessa primavera” (Italia 2003), realizzato da Stefano Incerti- opera che approfondisce alcuni aspetti del discusso lavoro politico-ideologico-distopico, coagulato da  Marco Bellocchio nel comunque notevole “Buongiorno notte”.

Il lavoro di Incerti comprende testimonianze di alcuni brigatisti e svariati materiali provenienti dalle teche Rai.
Argomento clou della Rassegna curata dal critico Pedro Armocida, al suo secondo mandato è “Romanzo Popolare” narrazione pubblico e storie del cinema italiano negli anni 2000.

Il rapporto tra cinema e racconto nell’epoca dei formati e dei film che si realizzano in tutti i modi. Romanzo popolare mette a confronto, nel corso della rassegna, una serie di film del passato con argomenti che si legano ai film più attuali. Il tema ,mai discusso abbastanza ,del lavoro vede il confronto tra il film di Mario Monicelli “I compagni” (1963) con “Tutta la vita davanti” (2008) di Paolo Virzì. Oppure il mondo della scuola negli anni cinquanta con “Terza liceo” (1954) di Luciano Emmer regista frettolosamente dimenticato per giungere alla scuola dei nostri giorni “Come te nessuno mai” (1999) di Gabriele Muccino.

La tavola rotonda intorno a “Romanzo Popolare” ha visto la partecipazione di Pedro Armocida, Laura Buffoni, Antonietta De Lillo, Massimo Galimberti, Nicola Lusuardi, Raffaele Meale, Giona A. Nazzaro, Federico Pedroni, Stefano Rulli, Bruno Torri, Gaia Tridente, Daniele Vicari. In chiusura “Gli sguardi femminili del cinema russo, ancora una volta a Pesaro”. Incontri e testimonianze che confermano il canale culturale aperto da tempo tra la Rassegna del ”Nuovo Cinema” e la cinematografia sovietica.   

Autore: admin

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