Francesco NICOLOSI FAZIO – Sursum Corde (Quattro serate di chitarra classica al Parco dell’Etna)

SURSUM CORDE


 

Quattro serate dedicate alla chitarra classica – All’Auditorium Parco dell’Etna, Nicolosi

 

Chitarra. Termine antichissimo, come lo strumento. L’etimologia viene direttamente dal greco antico, dal termine “chiton” che è anche traducibile in “corazza”. Forse le antiche chitarre avevano come cassa armonica il carapace della tartaruga (ancora si usa in Polinesia) che è appunto la corazza di questi antichissimi rettili. Certamente la forma antropomorfa dello strumento fa pensare sia alle forme della donna, che alla corazza, Del resto già i babilonesi pizzicavano uno strumento simile. In Europa si riconosce agli Arabi la diffusione dello strumento intorno all’anno mille, stante che a quei tempi i trovatori si avvalevano di analoghe attrezzature.

Anche noi Siciliani siamo stati coinvolti dagli Arabi, in una attività musicale un tempo a noi universalmente riconosciuta e praticata anche alla corte di Federico II; dopo vennero gli aragonesi. Per comodità i musicologi assegnano invece agli spagnoli la paternità dello strumento, forse manca qualche tassello anche nella storia della musica Siciliana, altra storia regionale che dovrebbe essere approfondita dagli esperti.

Anche per questo la ricca manifestazione di Nicolosi ha un significato. Sino agli anni ’60, in Sicilia, ogni paese (ed ogni quartiere) aveva un luogo deputato all’uso degli strumenti a corda, Nei paesi le sale da barba erano un “cenacolo” di grandi musicisti amatoriali, che raggiungevano livelli prossimi alla perfezione, nell’esecuzione di brani musicali della tradizione Siciliana. Siciliani gli inventori del jazz in Lousiana, nel XX secolo. Basti pensare, inoltre, a tutti i brani per chitarra del seicento e del settecento, che gli autori europei chiamavano sinteticamente musiche “Siciliane”.

Oggi il “Guitar festival” dell’associazione “Edizioni Novecento” (Presidente il M° Aprile e casa editrice a cura del poeta Renato Pennisi), diviene uno mezzo utile di divulgazione per uno strumento che, fagocitato dalla musica “pop” elettrica, ha quasi perso il contatto con la splendida tradizione culturale della musica “classica”, intesa in senso lato, e ciò particolarmente in Sicilia.

Quattro  articolate ed intriganti serate, dal 7 al 9 luglio, hanno raccolto un bel pubblico per ascoltare altrettanti ottimi esempi di tradizione e rivisitazione della musica per chitarra classica: Gisle Krogseth, norvegese, con lo spettacolo “Pleiader”, ha illuminato la serata confrontandosi idealmente e musicalmente con le stelle lontane. Maurizio Di Fulvo, abruzzese, con lo spettacolo “On the way of wonderland” ha aperto il pubblico verso le strade meravigliose della musica per chitarra. Luciano Marziali, da Berlino, con lo spettacolo “Dall’Italia al Folclore” ha spaziato magistralmente da Scarlatti (autore assurdamente dimenticato per secoli) alle musiche popolari mondiali, con un particolare omaggio al Messico, nazione a cui l’artista è legato sentimentalmente.

L’ultima serata ha rappresentato il clou della manifestazione, grazie allo spettacolo “Tre chitarre in viaggio”, dove il trio “Vivaldi guitar trio” (Enrico Negro, Ignazio Viola e Mario Cosco) ha offerto un percorso intellettuale che è giunto sino a splendidi esempi di musica classica contemporanea, ideata e scritta per tre chitarre. Partendo dal “prete rosso”, che dà nome al trio, gli artisti sono giunti fino ai nostri giorni, dimostrando che la buona musica “classica” è anche veramente “contemporanea”. Un arabesco di musiche che avvolge il pubblico anche per l’assoluta perfezione e complementarietà dei tre artisti, che (Vivaldi escluso) giostrano magnificamente in ogni ruolo, con affiatamento esemplare, nato da venticinque (25!) anni di spettacoli in giro per il mondo.

Alla riuscita dell’ultima serata molto ha contribuito il sito (preferisco al più inflazionato “location”). Difatti l’auditorium della sede del Parco dell’Etna, una chiesa sconsacrata all’interno di un ex monastero benedettino, ha dato la più classica delle “cornici ideali”, per la ricca ed ampia sonorità, veramente emozionante. Bene ha fatto la dottoressa Mazzaglia, Presidente dell’Ente Parco, a concedere al Maestro Aprile il plesso. Etna patrimonio Unesco, gemellato con il Fujiyama.

Siamo quasi certi che lo spettacolo dell’Etna (vulcano a volte veramente “sonoro”), come pure le verdi querce ultrasecolari, possa avere ispirato gli artisti per creare qualche nuova composizione per l’auspicato grande futuro della musica classica per chitarra, per portare in alto il cuore (e le corde).

 

 

 

Guitar Festival 2016

Città di Nicolosi

Organizzazione: Edizioni Novecento

Direttore artistico: Maestro Antonio Aprile.

Autore: admin

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